Esistono due tipi di persone nel mondo:
1. quelle che a Natale indossano maglioni con renne buffe e pupazzi di neve tridimensionali,
2. e poi c’è Gavin.
Che considera la moda natalizia una missione spirituale, un rito sacro, un atto estetico che separa l’umanità in “evoluti” e “irrecuperabili”.
Io appartengo sempre alla seconda categoria.
Il mese di dicembre, per me, comincia con un solo momento di panico fashion: l’arrivo del messaggio di Gavin.
Compare sul telefono alle 8 del mattino, più preciso di un orologio atomico:
“Tesoro, oggi pomeriggio veniamo a scegliere IL look di Natale.”
IL look.
Con l’articolo determinativo.
Come se la mia intera dignità civile dipendesse da un cappotto con i bottoni in madreperla.
Ora, devo specificare una cosa: Gavin non è solo bravo con la moda.
Gavin è un profeta.
Quando entra in un negozio, i manichini sembrano diventare vivi e inginocchiarsi.
Io, invece, sembro una turista spaesata nel deserto di Marrakech.
Normalmente, mi piace il mio stile: comodo, pratico, leggermente boho-chic nei giorni buoni, leggermente “ho dormito poco” negli altri.
Per Gavin, però, io vivo in uno stato di emergenza estetica permanente.
Il nostro pellegrinaggio dello shopping natalizio comincia sempre nello stesso modo:
Io entro nel negozio timidamente.
Gavin no: lui sfila.
“Pippa, tesoro, petto in fuori, cuore aperto, portamento regale. Sembri una donna che chiede scusa per esistere.”
Io alzo gli occhi al cielo.
E lui: “Esatto! Al cielo, come una diva degli anni ’40.”
Il primo obiettivo è sempre il cappotto.
“Il cappotto è l’aura, l’energia, la promessa,” dice Gavin mentre ne sfiora uno rosso ciliegia. “Questo dice: sono sofisticata, ho gusti ricercati e forse uccido uomini per sport.”
“Gavin, voglio qualcosa che dica che pago il mutuo e non ho tanto tempo libero.”
“Tesoro, nessuno vuole conoscere quella parte di te. Mantieni il mistero.”
Mentre provo vari capi — alcuni che mi trasformano in un elegante soldato russo, altri che ricordano un marshmallow di lusso — Gavin commenta con un equilibrio perfetto tra sincerità brutale e affetto incondizionato.
“Questo no. Troppo triste.”
“Questo sì. Troppo sexy, ma almeno ti ricorderai chi sei.”
“Tesoro, non confondere il comodo con il depresso.”
Ogni volta che parla, dentro di me si alternano desideri di abbracciarlo o strangolarlo con una sciarpa di cachemire.
Ma il climax arriva quando si passa ai maglioni di Natale.
Io adoro i maglioni buffi: ne ho uno con un alce che muove il naso, uno con un pupazzo laminato, uno che suona “Jingle Bells” se pigi un bottone.
Gavin li considera armi di distruzione di massa contro la dignità umana.
“Pippa… tu sei una donna,“ mi dice ogni anno con tono drammatico, “non un cartone animato del pomeriggio.”
“Ma a me piacciono!”
“A te piace anche il panettone con l’uvetta, e questo già dice tutto.”
Quest’anno, però, Gavin arriva preparato.
Ha una missione: farmi scegliere un outfit che definisce “natalizio minimalista con accenti di personalità controllata”.
Che nella sua lingua significa: niente lucine, niente pupazzi, niente suoni, niente colori oltre il bordeaux elegante o il verde bosco.
In pratica: il funerale del divertimento.
Mentre lui seleziona maglioni raffinati e io fisso un modello con una renna glitterata che mi strizza l’occhio, penso che la moda natalizia sia come gli uomini:
– Quelli troppo perfetti sono spesso faticosi.
– Quelli troppo divertenti durano poco.
– Quelli belli ma inutili vanno evitati.
– Quelli che ti fanno sentire bene… costano sempre di più.
Alla fine, dopo un’ora di prove, Gavin trova l’outfit perfetto: un maglione morbido color panna, un paio di pantaloni eleganti e una sciarpa che sembra uscita da una rivista scandinava.
Mi guarda soddisfatto:
“Ecco. Adesso sembri una donna che ha la vita sotto controllo.”
“Ma io non ce l’ho,” rispondo.
“Non importa. L’importante è sembrare credibile.”
Poi, come sempre, aggiunge:
“E comunque il maglione con la renna NON lo compri.”
E come sempre, io lo compro di nascosto.
Perché la moda, alla fine, è come il Natale:
puoi fingere eleganza, puoi sistemare i capelli, puoi darti un’aria sofisticata…
ma la tua vera essenza è nella cosa che ti fa sorridere da sola.
Anche se è un maglione con una renna obesa che lampeggia.
Quando usciamo dal negozio, Gavin mi prende sottobraccio.
“Tesoro… un giorno arriverà l’uomo giusto.”
“E se non arriva?”
“Almeno sei ben vestita.”
E questa, in fondo, è la filosofia fashion di Gavin: la vita è complicata, gli uomini pure, ma un buon maglione può rendere tutto sopportabile.









