Alabastro: la mia prima Haute Couture è una promessa d’eternità

C’è una luce che non abbaglia, ma incanta. È la luce che filtra attraverso le pareti sottili dell’alabastro. Una luce morbida, sensuale, misteriosa. Come quella che scivola tra le pieghe della seta più pura, come il riflesso cangiante di un sogno appena sussurrato.

Da questo incanto nasce Alabastro, la prima collezione Haute Couture di Monsieur Matteo Sorbellini. Un debutto che non chiede il consenso della moda, ma ne scrive una nuova pagina: intima, preziosa, inaspettata.
Ogni abito è un gesto d’amore verso l’eleganza, una preghiera laica alla bellezza fatta a mano, pensata, scolpita.
Questa non è una collezione.
È una visione.
È un viaggio nel cuore della couture, lì dove la stoffa incontra l’anima, e il dettaglio non è un vezzo, ma una dichiarazione di stile.
Sorbellini non crea per vestire.
Crea per far battere il cuore.
Per donne che non chiedono il permesso, ma lasciano il segno.
Per chi ha già tutto, tranne l’emozione dell’unicità.
Benvenuti nel mondo di Monsieur Matteo Sorbellini.
Benvenuti nella luce immortale di Alabastro.

Monsieur Matteo, oggi è un giorno importante. Presenta alla stampa e a un selezionato giro di compratori internazionali la sua prima collezione Haute Couture, intitolata “Alabastro”. Qual è l’emozione che prevale?
Un’emozione composta. Come il silenzio di una cattedrale prima del primo rintocco. “Alabastro” è il mio inno alla luce interiore, alla bellezza che resiste al tempo. Non è solo moda, è un’offerta. È il mio modo di dire: “guardate cosa può fare ancora l’Italia, quando crea con il cuore, le mani e l’anima”.


Il titolo “Alabastro” evoca qualcosa di eterno, fragile eppure resistente. Come nasce?
L’alabastro è trasparente ma non si lascia mai vedere del tutto. È fragile, sì, ma scolpito con maestria diventa eterno. Così sono le donne che immagino per questa collezione. Opere d’arte viventi, creature sofisticate che desiderano vestire emozioni. Ogni abito è pensato come una lastra di luce scolpita con amore.

Parliamo di tessuti, lavorazioni, dettagli: c’è una meraviglia dietro l’altra in questa collezione. Ci racconta cosa troveremo in “Alabastro”?
Ho lavorato con maestranze artigiane italiane che definire “eccelse” è riduttivo. Gli orli? Ricamati a jour e tagliati a metà per suggerire l’idea del gesto umano. Le organze e le georgette in pura seta sono un respiro impalpabile accanto al fruscio delle tafetas cangianti. I broccati si dissolvono in trasparenze. Il marabù si fa estivo, impalpabile come piume su organza. Ogni dettaglio ha un senso. 80 metri di tulle nude per un sottogonna, bustier modellati a mano da artigiani della corsetteria fiorentina. È una celebrazione del “saper fare” italiano, della couture più pura. Eppure tutto si muove con una luce contemporanea, mai nostalgica.


Lei è stato definito un couturier “istionico, eclettico e visionario”. Come si riconosce in queste parole?
(ride, ndr) Mi ci rivedo. Sono un sognatore disciplinato, se esiste una definizione simile. Nasco tra forbici e cartamodelli, cresco con gli occhi pieni di cinema e arte. Ibiza, l’infanzia tra i tessuti. Poi Milano, Parigi, la moda come destino. Ma ho scelto la mia strada: nessuna distribuzione massiva. Voglio incontrare i miei clienti, uno per uno. Li accolgo nel mio atelier, ascolto le loro anime prima dei loro desideri. E poi creo.
C’è un’aura quasi sacra nella sua visione dell’abito.
Per me ogni vestito ha un nome di una stella, di una costellazione. Perché ogni donna che lo indossa brilla, e ogni abito vive di luce propria. Sono storie che camminano, danzano, si raccontano.

Quali sono le ispirazioni formali di Alabastro?
Ci sono suggestioni anni ’70 nelle linee, giacche e gonne che omaggiano il New Look di Dior degli anni ’50. E poi, lunghi abiti da Beverly Hills, con il profumo di un red carpet che sogna Hollywood. Ma tutto è filtrato da una luce nuova, tagliata di sbieco come le pareti di alabastro da cui prende il nome. È una couture che scintilla ma resta lieve, sofisticata e colta.

Chi è la donna che veste Sorbellini?
Una donna che ha già visto tutto, ma desidera ancora stupirsi. Che ha il coraggio di scegliere un pezzo unico, fatto a mano, che profuma di libertà. È viziata, forse. Ma è proprio lei che voglio far sognare di nuovo.

Un’ultima domanda. Se dovesse racchiudere in una frase l’essenza della sua prima collezione?
Alabastro è un sogno scolpito nella seta. È il mio regalo a chi crede che l’eleganza non debba mai urlare, ma lasciare senza fiato. La couture è un atto d’amore. Il resto è solo moda.


Nel silenzio rarefatto di uno showroom che profuma di arte e memoria, Monsieur Matteo Sorbellini ci ricorda cosa significa davvero creare.
Non seguire le tendenze, ma scolpirle.
Non produrre per vendere, ma per incantare. Ogni abito di Alabastro è un racconto in tessuto, un altare alla grazia, una carezza per l’anima di chi ancora desidera stupirsi.
E mentre le luci di una Milano che rapisce e coinvolge si rincorrono nei riflessi delle vetrine milanesi, resta il profumo inconfondibile di una moda che ha il coraggio di essere unica, libera, eterna.
Perché indossare Sorbellini non significa semplicemente vestirsi.
Significa abitare una visione.
E portare nel mondo la bellezza di ciò che nasce per durare.
La prima collezione è una promessa.
La prossima, sarà una rivelazione.

La collezione “Alabastro” sarà presentata in anteprima durante la Fashion Week.
Il sogno continua.

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

Follow Me

Novità

ARTICOLI POPOLARI

Newsletter

Categorie

Edit Template

Resta Connesso

NEWSLETTER

P.iva: 01809040510 – pec: dr.fabbronibarbara@pec.it | Cookie Policy | Privacy Policy
© 2025 Created with Love by Puntoweb Arezzo