Dicembre è un esperimento antropologico.
Uomini che a novembre sembravano interessati improvvisamente diventano più difficili da trovare dei parcheggi gratuiti a Londra.
Vivian sostiene la teoria del “raffreddamento emotivo stagionale”: gli uomini, con il calo delle temperature, entrano in una fase di ibernazione sentimentale. È scientifico, dice lei. Io sospetto che sia più una fuga strategica per evitare cene con i genitori, regali impegnativi, domande esistenziali tipo “cosa siamo?”.
Kate ha un’altra teoria: “A dicembre la vibrazione energetica ti mette alla prova.”
Gavin traduce: “Amore, semplicemente spariscono.”
Ma ci sono eccezioni, rarissime, come il leggendario “uomo che invita a un vin brulé senza secondi fini”. Creatura avvistata l’ultima volta nel 2004. O l’ancora più mitologico “uomo che ti scrive per primo la mattina”. Quello appartiene direttamente alla categoria folklore inglese.
La verità, credo, è che dicembre amplifica tutto: le coppie sembrano più felici, i single più single, i complicati più complicati.
E io?
Io navigo in questo mare di lucine cercando un uomo che almeno non sparisca durante l’installazione dell’albero.









