Se c’è una cosa che mantiene Pippa Pickle ancora in piedi – oltre al prosecco ghiacciato e alla sua scorta personale di biscotti al burro – è la sua tribù.
Un manipolo di anime assortite che, come un gruppo di supereroi un po’ sgangherati, la salva quotidianamente da sé stessa e dalle sue disavventure sentimentali.
La verità è che dietro ogni single over 50 c’è un team di supporto psicologico improvvisato: le amiche e l’amico gay.
Vivian – la filosofa cinica
Vivian è l’amica che dice sempre la verità. Sempre. Anche quando non richiesto.
“Pippa, smettila di uscire con uomini che hanno la stessa affidabilità di un ombrello di plastica,” è una delle sue frasi tipiche.
Lavora nell’editoria, fuma sigarette sottili come spaghetti e colleziona aforismi cinici che potrebbe stampare e vendere come biglietti motivazionali per disillusi.
Il suo ruolo nella tribù? Tagliare corto con il bisturi del sarcasmo quando Pippa si illude troppo.
Rachel – la romantica cronica
Se Vivian è la voce della ragione, Rachel è l’eco di Cupido.
Convinta che l’amore vero sia dietro l’angolo (anche se Pippa abita in un villaggio con più fantasmi che uomini disponibili), Rachel è quella che la spinge a iscriversi alle app di dating.
“Dai, magari stavolta è quello giusto!” esclama ogni volta.
Rachel crede ancora nelle cene a lume di candela, nei messaggi del buongiorno e nelle sorprese floreali. Pippa la ascolta, sorride e pensa: “Magari il mio destino non è un principe azzurro, ma un rider col sushi.”
Kate – la pragmatica
Kate è l’amica organizzata. Agenda sempre in borsa, Excel per pianificare anche una semplice serata al pub.
“Se vuoi evitare gli uomini sbagliati, serve un filtro,” dice.
Ha provato a creare per Pippa un foglio Excel con colonne tipo: “età – lavoro – inclinazione a sparire dopo tre appuntamenti – presenza di ex invadenti – indice di affidabilità emotiva”.
Peccato che Pippa, di fronte agli schemi, finisca sempre col barrare solo la colonna: “mi fa ridere, sì/no”.
E di solito è un no.
Gavin – l’oracolo fashion & gin tonic
E poi c’è Gavin. L’amico gay che tutti vorrebbero.
Ironico, teatrale, con una sciarpa diversa per ogni stato d’animo e una collezione di cocktail shaker da museo.
È lui a riportare Pippa sulla terra quando le amiche oscillano tra cinismo e romanticismo.
“Tesoro, dimentica quell’uomo. Ha le scarpe sbagliate. Se non sa abbinare il colore della cintura, non saprà mai abbinare la tua vita alla sua.”
La sua filosofia è semplice: gin tonic prima, drammi dopo.
La tribù come terapia
Le serate con la tribù di Pippa sono un rito. Tavolo riservato al pub “The Black Horse”, bottiglia di prosecco sul ghiaccio e sessione di auto-aiuto collettivo.
Vivian stila diagnosi ciniche, Rachel propone soluzioni romantiche, Kate pianifica strategie pratiche e Gavin alza il bicchiere con un: “Alla prossima catastrofe amorosa di Pippa!”
E Pippa, nonostante tutto, ride. Perché se l’amore è un campo minato, almeno lei ci cammina sopra con accanto chi le tiene la mano… o almeno le passa il bicchiere di vino.
Conclusione
La verità è che, senza la sua tribù, Pippa sarebbe persa tra sogni infranti e appuntamenti imbarazzanti.
Ma con Vivian, Rachel, Kate e Gavin al suo fianco, persino la solitudine diventa una commedia brillante.









