Trucchi per l’anima

“Trucchi per l’anima” scritto e diretto da Rosario Galli con Giorgio Carosi e Beatrice Gregorini e con l’amichevole partecipazione di Diego Calvo sará in scena al Teatro Trastevere.

In un teatro vuoto, luogo metafisico dove giacciono pochi oggetti apparentemente abbandonati, una sorta di terra di nessuno, un’isola nel marasma della vita quotidiana, un uomo e una donna si incontrano, si scrutano, parlano dando vita a dialoghi dal ritmo serrato, a volte frenetico, a volte brillante, e a tratti inquieto e drammatico.

In una sorta di scanzonato thriller psicologico, i due si svelano in un progressivo crescendo di emozioni, dal riso al pianto, tra rivendicazioni, rammarichi e progetti.

L’uomo e la donna stanno recitando delle scene, o almeno dei frammenti di scene, che qualcuno ha scritto per loro, un non meglio identificato lui, nominato spesso dai due, che però non compare, non si vede e non si sente, una specie di Godot immanente che guida l’uomo e la donna attraverso un percorso di scavo interiore nelle loro vite private.

Le schermaglie amorose dei due protagonisti, ricordano il conflitto tutto pirandelliano tra il dover essere qualcuno e il desiderio di essere altro da sé, un conflitto tra essenza ed apparenza coniugato con i ritmi e gli stilemi della commedia.

“Trucchi per l’anima” è un divertente viaggio nel profondo dell’animo umano, commedia ironica e amara al contempo.

 “Si esce con mille domande dopo aver assistito a questo spettacolo, dopo aver condiviso un’atmosfera surreale, in bilico tra sogno e realtà. È la magia del teatro, quella che assottiglia i confini. Perfettamente in parte gli attori Giorgio Carosi e Beatrice Gregorini, naturalmente empatici con i personaggi descritti da uno degli autori contemporanei più sensibili e interessanti, che cura anche la regia” scrive la giornalista Alma Daddario. Abbiamo intervistato Giorgio Carosi.

Sono curiosa…quali sono i trucchi per l’anima?

Escamotage per arrivare all’essenza.

Soprattutto perché l’anima costruisce i trucchi?

Per metterci alla prova e vedere come ci si ingegna per andare in fondo, vedere la verità.

Perchè un teatro vuoto?

Per mettere in luce la sacralità di questo luogo. In questo caso in particolare,  la vicenda si svolge, si consuma in un teatro vuoto, senza pubblico, almeno così sembrerebbe!!!

Qual è la differenza tra vuoto e pieno?

Un teatro pieno, con il pubblico, fa si che la vicenda scritta e gli attori che la rappresentano prendano vita. “Noi senza di Voi non esistiamo “, dice Vincenzo Salemme tutte le sere al suo pubblico.

Perchè la scelta del thriller psicologico?

Intanto si tratta di una scelta dell’autore, Rosario Galli. Io, come interprete mi posso esprimere un parere personale e dire che trovo molto intrigante questa Piece  per due motivi; il primo, essendo una sorta di thriller psicologico, riesce a catturati e a voler sapere come va a finire, il secondo, una volta catturata l’attenzione ti da modo dal punto di vista emotivo, di spingere il pedale nelle pieghe dell’anima.

Che cosa vuole stimolare nel pubblico?

Una sorta di identificazione che permette di riflettere e magari sfociare in una qualche forma di catarsi. Credo sia questa la funzione del teatro.

Chi sono i suoi compagni di viaggio?

Ho una compagna di lavoro, Beatrice Gregorini, bella e brava e ci siamo divertiti molto durante le prove.

Progetti?

Vogliamo portarlo in in tournée fino alla noia. Oggi, al contrario di qualche anno fa, far girare uno spettacolo con una certa continuità, non è una cosa semplice. Penso che la fatica di un allestimento meriti un buon numero di repliche, specie se la cosa funziona, inoltre è proprio durante le repliche che si cresce, che un attore può affinare e approfondire.

Sogni?

Fidelizzarci sia con i vari gestori, pubblici e privati che con la gente che viene a vederci.

Desideri?

Riuscire a dare quante più emozioni possibili, a far si che questa, che io vivo un pò come una missione, diventi sempre di più un nutrimento per l’anima.

Vuole aggiungere altro?

Venite a vederci perché sono certo vi divertirete!

 

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