Terra–Solaris: il luogo dove i fantasmi imparano a parlare

Ci sono fantasmi che non fanno rumore. Non trascinano catene. Non abitano case abbandonate.

Vivono dentro di noi. Sono i rimpianti che non abbiamo mai nominato. Le parole che non abbiamo detto. Le vite che avremmo potuto vivere… e non abbiamo vissuto.

È da qui che inizia Terra–Solaris, lo spettacolo di Rick DuFer e Carol Mag.

Non da un racconto, ma da una domanda: hai mai davvero ascoltato i tuoi fantasmi?

Non è un semplice monologo.

È un attraversamento. Le parole si intrecciano con la musica, il pensiero con l’emozione, la filosofia con qualcosa di più fragile e umano: il ricordo.

Si cammina tra mondi diversi:

• quelli di Solaris, dove i fantasmi prendono forma dai nostri sensi di colpa

• quelli del Paradiso dantesco, dove le anime ci costringono ad accettare la realtà

• quelli di Gulliver e di Shakespeare, che ci mettono davanti ai nostri limiti

Ma il vero luogo del viaggio non è la scena. È dentro.

A un certo punto diventa chiaro:

i fantasmi non sono entità lontane. Sono presenze intime. Sono ciò che ritorna quando il rumore del mondo si abbassa.

Quando restiamo soli. Quando smettiamo di distrarci.

Rick DuFer li chiama per nome, li interroga, li espone. Carol Mag li accompagna con la musica, come se ogni nota fosse una porta che si apre. E il pubblico, quasi senza accorgersene, inizia a riconoscerli.

La musica in Terra–Solaris non è un sottofondo. È un linguaggio parallelo. Dice quello che le parole non riescono a dire. Accarezza, disturba, risveglia. A volte consola. A volte mette a nudo. È come se ogni suono fosse un ricordo che riaffiora senza chiedere permesso.

C’è un momento, nello spettacolo, in cui non si può più fingere. Non si può ridere per alleggerire. Non si può distrarsi. Si resta lì, davanti a sé stessi. E si capisce che il vero coraggio non è evitare i fantasmi.

È restare ad ascoltarli.

Perché solo attraversandoli si può davvero comprendere qualcosa di sé.

Terra–Solaris si muove su un confine sottile:

• tra ciò che è stato e ciò che poteva essere

• tra ciò che siamo e ciò che temiamo di diventare

• tra la vita e quella strana eco che chiamiamo memoria

È uno spettacolo che non offre risposte facili.

Non consola. Non semplifica. Ma accompagna. E, in un tempo in cui tutto corre veloce, fermarsi ad ascoltare ciò che ci abita dentro è forse l’atto più rivoluzionario.

Quando le luci si riaccendono, qualcosa resta. Non una trama.

Non una morale. Ma una sensazione sottile: di aver incontrato qualcosa di vero. Magari scomodo. Magari fragile. Ma necessario. Perché, in fondo, non si tratta di eliminare i fantasmi Si tratta di imparare a conviverci. E forse — finalmente — a capirli.

👉 Per acquistare i biglietti:

https://www.megliodiieri.it/s/spettacoli/stagione-2026/rick-dufer-carol-mag-terra-solaris/

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

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