“Facciamo Storie”: il Teatro Trastevere apre una stagione di incontri e nuove visioni

Fare storie significa portare in scena racconti, ma anche suscitare domande e aprire nuovi sguardi. È da questa idea che nasce la stagione del Teatro Trastevere. Marco Zordan ci racconta come è stato costruito il cartellone, perché l’artigianato teatrale è al centro del progetto e quale spazio trova, in questo percorso, la partecipazione della comunità.

Marco, il titolo della nuova stagione è “Facciamo Storie”. Quale idea di teatro racchiude questa espressione e quale esperienza desideri far vivere al pubblico del Teatro Trastevere?

E’ un titolo che racchiude le due anime del nostro impegno teatrale: La bellezza dell’artigianalità e la certezza del voler cercare qualcosa che crei domande, dubbi e visioni diverse.

Il cartellone attraversa linguaggi e temi molto diversi: dalla solitudine alle relazioni affettive, dall’ossessione alla memoria, fino alla corruzione e al mistero. Quali criteri hai seguito nella scelta degli spettacoli e quale filo rosso unisce proposte così differenti?

Il filo rosso che unisce gli spettacoli è la bravura delle compagnie e la volontà di quest’ultime di portare sul palco qualcosa di diverso e ricercato, e queste sono caratteristiche che si possono trovare in qualsiasi genere e tematica, insomma abbiamo messo l’accento sul  “Come” saranno gli spettacoli, piuttosto che sul “Cosa”.

Nella presentazione sottolinei il valore dell’“artigianato teatrale”. Che cosa significa concretamente per te fare teatro artigianale oggi e perché ritieni importante offrire spazio alle compagnie e agli artisti indipendenti?

Noi siamo un piccolo spazio che vive delle idee degli artisti, li dove non abbiamo enormi disponibilità economiche e di spazio fisico. Tutto questo non può che servirsi dell’artigianato, nel senso di fare tutto con “Arte”, parola che racchiude in sè ispirazione e capacitá.

La serata inaugurale del 6 ottobre ospiterà anche la restituzione del progetto “Germogli 2026”, inserita nel programma de La città di tutti. Che cosa ha prodotto questo percorso e in che modo può trasformare il teatro in uno strumento di partecipazione, benessere culturale e costruzione della comunità?

Le 3 residenze di Germogli quest’anno affrontano tutti temi molto intimi e profondi, come per abbracciare metaforicamente chi ha elaborato nei giorni di prova uno o più concetti che, spero, tocchino le corde di molti.

Nelle parole di Zordan, il teatro prende forma attraverso il lavoro delle compagnie, la cura per ciò che accade sul palco e l’incontro con il pubblico. Con “Facciamo Storie”, il Teatro Trastevere invita gli spettatori a lasciarsi sorprendere da linguaggi diversi e a portare con sé, dopo ogni spettacolo, una nuova domanda.

Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa, Giornalista, Blogger, Influencer, Opinionista televisiva.

Autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

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