Il cambio di stagione e il cambio di fidanzato

Dicono che l’autunno sia la stagione del romanticismo: foglie che cadono leggere, passeggiate nei boschi con la sciarpa svolazzante, castagne arrosto che scottano le dita e tè bollente davanti al camino.

Io, onestamente, vedo solo armadi che esplodono come valigie Ryanair a fine vacanza, gonne scozzesi che sembrano uscite da un revival degli anni ’90 e – come se non bastasse – un ex che ha deciso di scrivermi proprio mentre mettevo via i bikini. Coincidenze? Io non credo.

Ogni anno, puntuale come la pioggia nel Kent, mi ritrovo a fare il cambio di stagione. Una pratica che per molte donne è un atto organizzativo, per me invece diventa un reality show intitolato: “Vestiti che non entrano più”. C’è sempre quel paio di jeans che conservo con la stessa tenacia con cui un archeologo custodisce un reperto: nella speranza, un giorno, di tornarci dentro. Jeans che rappresentano perfettamente la relazione ideale: stretti, scomodi e pronti a farti piangere.

Ed è proprio mentre tentavo di infilarmi in quegli assassini di denim che ho avuto la mia illuminazione:
perché non fare il cambio di fidanzato insieme al cambio dell’armadio?

Uomini come maglioni infeltriti

Pensiamoci: se buttiamo via i maglioni infeltriti che pizzicano il collo e non ci stanno più bene addosso, perché non liberarci anche degli uomini infeltriti? Quelli che ti scrivono solo quando piove. Quelli che spariscono con la frase “non sono pronto” (ma intanto sono prontissimi a iscriversi su Tinder). E, soprattutto, quelli che hanno ancora la madre che gli stira le camicie con più amore di quanto abbiano mai dimostrato a te.

Vivian, la più pratica del gruppo, ha subito proposto un’idea:
“Pippa, dovresti aprire una bancarella a Pluckley. Lo chiamerei 
Mercatino dell’usato sentimentale. Occasioni imperdibili: usato garantito, qualche graffio, ma ancora funzionanti. Ci fai anche lo scontrino, così se non vanno bene li riporti indietro.”

Rachel, invece, ha rilanciato con un piano d’azione ancora più creativo:
“Cambio armadio/fidanzato in simultanea. Metti via i vestiti leggeri, metti via pure George e tutti gli altri estivi, e tieniti solo quelli da stagione fredda. Almeno quelli che sanno accendere un camino e non solo spegnere conversazioni su WhatsApp.”

Kate, la più filosofica (e forse la più pericolosa dopo due bicchieri di Chardonnay), ha citato un proverbio tibetano che sospetto abbia inventato sul momento:
“Così come la foglia cade, anche l’uomo giusto cadrà… ai tuoi piedi. Basta aspettare.”

Aspettare cosa?

Il problema è che io aspetto da 56 anni. E l’unica cosa che cade, puntualmente, ogni autunno, sono le mie certezze e la mia autostima davanti allo specchio. Non so voi, ma io credo che la filosofia tibetana andrebbe rivisitata con un bicchiere di gin tonic alla mano.

Così ho preso una decisione solenne, quasi presidenziale:
quest’anno il mio armadio avrà solo vestiti che mi fanno sentire bene, e la mia vita solo uomini che non mi fanno sentire uno zerbino.

Che poi, a conti fatti, potrei ritrovarmi con tre maglioni e nessun fidanzato. Ma almeno saranno i maglioni giusti. E, se proprio dovrò avvolgermi in qualcosa di caldo nelle fredde serate autunnali, meglio la lana cachemire che un uomo che non risponde ai messaggi.

Gli amori dimenticati come i cappotti sul fondo

E poi, diciamolo: il bello del cambio stagione è che si scoprono cose dimenticate. Un vecchio cappotto ancora in buono stato. Un paio di stivali che sembravano perduti. O, perché no, persino un uomo interessante rimasto sepolto dietro la pila dei ricordi, ancora con l’etichetta attaccata.

Magari, dietro una sciarpa mai indossata, si nasconde l’occasione che non avevo notato. O forse no, e va bene lo stesso: l’autunno resta comunque la stagione perfetta per una cioccolata calda, una nuova agenda da compilare e la certezza che nessun cambio di fidanzato è obbligatorio… a meno che non lo decida io.

E così, con le foglie che cadono e i jeans che non si chiudono, ho capito che la vita – come l’armadio – va riorganizzata ogni tanto. Perché il vero cambio di stagione non è quello dei vestiti, ma quello delle priorità.

E, se proprio devo scegliere, meglio un cappotto che mi scalda che un uomo che mi raffredda.

 

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

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