Cari lettori del Daily Whisper, benvenuti a un nuovo episodio tragicomico di ‘Pippa’s Pickle’, dove la vostra affezionata cinquantaseienne single si avventura nel labirinto della stranezza maschile. Dopo anni di appuntamenti disastrosi, relazioni fallite e momenti di imbarazzo cosmico, sono giunta a una conclusione scientifica: gli uomini sono tutti strani. E no, non è l’effetto del vino che mi fa parlare (anche se aiuta).
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Permettetemi di presentarvi la mia ricerca sul campo, condotta con rigore scientifico e una buona dose di disperazione romantica.
Caso studio #1: Il Collezionista Compulsivo. Incontrai Gerald a una festa di beneficenza. Sembrava normale, persino affascinante, finché non mi invitò a casa sua per “vedere la sua collezione”. Ingenua, pensai si trattasse di arte o vini pregiati. Oh, quanto mi sbagliavo! La sua casa era un santuario dedicato agli ombrelli vintage. Migliaia di ombrelli appesi ovunque, persino in bagno. Quando gli chiesi perplessa il perché, mi rispose serio: “Beh, non si sa mai quando potrebbe piovere… in casa”. Uscii di corsa, sotto il sole cocente, rimpiangendo di non aver preso in prestito uno dei suoi ombrelli per nascondermi.
Caso studio #2: Il Fissato con la Salute. Tom sembrava l’uomo perfetto: atletico, attento alla dieta, un vero salutista. Il nostro primo appuntamento fu in un ristorante bio. Fin qui tutto bene, pensai. Poi ordinò. Chiese al cameriere l’esatta provenienza di ogni singolo ingrediente, il metodo di cottura, se le verdure fossero state raccolte in fase di luna calante e se il cuoco avesse pensieri positivi mentre cucinava. Dopo due ore di interrogatorio culinario, il nostro cibo arrivò. Freddo. Tom lo rimandò indietro perché “le vibrazioni energetiche non erano più ottimali”. Uscii dal ristorante affamata, frustrata e con una nuova apprezzamento per il fast food.
Caso studio #3: L’Amante degli Animali (Troppo Amante). Richard era dolce, gentile e amava gli animali. Perfetto, pensai. Finché non scoprii che la sua casa era uno zoo privato. Gatti, cani, pappagalli, ma anche iguana, serpenti e… un maiale. In salotto. Quando gli chiesi del maiale, mi rispose con naturalezza: “Oh, quello è Bacon. Dorme con me”. Inutile dire che per me non c’era posto in quel letto. O in quella casa. O in quella vita. A parte le uova delle galline in cortile per Bacon.
Caso studio #4: Il Mammone Incallito. A 55 anni, pensavo che Marc fosse abbastanza maturo da vivere da solo. Sbagliato. Viveva ancora con sua madre. “È solo temporaneo”, mi assicurò. Temporaneo da 30 anni, a quanto pare. Durante il nostro appuntamento a cena (a casa sua, ovviamente), sua madre continuava a interromperci per chiedergli se avesse mangiato abbastanza, se avesse bisogno di un maglione e se la “signorina” (io) fosse “adatta” a lui. Quando Marc le chiese il permesso per uscire dopo cena, realizzai che l’unica relazione seria nella sua vita era quella con il cordone ombelicale.
Caso studio #5: Il Fanatico della Tecnologia. Steve era un genio dell’informatica. Pensavo fosse affascinante, finché non scoprii che aveva una relazione più intima con Alexa che con qualsiasi essere umano. Durante il nostro appuntamento, continuava a parlare con il suo smartwatch, chiedendo consigli su cosa dire o fare. Quando gli chiesi se potesse spegnerlo per un attimo, mi guardò horrorizzato: “E come faccio a sapere se sto respirando correttamente?”. Mi alzai, dicendo che dovevo “andare a ricaricarmi”.
Caso studio #6: L’Eterno Peter Pan. A 60 anni, pensavo che David avesse superato la fase adolescenziale. Mi sbagliavo. La sua casa sembrava il paradiso di un quattordicenne: console di videogiochi ovunque, poster di supereroi alle pareti, e una collezione di fumetti che avrebbe fatto impallidire qualsiasi negozio specializzato. Quando mi propose di “Netflix and chill” e tirò fuori una maratona di cartoni animati, realizzai che l’unica cosa che era cresciuta in lui era la sua collezione di action figure.
Dopo anni di “ricerca sul campo”, ho concluso che la stranezza maschile è un fenomeno universale, che attraversa età, culture e continenti. È come se, raggiunta una certa età, gli uomini decidessero di abbracciare la loro eccentricità nascosta, trasformandola in un vero e proprio stile di vita.
Ma sapete una cosa, cari lettori? In mezzo a tutta questa follia, ho fatto una scoperta ancora più sorprendente: anche io sono strana. Perché, nonostante tutto, continuo a cercare, a sperare, a credere che là fuori ci sia qualcuno la cui stranezza si incastri perfettamente con la mia.
Forse è questo il segreto dell’amore dopo i 50: non cercare la normalità, ma trovare qualcuno la cui pazzia complementi la nostra. Qualcuno che guardi la nostra collezione di gatti di ceramica e dica: “Wow, impressionante! Vuoi vedere la mia collezione di rocce parlanti?”.
Quindi, care lettrici (e coraggiosi lettori), non disperate se vi imbattete in un uomo che parla ai pesci o colleziona tappi di bottiglia. Ridete, godetevi lo spettacolo e, chi lo sa, magari scoprirete che la vostra stranezza e la sua formano una perfetta sinfonia di follia.
E se tutto va male? Beh, avrete come vi dico sempre una storia esilarante da raccontare al prossimo appuntamento. O nel mio caso, ai fedeli lettori del Daily Whisper.
Con affetto e un brindisi a tutti gli strani là fuori, La vostra sempre ottimista (e leggermente eccentrica) Pippa
P.S. Se qualche gentiluomo bizzarro sta leggendo questo e pensa “Ehi, questa Pippa sembra proprio il mio tipo di strana”, sappiate che sono aperta a proposte. Bonus punti se la vostra stranezza include saper cucinare e un senso dell’umorismo a prova di bomba. Ombrelli vintage e maiali da compagnia, cortesemente astenersi.









