Una giornata tipica nel Kent è un esercizio di sopravvivenza meteorologica. Al mattino sole, a pranzo pioggia, nel pomeriggio vento, la sera nebbia fitta come una zuppa di cipolle. Gli uomini che frequento? Identici.
Prendiamo George, quello dell’ultima illusione romantica. Alle 9 mi scrive un dolcissimo buongiorno con emoji del sole. Alle 11: “Scusa, non so se sono pronto”. Alle 17, con la puntualità di un temporale estivo: “Mi manchi”. Alle 20? Sparito, come il sole dietro le nuvole londinesi.
Previsioni del cuore
Rachel, che ormai mi conosce meglio delle previsioni BBC, sostiene che dovrei scaricare un’appapposita: “Meteo Amore”.
Secondo lei funzionerebbe così:
• 50% possibilità di ghosting.
• Raffiche di messaggi inutili a metà giornata.
• Temperature emotive in picchiata sotto zero la sera.
• Possibili schiarite temporanee con frasi tipo “Sei speciale”, subito seguite da nubifragi di incoerenza.
“Almeno così” dice Rachel “sapresti quando portarti l’ombrello… o almeno una bottiglia di vino.”
Vivian, l’ombrello umano
Vivian invece, sempre pragmatica, la vede in modo semplice:
“Pippa, compra un impermeabile e smettila di illuderti. Gli uomini instabili sono come il meteo inglese: se aspetti che cambi davvero, invecchi. Meglio essere pronta, asciutta e con i capelli sotto controllo.”
Ha ragione. Io passo metà del tempo a cercare la piega perfetta dal parrucchiere, per poi rovinarmela al primo colpo di vento. Allo stesso modo, mi preparo per un appuntamento, convinta che sia “quello giusto”, e dopo due giorni mi ritrovo fradicia di delusione.
Kate e la filosofia meteorologica
Kate, ovviamente, ha cercato di dare una cornice filosofica a tutto questo:
“Il clima mutevole ci insegna la transitorietà della vita. Così come il sole cede il passo alla pioggia, anche gli uomini entrano ed escono dal nostro orizzonte emotivo.”
A quel punto ho seriamente pensato di iscriverla a un corso di meteorologia: almeno impara a distinguere un cirro da un cumulo, invece di confondere i miei drammi amorosi con la poesia buddista.
Gavin, la voce del tuono
Poi c’è Gavin, il mio amico gay e cinico, che con la solita precisione tagliente mi ha liquidata così:
“Tesoro, il problema non è il meteo. È che tu continui a uscire senza ombrello. Tradotto: incontri uomini senza spine dorsali e ti stupisci se poi ti bagni. Scegli uno stabile e magari noioso, vedrai che il cielo resterà sereno… almeno per una settimana.”
Gli ho risposto che preferisco un temporale elettrico a una noia costante. Ma, in fondo, temo che abbia colpito nel segno.
Conclusione: impermeabile e ironia
La verità è che dovrei smettere di aspettarmi stabilità da uomini che non sanno nemmeno cosa vogliono a cena. Sono indecisi se prendere una pizza o un’insalata, figuriamoci se sanno scegliere una compagna di vita.
Forse l’unica soluzione è comprarmi davvero un impermeabile serio, uno di quelli eleganti ma resistenti, e indossarlo con orgoglio. Che piova o che esca il sole, almeno sarò preparata.
Perché se il meteo inglese non cambierà mai, neppure gli uomini emotivamente instabili lo faranno. E allora, tanto vale riderci su: con i capelli un po’ arruffati, il mascara forse sbavato, ma con la certezza che – a differenza di loro – io so sempre cosa voglio per cena.









