La Ballata Della Meritocrazia … (Ma Dove?)

Non c’era. Ma forse è utile. Almeno lo sperano i coautori di questa bella novità. Una canzone dedicata alla valorizzazione del Talento e del Merito in generale ma soprattutto in ambiente artistico; principalmente a quella maggioranza di artisti e quanti coinvolti in questo ambito che fanno fatica ad emergere e a farsi conoscere dal grande pubblico.

Il giorno in cui esce questo pseudo “Inno” è particolarmente suggestivo perché la memoria collettiva non può non far ripensare ad un grande uomo simbolo di una Meritocrazia il cui alto valore è e sarà da esempio per milioni di generazioni: Paolo Borsellino (insieme a  Falcone e Dalla Chiesa da tempo nel cuore di molti).

Perché una canzone sulla Meritocrazia, in questo caso artistica…

Le enormi difficoltà che vengono spesso denunciate da ogni dove sia in Italia sia all’estero sono state lo spunto principale affinché da una collaborazione casuale si sia arrivati a realizzare questo progetto musicale indipendente – dichiara Fiumarella”.

Nel 2022 l’idea; Francesco Fiumarella, Autore, Direttore Artistico e Generale del Premio Vincenzo Crocitti International, che da anni si batte per la valorizzazione artistica meritocratica con svariate iniziative,  ha l’ispirazione e scrive la prima bozza della canzone dopo aver visto per caso un video su Facebook di Aurora Ramazzotti, ove attraverso un suo brano amatoriale, rispondeva ai suoi haters che la criticavano per il suo cognome grazie  al quale a loro dire era divenuta nota (quindi se era considerata un’artista secondo questi haters era solo grazie a mamma Michelle Hunziker e papà  Eros Ramazzotti);

 Da quel giorno Fiumarella, che naturalmente non approva il pensiero ed i modi degli haters, fa però  una riflessione  su quanto “canticchia” Aurora e da ciò che sostiene nelle prime strofe del suo brano; Francesco butta giù la sua risposta con lo scopo di far notare bonariamente ad Aurora ma in generale, che vi sono molti artisti talentuosi che avrebbero necessità di occasioni e opportunità di essere ascoltati e presi in considerazione anche senza avere un cognome importante e famoso, in quanto nel nostro paese spesso vi sono grandi Talenti soprattutto nascosti che con grande difficoltà tentano di sfondare i muri dell’indifferenza  e  purtroppo non  tutti riescono ad avere la giusta occasione. Tanti rimangono nell’oblio per anni, forse per sempre, nonostante studiano, fanno gavetta, provini, casting, per vedersi sempre sbattere le porte in faccia con la solita frase “le faremo sapere”. Ed in molti, quando vedono che generazioni di figli di noti personaggi (a volte poco talentuosi) riescono ad essere scelti ed arrivare là dove loro non arrivano, ebbene, forse a ragione, rimangono molto delusi. L’ispirazione porta anche ad una riflessione più ampia perché ciò che sta vivendo l’ambiente artistico specie post pandemia non è facile per migliaia di artisti in Italia ma anche oltre. Si pensi alle recenti battaglie dei doppiatori vs l’impiego dell’intelligenza artificiale che sottrae loro il lavoro. “Se le cose andranno avanti così fra pochi decenni neanche i figli d’arte avranno più occasioni di lavoro” spiega Francesco.

Ecco, quindi che il progetto prende forma e da quel momento Fiumarella pensa di sottoporre il suo testo e l’idea ad una cantante con esperienza televisiva e soprattutto che rappresenti bene il senso della canzone proposta. Gli viene in mente una bravissima attrice e Cabarettista con una voce particolare, graffiante come quella della Nannini che sappia anche scrivere testi. È Maria Rossi, nota soprattutto negli anni 90 (Zelig, Maurizio Costanzo Show) che nella vita ne ha passate tante. Dopo il boom del successo di quegli anni per vicissitudini personali (raccontate nel film del 2018 “Stato d’Ebrezza) attraversa un orribile periodo e non riesce più a lavorare. Nonostante ce l’abbia messa tutta per risalire la china, dolorosamente e con estrema fatica, sembra che il mondo dello spettacolo non abbia più bisogno di lei. Lunghi anni di “indifferenza ed alienazione”. Ma perché? Perché in questo mondo si è scartati con tanta facilità quando si diviene più fragili?

 Nel 2020 Maria Rossi è destinataria del Vince Award e da lì la ripresa.

Dopo qualche ricerca che però convinceva poco, pensare a Maria Rossi come coautrice di questo progetto è stato naturale – sostiene Fiumarella – perché oltre a tutto ciò che ha fatto in passato come attrice di cabaret ha una creatività e un talento immensi ancora tutti da far apprezzare al pubblico”.

Da un intercambio fra i due, con spontaneità e senza pensarci tanto, sono riusciti a creare questa orecchiabilissima canzone, quasi un “Inno alla Meritocrazia” per spronare, cantando, la rinascita della stessa. Il testo finale apprezzato da Fiumarella e grazie alla voce di Maria Rossi e Riccardo Rossi (quest’ultimo anche compositore della musica) ha dato vita ad una canzone molto significativa, ballabile, un po’ fuori le righe, se si vuole anche di “denuncia” di una tematica importante e proprio per questo da subito apprezzata da molti, specie per la finalità che intende evidenziare.

Attualmente “La Ballata della Meritocrazia – Ma Dove?”  è disponibile sulle principali piattaforme di distribuzione musicale online (Spotify, Apple Music, iTunes, Instagram/Facebook, TikTok/Resso/Luna, YouTube Music, Amazon, Pandora, Deezer, Tidal, iHeartRadio, Claro Música, Saavn, Boomplay, Anghami, KKBox, NetEase, Tencent, Qobuz, Joox, Kuack Media, Yandex Music (beta), Adaptr, Flo, MediaNet). Presto, si auspica, si possa estendere l’ascolto anche nelle radio sia web sia in FM e in TV…

Per Fiumarella è un ulteriore grande passo per quanto riguarda le sue battaglie artistiche, un altro modo per dar voce a chi non ne ha con la speranza che molte situazioni possano cambiare, migliorando.

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