Esistono incontri che ti cambiano la vita: quelli romantici, quelli illuminanti, quelli che ti fanno mettere in discussione tutto. E poi esistono i match di dating natalizi.
Quelli sì che ti fanno mettere in discussione tutto, soprattutto la tua sanità mentale.
Era domenica pomeriggio, pioveva – come sempre nel Kent – e io, nel mio stato di vulnerabilità emotiva e capelli crespi, ho fatto la fatale scelta: scaricare SantaMatch, la nuova app di appuntamenti “a tema natalizio”.
Già il nome avrebbe dovuto farmi riflettere.
E invece no.
Primo match: un uomo vestito da elfo.
Non ironicamente.
Non come costume per una recita scolastica.
No, no: nella vita reale.
Con tanto di campanellini inclusi.
Mi scrive:
«Ciao dolce renna solitaria, vuoi venire con me al Mercatino delle Meraviglie?»
Ho sospirato così forte da far tremare la tenda.
Vivian ha riso per dieci minuti.
Gavin ha detto: «Amore, se accetti quell’appuntamento devi preparare un piano B, C e D… e anche una via di fuga attraverso un camino.»
Rachel, ottimista patologica, ha suggerito: «Magari è una persona dolce!»
Kate invece: «Se ti vibra l’intuizione, seguila.»
La mia intuizione? Fuggire.
Dopo un’ora di riflessione ho deciso di rispondere con educazione:
«Grazie, ma credo di essere allergica ai campanellini.»
Fine del match.
Eppure l’episodio mi ha fatto pensare.
Forse a dicembre diventiamo tutti un po’ più folli.
Forse cerchiamo qualcuno che ci faccia compagnia tra una lucina e l’altra, anche se è vestito da elfo.
O forse – molto più probabilmente – dovrei cancellare l’app e dedicarmi a qualcosa di meno rischioso, tipo saltare senza paracadute.
Conclusione: la vita sentimentale di Pippa Pickle può sopravvivere a molte cose, ma non agli elfi digitali.









