Giulia De Angelis e’ Giulietta

Un amore eterno e immortale, due famiglie rivali accecate dall’odio, la morte che sconvolge una città intera: il 6 e il 7 aprile al Teatro Politeama Clarici di Foligno (PG), debutta “Romeo e Giulietta”, opera teatrale con musica dal vivo.

Dopo l’incredibile successo della tragedia greca “Elettra, Ritorno alla Terra”, La Pro Loco di Bevagna e la compagnia Agape Teatro sono liete di presentare lo straordinario spettacolo “Romeo e Giulietta”, un’emozionante opera teatrale la cui produzione è frutto della collaborazione artistica di talenti eccezionali.

La regia e la direzione artistica intendono celebrare la famosissima tragedia tramite una chiave di lettura classica, tradizionale e naturalmente eterna, una scelta che non rinuncia alla potenza comunicativa delle immagini e delle parole tramandate da Shakespeare. Lo spettacolo invita così a riflettere sul valore universale dell’amore, forza motrice dei protagonisti.

Non perdete l’opportunità di vivere questa straordinaria rappresentazione di “Romeo e Giulietta”, per vivere un viaggio indimenticabile attraverso l’amore eterno di Shakespeare. Abbiamo intervistato Giulia De Angelis che con sensibilità e professionalità ci racconta della sua magistrale interpretazione: sarà Giulietta.

Cara Giulia, debutterà il 6 e 7 aprile a Foligno con “Romeo e Giulietta”, sono curiosa e le chiedo: ancora una volta un Romeo e Giulietta, perché?

Perché Romeo e Giulietta è, e rimarrà sempre, una tragedia di massima attualità. Lo dimostra il fatto che sopravvive ancora oggi e ancora oggi parla di un’umanità in cui è impossibile non rispecchiarsi. È una storia eterna, semplicemente.

Come si declina questa drammaturgia?

La nostra versione di Romeo e Giulietta è classica. Rinascimentale, fedele alle ambientazioni, ai costumi e al testo di Shakespeare. Proprio per la volontà di dare voce a quello che realmente ha resistito nei secoli. Il linguaggio poetico è sicuramente il pezzo forte, non per nulla ci si ritrova a citare dei versi di “Romeo e Giulietta” pur non avendolo mai sfogliato. Si tratta di passi immortali, che mantengono il loro impatto emotivo intatto, senza subire l’usura del tempo, poesia raffinata, che non diventa mai arido esercizio stilistico.

Abbiamo indagato il motivo dell’immortalità di questo testo e abbiamo voluto dare corpo e voce a ciò che lo rende tale. 17 attori, musica dal vivo composta ed eseguita ad arte. Scenografia in legno, con il celebre balcone che fa da protagonista e costumi stupendi del maestro Daniele Gelsi.

Lei che ruolo interpreta?

Io interpreto un personaggio meraviglioso: Giulietta.

Come si prepara quando deve affrontare un nuovo impegno lavorativo?

Studiando tanto. Il mio è uno studio quasi ossessivo, un’indagine a tutto tondo per entrare nella mente e nel corpo del mio personaggio.

Esiste una Giulietta 2.0? E un Romeo?

Credo sinceramente che Romeo e Giulietta rappresentino la ribellione e la dissidenza tipica di tanti adolescenti. Ma dietro c’è molto altro: c’è un amore che va raggiunto a qualsiasi costo. Romeo e Giulietta sono dei maestri per gli adulti del racconto, perché in una società che parteggia apertamente per la divisione, l’odio e la morte, loro decidono di diventare dei sacrifici umani pur di lottare fino alla fine per ciò in cui credono. È molto estremo il triste epilogo a cui sono destinati, ma la matrice che li spinge ad agire è probabilmente simile a quella di tanti giovani di oggi che stanno tentando di cambiare le carte in tavola nella nostra società.

Siamo un po’ tutti i figli dei Social, secondo lei Romeo e Giulietta potrebbero essere due influencer?

Decisamente no. Proprio perché sono due mosche bianche per le loro famiglie e per la comunità in cui vivono. Per questo si innamorano: perché si riconoscono nella loro diversità, nella loro essenza così pura e luminosa, lontana dalle influenze dei contesti in cui sono cresciuti e vivono.

Veniamo a lei Giulia, ci racconta qualcosa di se stessa? Per esempio, perché decide di fare l’attrice?

Non c’è stato un momento in cui l’ho deciso, un click che è scattato dentro di me o una scintilla. Ho semplicemente perseguito con costanza l’esigenza immensa che sento. Per me fare l’attrice è una necessità e non potrebbe essere altrimenti.

La perfezione per lei esiste? Di fatto che cosa è?

Io sono un po’ ossessionata dalla perfezione, che però di fatto, probabilmente non esiste. Solo che è dura da accettare! Io cerco sempre di lavorare al meglio, di fare il massimo sfruttando tutti gli strumenti che pian piano ho aggiunto al mio bagaglio. Ho bisogno di sentirmi stanca, svuotata e soddisfatta a fine giornata. Quello è già un bel traguardo.

Chi sono i suoi compagni di viaggio in questo lavoro?

Dunque: il nostro regista è Francesco Bolo Rossini, incredibile guida in questo viaggio meraviglioso. La direzione artistica è di Davide Gasparrini. Ci sono poi tanti attori di grandissimo talento con cui sono onorata di condividere il palcoscenico.

Qual è l’idea che si racchiude nello spettacolo?

È l’idea di una storia emblematica di altri tempi. L’idea di raccontare il simbolo di un amore eterno, che sceglie di vivere nel tempo e oltre la vita, oltre la morte. Un amore che sopravvive al di là di tutte le barriere, che nonostante la morte dei due protagonisti vive nella memoria di tutti noi, per l’emozione e l’eco che ha provocato nelle vite di tutti. Poi si, è vero che viene identificata come un’emblematica “tragedia”, ma in Romeo e Giulietta ci sono tanti personaggi, tante situazioni di pura commedia, davvero esilaranti.

Progetti? Desideri? Sogni?

Ci sono diversi progetti in partenza sia in ambito teatrale che audiovisivo. Di questo sono molto contenta. Quando credo in un progetto faccio fatica a contenere l’entusiasmo e lo accolgo con enorme gratitudine, sia esso teatrale o cinematografico. Desideri e sogni tantissimi, troppi! Ma sto lavorando per realizzarli.

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