L’incontro con l’altro è sempre “Grazia” ma al tempo stesso “mistero”. L’incontro con Grazia non solo ha una declinazione perfetta ma regala un itinerario intimo ed emozionante come se fosse l’accedere a un mondo nel mondo all’interno di un viatico d’arte e d’amore. Ama viaggiare, stare con i suoi animali – da 30 anni con sua sorella si occupa di animali sfortunati – adora leggere, andare a teatro, visitare musei, scrivere racconti. Ha già pubblicato con la casa Editrice Castelvecchi, “Apollonia”, “La regola del bucaneve” e un nuovo libro sta per approdare in libreria. Ovviamente adora suonare, studiare, scrivere canzoni, fare concerti, fare sport, cucinare, stare con le persone che ama. Lei è: Grazia di Michele una donna straordinaria, delicata e gentile, dolce e intensa, creativa e romantica. Un insieme perfetto con le sue declinazioni impreviste ma al tempo stesso uniche. Chi è Grazia? Sono una persona che ama la vita, curiosa, sempre in movimento, con tante idee che, spesso, riesco a sviluppare. Sono molto, troppo sensibile… amo la musica che, a volte, diventa un veicolo per raccontare la vita nella sua complessità, per sensibilizzare gli altri su tematiche importanti e … ovviamente ci sarebbe tanto da dire ancora. Com’è stato collaborare con Toquinho? Un bellissimo viaggio, cominciato via e-mail per decidere come impostare i nostri concerti e poi un colpo di fulmine umano e artistico: appena è sbarcato dal Brasile in Italia. Ci siamo incontrati a Roma per la prima data all’Auditorium, poi è iniziato un tour magico insieme a cui si è aggiunto, verso la fine, Gino Paoli. Oltre ad essere un grande artista, Toquinho è una persona calda e simpatica, come ce ne sono poche. E con lo straordinario Mario Coruzzi? Con Mauro c’è un rapporto forte e profondo che ci tiene uniti da tanti anni. All’inizio ci siamo esplorati cautamente ma è durato poco, siamo molto simili e ci siamo amati subito. La nostra avventura al Festival di Sanremo ci ha avvicinati ancora di più, sentivo la responsabilità di averlo fatto salire con me su quel palco, di aver scritto quel brano così importante per lui, sentivo il peso della sua preoccupazione ma sapevo anche che sarebbe stato impeccabile alla fine. Questa estate abbiamo portato ancora in scena il nostro spettacolo “Io non so mai chi sono”, lui è esilarante, a volte faccio fatica a leggere, rido fino alle lacrime… Lei è anche Musicoterapeuta, quanto l’aiuta nel suo lavoro di cantautrice? La musicoterapia mi ha avvicinato a chi soffre, una cosa è scrivere una canzone per, un’altra è stare con. Ho applicato la Musicoterapia con pazienti in coma, autistici, con patologie psichiatriche etc… e ho capito che la musica – in realtà il suono nella costruzione di un rapporto terapeutico – mi stava aprendo nuovi orizzonti umani e artistici. È cambiato il mio approccio alla musica, ai testi, alle letture e agli studi. È in sperimentazione a Brescia una “incubatrice sonora” per bambini nati prematuri che ho ideato insieme all’ingegnere Alfredo Bigogno. “Madre terra” un mantra ecologista, cosa l’ha portata a fare questo lavoro? La consapevolezza che l’amore è alla base di ogni movimento giusto. Che è inutile parlare di ecologia e di disastri ambientali se non si recupera un rapporto d’amore con nostra Madre Terra che ci fornisce ossigeno, cibo, acqua, proprio come una madre. La lettura del libro “Lettera d’amore alla Madre Terra” del leader spirituale vietnamita Tich Nath Han, regalatami dal mio amico Nicola, è stata fondamentale. Perché un omaggio a Marisa Sannia? Perché Marisa è stata una artista straordinaria, che nei suoi ultimi lavori, è riuscita a musicare poesie di poeti sardi e di Federico Garcia Lorca con un’intelligenza e professionalità che mi ha incantato. Ho cercato di creare uno spettacolo con alcuni dei suoi musicisti storici, sento di dover far conoscere a chi la ignora, la bellezza di tutto questo prezioso repertorio Ha collaborato con i più importanti artisti sia italiani sia stranieri, ci racconta qualcosa? In genere i rapporti di amicizia sono stati alla base delle collaborazioni musicali, così è successo con Ornella Vanoni, Rossana Casale, Tosca, Mariella Nava, Massimo Ranieri, Eugenio Finardi e tantissimi altri. È inevitabile che tra artisti amici si finisca prima o poi a scrivere, cantare o condividere un palco insieme. Chi gli è rimasto prepotentemente nel cuore? Tutti! Anche se Randy Crawford ha un posto speciale Perché? Perché mi ha commosso la sua semplicità, la sua umiltà, mi ha conquistato la sua allegria e la sua dolcezza. Cosa l’ha fatta innamorare ascoltando “Rosa de papel”? Tutto: la voce di Marisa, i testi straordinari e gli arrangiamenti meravigliosi di Marco Piras Con Marisa si è calata nel ruolo della ricercatrice? Umana più che musicale, cerco di rispettare le sue ispirazioni, di guardare con i suoi occhi, di dare il suo peso alle parole. Come ci si sente a immergersi nel mondo di una persona come Marisa? Come una donna che incontra un’altra donna condividendo tante cose. Abbiamo stili e percorsi affini. Non abbiamo avuto bisogno di urlare per dire cose importanti e per farci ascoltare, né di usare stratagemmi per farci notare. Emozioni, pensieri e sensazioni durante la sua ricerca? È come quando senti la responsabilità di una grande eredità che arriva inaspettatamente, cerchi di custodirla e proteggerla fino in fondo. Dalla sua ricerca è nato un lavoro poderoso. Come un grande puzzle ha rimesso insieme pezzi? Si, ho a fianco il suo produttore storico Marco Piras, senza di lui sarebbe stato difficilissimo. Per me è una grande gioia sentire che c’è tanto amore per Marisa, abbiamo debuttato a San Teodoro, non dimenticherò il calore con cui è stato accolto lo spettacolo. Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto molti riconoscimenti, quale dei tanti l’ha emozionata di più, e perché? Tanti davvero! Il Premio Città de L’Aquila ha avuto qualcosa in più. Ho aperto una scuola di musica con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese subito dopo il terremoto. È stata un’esperienza dura ma meravigliosa, mi è rimasta nel cuore. Progetti? Sta per uscire l’album “Trialogo” scritto
Magicamente Regis
Intervista ad Alessandro Regis, attore, cantante, opinionista, e molto altro ancora. Regis regala al suo pubblico una novità dietro l’altra. Al momento è in progettazione la sua nuova canzone targata 2022. Di lui si può dire tutto e il contrario di tutto. È un uomo brillante capace di catturare l’altro con la sua simpatia e la sua forza empatica. Nell’intervista si scopre il suo mondo familiare e molto altro ancora. 5 aggettivi che raccontano di te? Ambizioso, estroverso, scaltro determinato e perseverante Dai Tattoo al grande schermo, come nasce questo itinerario? Come già ho raccontato tante volte è nato tutto per caso, un incontro casuale con gli autori degli scherzi de “Le Iene”, Giorgio J. Squarcia e Mitch dj. Da lì è stato tutto un susseguirsi di opportunità. Raccontaci del tuo amore per Cuba? Cuba …Cuba …ahia ahia iii! Ho iniziato a viaggiare da solo all’età di 17 anni, mentre i miei amici coetanei andavano a Ibiza io giravo solo per il Centro America (andavo almeno 2/3 volte l’anno). Ho viaggiato molto in Sud America e in Asia. Amo il sole dei Caraibi e dei tropici. Amo viaggiare, non potrebbe essere diversamente. Tornando a Cuba, erano gli anni 90’, era un’isola mucho caliente e un giovane appena maggiorenne che viaggia solo si ritrova praticamente in un paradiso terrestre. Nel mio ultimo viaggio da single ho conosciuto Annia, amore a prima vista, non ci siamo più lasciati. È la mia compagna, abbiamo costruito insieme una famiglia, abbiamo un figlio adorabile: Christian. Quanto è difficile vivere in coppia? Tanto! … non è facile, ma neanche impossibile, certo le dinamiche di coppia con i figli cambiano. Come sei giunto a “C’era una volta l’amore”? Sono iscritto in varie agenzie di spettacolo, a volte, quando mi arrivano notifiche di casting se fa’ al mio caso mi propongo, ultimamente sono stato scelto per partecipare a “Cortesie per gli ospiti” e per l’appunto in “C’era una volta l’amore” condotto da Michela Giraud. Ti sei divertito? Devo rispondere? (ride) Divertito è un parolone, è un programma serio dove non sono mancate di certo le battute, le emozioni forti e qualche lacrimuccia. Ti è servito? Si, abbiamo capito ancor di più l’importanza dell’unione, della complicità e ovviamente della famiglia. Il programma ha messo a nudo un po’ i nostri sentimenti, e non è facile aprirsi davanti alle telecamere, tutto sommato è un’esperienza … con un lieto fine. Cosa pensi dell’amore? L’amore … l’amore è la più grande energia che fa’ girare il mondo, l’amore è tutto. Amo la mia compagna Annia, stravedo per mio figlio Christian, amo la mia gatta Luna. Che mondo sarebbe senza l’amore? L’amore ti salva, ti protegge nei momenti più difficili, ti coccola, ti avvolge, ti dà sicurezza. È l’ingrediente primario per vivere. E della convivenza? La convivenza per uno come me che ama viaggiare, che adora la libertà, che desidera fare carriera, a volte, non è semplice. Fin ora sono riuscito come si dice: “a dare un colpo al cerchio e uno alla botte” così da andare avanti inseguendo i miei sogni. E del matrimonio? Non credo nel matrimonio, credo nell’amore. Non mi servono contratti a lungo termine per amare o farsi amare, e poi il mio è come se lo fosse, il nostro sigillo d’amore è nostro figlio, lo sarà per tutta la vita. Meglio padre single o padre in coppia? Meglio essere e riuscire ad essere un buon padre presente a prescindere che uno sia single o sia in coppia, se sei stron(zo)… lo sei in entrambi i casi. Quanto è difficile crescere un figlio? Crescere un figlio è difficilissimo. Sarà retorica ma è il mestiere più difficile del mondo, pieno di incognite. Le dinamiche cambiano costantemente in ogni momento della crescita di un figlio. Mi manca molto quando era piccolo, adesso è già un ragazzo, va seguito. Con i figli bisogna parlarci, devono avere fiducia di mamma e papà, poi ci vuole anche molta fortuna. Finché Dio me ne darà la forza sarò pronto a stargli accanto per aiutarlo nelle sue scelte cercando di indirizzarlo nella migliore strada. Hai mai pensato di vivere a Cuba stabilmente? Si! Ci ho pensato, sinceramente meno in questi ultimi anni (noi tutti a causa ella pandemia abbiamo avuto una distorsione del tempo). Il Covid, purtroppo, ha portato via molta gente ma anche molto del nostro tempo. Un tempo che non abbiamo vissuto, ricordi che non ci sono stati. Il tempo è volato più inesorabile che mai, ma come dicevo all’inizio sono determinato e ambizioso, nulla è perduto ci rifaremo con gli interessi, è una promessa. Progetti? Al momento l’unico progetto futuro che mi vede impegnato è la realizzazione di una nuova canzone, sarà pronta per l’estate 2022, nel video clip ci saranno uno o più personaggi importanti. Il tutto è in fase embrionale ma promette bene. I ragazzi della GDREAMSTUDIO mi hanno fortemente voluto, tireremo fuori una bomba! Le cose le faccio solo in una certa maniera non conosco vie di mezzo.



