Il volto come rinascita

Intervista a Bianca sul percorso che l’ha trasformata

Ci sono momenti che segnano un prima e un dopo, fratture che aprono nuove strade e costringono a guardarsi dentro. Per Bianca, il 27 maggio 2014 è stato uno di quei giorni. Una corsa in ospedale, un’operazione urgente, la paura che si confonde con la consapevolezza di dover continuare a respirare. Da quell’esperienza estrema è nato un cammino fatto di ascolto, disciplina e cura di sé, fino a scoprire nel volto non un limite, ma la possibilità di una rinascita.

Il 27 maggio 2014 ha segnato un cambiamento decisivo nella sua vita. Cosa ricorda di più di quella esperienza e come ha influito su di lei?

Ricordo il pensiero prima dell’anestesia: “Andrà come andrà, continuerò a divertirmi”. Non provai paura, solo la consapevolezza che non dovevo smettere di respirare. Avevo trascurato i sintomi, scambiando un problema respiratorio per un’intossicazione. Dopo l’operazione promisi a me stessa di ascoltarmi di più. A 43 anni pensavo che certe cose non potessero accadere, ma mi sbagliavo: da quel giorno è iniziato un percorso che mi ha trasformata.

Ha detto che il viso “non mente mai”. In che modo i segni del dolore hanno continuato a parlarle?

Il dolore lasciò tracce evidenti. Con due drenaggi al torace rimasi immobile per giorni, incapace di ridere o parlare. Quando finalmente mi specchiai mi dissi: “Brava, adesso ci riprendiamo la vita”. Per anni ho tenuto il viso ruotato come a proteggere il polmone malato, e il mio sorriso era asimmetrico: un corpo che faticava a ritrovare armonia.

Dopo due operazioni, cosa l’ha spinta a cercare una soluzione non invasiva per il viso?

La voglia di fare da me senza soffrire. Ho sempre avuto paura degli aghi e, dopo i drenaggi, non volevo più dolore. Sul mio viso niente punture.

Qual è stata la sua impressione quando ha incontrato il Face Yoga e poi il Visotonic?

L’idea di plasmare il viso con la muscolatura mi affascinò subito. Insegnare significa lasciare il segno: con ogni lezione le allieve scoprono qualcosa di sé. Ho avuto fiducia nella dottoressa Loredana De Michelis e, vedendo i risultati, è stato naturale diventare istruttrice.


Come si inserisce oggi il Visotonic nella sua vita e quali cambiamenti ha notato?

Pratico cinque giorni a settimana. Ho eliminato le tensioni accumulate dal dolore e lo specchio, da nemico, è diventato mio alleato. Per anni mi sentii esclusa, ora sono protagonista della mia vita: il viso è il mio biglietto da visita, un risultato fatto da me.

Quanto il recupero di armonia esteriore ha influito sul suo equilibrio interiore?

Ho accumulato fragilità sin da bambina, ma col tempo ho imparato a seguire i miei desideri. Oggi vivo la vita che voglio. Credo che la simmetria esteriore sia il frutto dell’equilibrio interiore: la ginnastica facciale funziona solo se c’è convinzione e disponibilità a dedicarsi a sé stesse.

Cosa significa per lei accompagnare altre donne in questo percorso di fiducia e rinascita?

Vuol dire spostare l’attenzione dal problema alla cura, costruirsi dalle basi e riscoprire sé stesse. Insegnare Visotonic significa offrire strumenti, ma i risultati sono frutto dell’impegno e della costanza delle allieve. Questo è il senso della cura che voglio trasmettere.

Qual è il suo segreto di bellezza e forza, racchiuso in una frase?

Fai sì che il tuo viso sia un risultato fatto da te e non da altri. Dentro ogni donna ci sono capacità che possono trasformarsi in abilità straordinarie. Basta crederci un po’.

Dal dolore alla disciplina, dalla fragilità alla consapevolezza, il viaggio di Bianca mostra che il volto non è solo immagine, ma memoria e identità. Nel suo percorso con il Visotonic ha imparato che la bellezza non si compra, si costruisce con costanza e ascolto. E che il viso, quando torna ad armonizzarsi, diventa il riflesso fedele di un equilibrio interiore finalmente riconquistato.

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

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