Il dolore può diventare silenzio, ma può anche trasformarsi in voce. Ed è proprio per dare voce a tutte le vittime di violenza che nasce “Lacrime Furenti”, la manifestazione che il 15 ottobre 2025 riempirà Piazza Santi Apostoli a Romacon un sit-in, flash mob e testimonianze. Non una semplice ricorrenza, ma un grido collettivo contro femminicidi, violenze di genere, bullismo e ogni forma di sopraffazione.

Abbiamo chiesto alla giornalista e scrittrice Laura Marinaro, da anni impegnata nella narrazione e nell’analisi dei fenomeni di cronaca e violenza, cosa significa oggi esserci e raccontare.

Laura, “Lacrime Furenti” non è solo un evento simbolico ma un presidio permanente di coscienza civile. Cosa rappresenta per lei?

Rappresenta un atto di responsabilità collettiva. Troppo spesso la violenza viene ricordata solo nelle date ufficiali o nei titoli dei giornali, mentre la vita delle vittime e dei loro familiari resta segnata ogni giorno. Questa manifestazione vuole rompere il meccanismo dell’oblio e dire a gran voce che non possiamo più accettare l’indifferenza.

Lei racconta da tempo storie di violenza e di resistenza. Cosa cambia quando il dolore privato diventa pubblico, in piazza?

Cambia tutto. Quando una madre, un padre, un fratello portano la propria testimonianza davanti alla collettività, quel dolore diventa un patrimonio comune. Non è più un dramma individuale, ma un dovere sociale: ascoltare, riconoscere, agire. È lì che la memoria diventa strumento politico e culturale.

Uno degli obiettivi di “Lacrime Furenti” è restituire dignità anche agli uomini per bene, chiamati a prendere posizione. Quanto è importante questo passaggio?

Fondamentale. La violenza non è un problema “delle donne”: è un problema culturale che riguarda tutti. Serve che gli uomini onesti, i padri, i figli, i fratelli dicano chiaramente da che parte stanno. Rompere il silenzio maschile è uno dei gesti più rivoluzionari che possiamo fare.

Ci sarà anche la consegna di un documento ufficiale al Parlamento. Crede che la politica sia pronta ad ascoltare?

La politica deve ascoltare. Perché ogni femminicidio non è solo un fatto di cronaca, è un fallimento delle istituzioni. La consegna del documento è un atto concreto, che porta la voce delle associazioni e delle famiglie direttamente dentro le istituzioni. Non è più tempo di slogan, servono azioni.

Che messaggio vorrebbe restasse negli occhi e nei cuori di chi parteciperà a questa giornata?

Vorrei che tutti capissero che la violenza non è un destino ineluttabile, ma una battaglia che possiamo combattere insieme. Che il dolore può trasformarsi in azione, e che ogni singola voce conta. “Lacrime Furenti” non è solo memoria, è speranza attiva.

Il 15 ottobre, in Piazza Santi Apostoli, non ci saranno solo lacrime. Ci sarà la forza di chi pretende giustizia, la dignità di chi non vuole più essere invisibile, la voce di chi crede che il cambiamento sia possibile. Come ricorda Laura Marinaro, “resistere significa non lasciare che il dolore resti privato, ma farne un impegno pubblico”.

Lacrime Furenti nasce dal dolore, ma guarda alla speranza: mai più silenzio, mai più indifferenza.

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

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