Il 27 dicembre è ufficialmente il giorno del bilancio. Non quello finanziario — quello Pippa lo evita con grande maestria — ma quello emotivo, calorico e psicologico delle feste. È il momento in cui si guarda allo specchio, si pesa (forse), si osserva il frigorifero pieno di avanzi e si chiede: «Ne è valsa la pena?».
La risposta, come sempre, è: “Dipende dal punto di vista”.
Dal punto di vista della bilancia, le feste sono state un attacco mirato. Il mix letale di biscotti allo zenzero, cene con le amiche, assaggi “solo per educazione” e dolci “tanto è Natale” ha lasciato il segno. Pippa si guarda di profilo e sospira: «Vabbè, chiameremo tutto questo ‘riserva energetica emotiva’».
Dal punto di vista sentimentale, il bilancio è più complesso. Nessuna nuova grande storia d’amore, ma anche nessuna ricaduta con ex tossici. Nessun bacio sotto il vischio, ma anche nessuna lacrima in bagno durante un pranzo di famiglia. In fondo, è già un miglioramento rispetto ad alcuni Natali passati.
Il bilancio delle illusioni, invece, è il più delicato. Pippa si rende conto che parte di lei, ogni anno, spera segretamente in qualcosa di straordinario: un incontro casuale in libreria, un messaggio inaspettato ma sano, una sorpresa che le ribalti la prospettiva. Quest’anno il miracolo non è arrivato. O forse sì, ma sotto un’altra forma: ha smesso di aspettare che sia l’esterno a salvarla dalla noia o dalla tristezza.
Ripensa alla cena con le amiche, alle risate sguaiate, alle confidenze notturne. Ripensa al suo Natale tranquillo, ai suoi rituali, alle piccole gioie che si è concessa senza chiedere il permesso a nessuno. Forse il vero bilancio è questo: è riuscita a vivere le feste senza farsi travolgere dal confronto con gli altri.
Per celebrare il suo personale pareggio tra disastri e conquiste, Pippa si prepara un tè, apre l’agenda dei buoni propositi e scrive una frase nuova, diversa dalle solite: Quest’anno non voglio cambiare me stessa. Voglio solo trattarmi meglio.
E mentre fuori Pluckley si spegne lentamente dalle luci e dagli eccessi, lei sente di aver guadagnato qualcosa di prezioso: un po’ più di gentilezza verso se stessa.









