Intervista a Simona Giusti: Smalti tossici vietati, ma il conto lo paghiamo noi estetiste

Il settore dell’estetica è di fronte a un cambiamento epocale. Dal 1° settembre, infatti, entrerà in vigore una normativa europea che mette al bando due sostanze fino a oggi comunemente usate nei trattamenti di manicure e pedicure: il TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide), responsabile della polimerizzazione degli smalti sotto lampada UV, e la Dimethyltolylamine, un componente che favorisce l’adesione dei gel e dei primer. Entrambe le sostanze sono state riconosciute come tossiche e potenzialmente cancerogene, oltre a compromettere la fertilità.

Una misura nata a tutela della salute dei consumatori e delle stesse operatrici, ma che rischia di trasformarsi in un colpo durissimo per le imprese del settore. A farne le spese, soprattutto, saranno i centri estetici che lavorano in regola, costretti non solo a sostituire intere linee di prodotti, ma anche a smaltire come rifiuti speciali tutte le scorte in magazzino.

Abbiamo raccolto la voce di Simona Giusti, presidente delle estetiste di CNA Arezzo, che racconta senza mezzi termini le difficoltà che attendono la categoria.

Che cosa significa in termini pratici questa nuova normativa per i saloni di estetica?

“Per noi rappresenta un danno enorme. Non è solo questione di dover ricomprare tutti i prodotti nuovi – che già di per sé sarebbe un costo importante – ma anche di smaltire le scorte in giacenza. E parliamo di materiali che non possiamo certo buttare nella spazzatura: servono ditte specializzate, con costi ulteriori a nostro carico”.

Quali conseguenze immediate vede per le estetiste della provincia?

“Molte colleghe dovranno affrontare spese impreviste e sostanziose, in un momento in cui il settore non è certo florido. Non parliamo solo di centri grandi, ma anche di piccole attività che vivono sul filo del rasoio. È chiaro che un provvedimento del genere rischia di mettere in ginocchio diversi saloni”.

La sicurezza dei prodotti, però, rimane un obiettivo prioritario…

“Assolutamente. Noi non mettiamo in discussione la tutela della salute: viene prima di tutto. Ma sarebbe stato opportuno prevedere dei tempi più lunghi di adattamento o magari un contributo per aiutare le imprese a sostenere le spese. Così, invece, ci troviamo con pochissimo margine di manovra”.

E per quanto riguarda i controlli?

“Ed è proprio qui che nasce un’altra preoccupazione. Le estetiste regolari saranno sottoposte a verifiche – non sappiamo ancora se a tappeto o a campione – e dovranno dimostrare di aver eliminato le sostanze vietate. Ma il problema è che il mondo dell’abusivismo, che purtroppo nel nostro settore è molto diffuso, continuerà a lavorare indisturbato. Chi opera in casa o in nero, senza controlli, potrà ancora usare quei prodotti. E questo crea una disparità intollerabile: penalizziamo chi rispetta le regole e lasciamo impuniti gli altri”.

Che clima si respira oggi tra le estetiste?

“Un clima di grande incertezza. Ci sentiamo sole a fronteggiare un problema che non abbiamo creato. Avremmo voluto un confronto più diretto con le istituzioni, perché non si tratta solo di un cambio di prodotto: qui è in gioco la sopravvivenza di molte attività”.

L’intervista con Simona Giusti fotografa bene il paradosso di questa vicenda: una normativa giusta nei principi – proteggere la salute da sostanze riconosciute pericolose – che rischia però di trasformarsi in una batosta economica e gestionale per chi lavora onestamente. Nel mezzo ci sono centinaia di estetiste, strette tra costi di smaltimento, nuove forniture e il timore di controlli severi, mentre l’abusivismo continua a muoversi senza ostacoli.

La sfida, adesso, sarà trasformare questa “mazzata” in un’occasione per rilanciare il settore su basi più sicure e trasparenti. Ma senza il sostegno delle istituzioni, il rischio è che la bellezza – quella che nasce dal lavoro serio e qualificato – finisca per pagare un prezzo troppo alto.

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

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