A Pluckley, il Natale porta con sé due certezze: un freddo che nemmeno le renne sopporterebbero e l’attesa del maglione natalizio che Pippa sfoggerà alla prima occasione sociale. Le sue amiche, che la seguono da anni in questa missione tragicomica, hanno sviluppato un misto di curiosità e terrore ogni volta che dicembre si avvicina. Perché l’evoluzione del Christmas jumper di Pippa è ormai una saga epica, e ogni anno lei riesce a superare se stessa in creatività discutibile.
Quest’anno, dopo aver passato una domenica intera a cercare ispirazione tra negozi e mercatini, è tornata a casa con un acquisto che definire audace è riduttivo. Un maglione rosso, accettabile in apparenza, ma con una renna gigante sulla parte frontale, dotata di lucine LED incorporate. Funzionanti. Lampeggianti. Incessanti. Una scelta che neppure un elfo particolarmente brillo approverebbe.
Il problema non è solo estetico. Il primo pomeriggio in cui decide di indossarlo — per andare al supermercato, poi dal panettiere, poi “vediamo se incontro qualcuno di interessante” — Pippa scopre che il maglione ha un difetto di fabbrica: produce un lieve bip ogni volta che lei muove le braccia. Una specie di sonar natalizio che annuncia il suo arrivo a metri di distanza.
Alla cassa del supermercato, il cassiere la guarda come si osserva un veicolo spaziale atterrato per caso. Una bambina la indica chiedendo alla madre se quella signora sia “un aiutante segreto di Babbo Natale”. Un uomo, che per pochi secondi le era sembrato interessante, scoppia a ridere quando le luci si accendono a intermittenza mentre lei allunga il braccio per prendere il resto.
Eppure, Pippa torna a casa orgogliosa. Si guarda allo specchio, le luci riflettono sul vetro, la renna sembra sorridere complice. “Sono un faro per single disperati”, si dice ridacchiando. C’è una cosa che Pippa ha capito da tempo: nel mare emotivo del Natale, o ti distingui o anneghi nell’omologazione. Lei, senza alcun dubbio, preferisce brillare. Anche troppo.









