Dove la verità incontra la voce della autentica.
Nato da un’idea di Andrea Ferretti – YouTuber, producer discografico e agente
Nel panorama digitale, dove ogni giorno nascono canali e format, pochi riescono davvero a creare un punto d’incontro tra informazione, verità e passione.
GarlascoChannel è uno di quei rari casi: nato da un’idea di Andrea Ferretti, youtuber, producer discografico e agente, il canale è diventato in poco tempo una voce riconoscibile, libera e diretta, che parla di cronaca, misteri, musica e società con autenticità e coraggio.
Oggi lo incontriamo per capire com’è nato tutto, cosa c’è dietro le quinte e quale visione muove questo progetto.

Andrea, partiamo dall’inizio: come nasce l’idea di GarlascoChannel?
Tutto nasce da un bisogno reale: quello di raccontare le storie in modo diverso. Vengo dal mondo della musica, dove ogni suono, ogni silenzio, ha un significato. Ho voluto portare quella stessa sensibilità nel racconto della realtà. GarlascoChannel è nato per dare voce a chi non ce l’ha, per approfondire senza filtri, per restituire dignità e verità ai fatti — anche quando fanno rumore.
Il nome “GarlascoChannel” richiama subito un caso emblematico della cronaca italiana. È una scelta voluta?
Sì, è una scelta simbolica. Garlasco rappresenta un punto di rottura nella narrazione mediatica del crimine in Italia. È un caso che ha diviso l’opinione pubblica, ma anche una storia che ci insegna quanto sia complesso distinguere il vero dal verosimile. Quel nome è diventato un luogo della mente: da lì parte la mia riflessione su come i media raccontano il mistero, la giustizia, la vita. Non è un canale sul “caso Garlasco”, ma sull’idea di verità.
Tu vieni dal mondo discografico e della notte: in che modo la musica ha influenzato il tuo modo di fare informazione?
La musica ti insegna il ritmo, ma anche il silenzio. Nelle mie interviste e nei miei video cerco sempre di creare un tempo narrativo, una tensione emotiva che accompagni chi ascolta. Credo che un racconto, come una canzone, debba far vibrare qualcosa dentro. L’informazione non deve solo “dire”, deve anche far sentire.
GarlascoChannel alterna contenuti di cronaca, inchieste e momenti di riflessione sociale. Come scegli cosa raccontare?
Scelgo le storie che parlano, quelle che restano addosso. Non mi interessa inseguire la notizia, ma la verità emotiva che c’è dietro. Ogni storia che porto sul canale – ricordiamoci che anche in un solo caso ci sono più storie – deve avere un significato: può essere una denuncia, una ferita collettiva o un messaggio di rinascita. Mi muove la curiosità umana, non la curiosità morbosa.

C’è un episodio o un momento in cui hai capito che il canale stava diventando qualcosa di più grande?
Sì, quando ho iniziato a ricevere messaggi da persone che mi scrivevano “grazie, mi hai fatto pensare”. Non serve arrivare a milioni di visualizzazioni, basta toccare una coscienza. È lì che ho capito che GarlascoChannel stava diventando una comunità di pensiero, non solo un canale YouTube.
Come gestisci la responsabilità di parlare di casi delicati, spesso ancora aperti o controversi?
Con rispetto e documentazione. Ogni parola pesa. Cerco sempre di dare spazio alle fonti, ai familiari, agli esperti, e di evitare giudizi. Il mio obiettivo è aprire domande, non chiuderle. GarlascoChannel non è un tribunale, è un luogo di ascolto.
Oggi YouTube è pieno di canali true crime e talk d’opinione. In cosa pensi che il tuo progetto si distingua?
Penso nella verità dell’intento. Io non faccio “spettacolo del dolore”. Porto una sensibilità che nasce dalla mia esperienza umana e artistica. Mi interessa l’anima delle storie, non il clamore. E poi c’è una cura maniacale per il suono, la voce, l’atmosfera — elementi che arrivano dal mio background musicale.
Stai lavorando anche come producer e agente: come si intrecciano queste strade?
Si intrecciano naturalmente. Ho sempre pensato che le persone e i progetti vadano prodotti come si produce un brano: serve equilibrio, identità, visione. Nel mio lavoro da agente cerco di far emergere l’autenticità degli artisti, così come nel canale cerco di far emergere l’autenticità delle storie.

Guardando avanti: quale sarà la prossima evoluzione di GarlascoChannel?
Sto lavorando a una serie di docu-inchieste e collaborazioni con esperti del settore criminologico e psicologico. Voglio creare un format che unisca narrazione, indagine e arte visiva. Il futuro del canale sarà sempre più ibrido: tra documentario e racconto emotivo.
Se dovessi definire GarlascoChannel in tre parole, quali sceglieresti?
Verità. Coraggio. Umanità.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Dentro di me c’è tanta voglia di giustizia. Dopo aver subito varie ingiustizie nella mia vita, ho colto l’occasione “Garlasco” per iniziare una mia battaglia personale affinché venga fatta giustizia per Chiara e Alberto, per poter credere ancora nelle istituzioni e sentirmi protetto.
Nel mondo rumoroso dell’informazione digitale, GarlascoChannel è una voce che sussurra, ma lascia il segno.

Andrea Ferretti ha costruito non solo un canale, ma una narrazione etica del reale: uno spazio dove la musica incontra la cronaca, dove il rispetto incontra la curiosità, e dove il mistero diventa una forma di conoscenza.
Segui GarlascoChannel su YouTube. Perché la verità non si urla: si racconta.









