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	<title>Chiacchiere Psico Archivi - Barbara Fabbroni - Official Website</title>
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	<title>Chiacchiere Psico Archivi - Barbara Fabbroni - Official Website</title>
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	<item>
		<title>La mente dello Stalker: un viaggio nell’ossessione e nel pericolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 13:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
		<category><![CDATA[Diari Urbani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stalking è un fenomeno complesso e inquietante che ha attirato sempre più attenzione negli ultimi anni. Ma cosa si scatena realmente nella mente di uno stalker? E perché questo comportamento può essere così pericoloso? Per comprendere appieno la gravità di questo problema, è necessario esplorare i meccanismi psicologici che guidano le azioni di uno stalker. L&#8217;Ossessione come Motore Principale Al centro del comportamento di uno stalker c&#8217;è un&#8217;ossessione profonda e radicata. Questa ossessione può nascere da diverse fonti: un rifiuto romantico, la fine di una relazione, o persino una semplice interazione casuale che lo stalker interpreta in modo distorto. L&#8217;oggetto dell&#8217;ossessione diventa il fulcro della vita dello stalker, occupando ogni suo pensiero e guidando ogni sua azione. Questa fissazione ossessiva spesso si accompagna a un senso di diritto o possesso nei confronti della vittima. Lo stalker può convincersi di avere un diritto speciale sulla persona perseguitata, o che esista un legame unico e profondo tra loro, anche quando questo è chiaramente inesistente o non ricambiato. Distorsioni Cognitive e Razionalizzazioni La mente di uno stalker è caratterizzata da significative distorsioni cognitive. Queste distorsioni permettono allo stalker di giustificare il proprio comportamento, nonostante sia chiaramente invasivo e dannoso. Alcune delle razionalizzazioni comuni includono: &#8220;Se insisto abbastanza, cambierà idea&#8221;: Lo stalker crede che la persistenza alla fine sarà premiata. &#8220;Faccio questo per il suo bene&#8221;: Si convince di agire nell&#8217;interesse della vittima. &#8220;Siamo destinati a stare insieme&#8221;: Interpreta segnali casuali come prove di un destino comune. &#8220;Ha bisogno di me&#8221;: Crede che la vittima sia dipendente da lui o incapace di prendere decisioni autonome. Queste distorsioni creano un circolo vizioso in cui lo stalker interpreta ogni azione della vittima, anche quelle di rifiuto o paura, come conferme delle proprie convinzioni errate. Il Ruolo del Controllo e del Potere Un elemento chiave nella psicologia dello stalker è il desiderio di controllo e potere. Lo stalking diventa un modo per esercitare un senso di dominio sulla vita della vittima. Questo desiderio di controllo può essere alimentato da insicurezze profonde, bassa autostima o esperienze passate di rifiuto o abbandono. Lo stalker può sentirsi potente monitorando costantemente la vittima, conoscendo i suoi spostamenti e le sue abitudini. Questa sensazione di onniscienza può diventare una fonte di gratificazione perversa. Escalation e Pericolo Uno degli aspetti più preoccupanti dello stalking è la sua tendenza all&#8217;escalation. Ciò che può iniziare come un comportamento apparentemente innocuo &#8211; come messaggi frequenti o regali non richiesti &#8211; può rapidamente intensificarsi in azioni sempre più invasive e pericolose. Man mano che lo stalker si sente frustrato dalla mancanza di risposta positiva della vittima, può ricorrere a tattiche più aggressive. Questo può includere minacce, vandalismi, o persino violenza fisica. L&#8217;escalation rappresenta uno dei maggiori pericoli dello stalking, poiché il comportamento può diventare imprevedibile e potenzialmente letale. Mancanza di Empatia e Negazione della Realtà Un tratto comune negli stalker è una marcata mancanza di empatia verso la vittima. Nonostante possano affermare di agire per amore o preoccupazione, in realtà sono incapaci di comprendere o rispettare i sentimenti e i desideri della persona perseguitata. Questa mancanza di empatia si accompagna spesso a una negazione della realtà. Lo stalker può rifiutarsi di accettare che il suo comportamento sia dannoso o indesiderato, interpretando il terrore o il disgusto della vittima come &#8220;giocare a fare la difficile&#8221; o come una sfida da superare. Il Pericolo per la Vittima Il comportamento dello stalker rappresenta un grave pericolo per la vittima su molteplici livelli: Sicurezza Fisica: C&#8217;è sempre il rischio che lo stalking possa sfociare in violenza fisica. Salute Mentale: Le vittime di stalking spesso soffrono di ansia, depressione e disturbo post-traumatico da stress. Libertà Personale: Le vittime si sentono costrette a modificare le proprie abitudini e stile di vita per evitare lo stalker. Impatto Sociale: Lo stalking può danneggiare le relazioni personali e professionali della vittima. Conclusioni Comprendere ciò che si scatena nella mente di uno stalker è fondamentale per affrontare efficacemente questo problema. Lo stalking non è un semplice fastidio o una dimostrazione eccessiva di affetto, ma un comportamento profondamente disturbato e potenzialmente pericoloso. La combinazione di ossessione, distorsioni cognitive, desiderio di controllo e mancanza di empatia crea una situazione volatile che può facilmente degenerare. È essenziale che la società riconosca la gravità di questo fenomeno e fornisca il supporto necessario alle vittime, mentre si lavora per educare e prevenire questi comportamenti dannosi. Solo attraverso una comprensione approfondita e un approccio multidisciplinare possiamo sperare di affrontare efficacemente il problema dello stalking e proteggere le potenziali vittime da questo comportamento invasivo e pericoloso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/la-mente-dello-stalker-un-viaggio-nellossessione-e-nel-pericolo/">La mente dello Stalker: un viaggio nell’ossessione e nel pericolo</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Lo<span class="s1"> stalking è un fenomeno complesso e inquietante che ha attirato sempre più attenzione negli ultimi anni. Ma cosa si scatena realmente nella mente di uno stalker? E perché questo comportamento può essere così pericoloso? Per comprendere appieno la gravità di questo problema, è necessario esplorare i meccanismi psicologici che guidano le azioni di uno stalker.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s2">L&#8217;Ossessione come Motore Principale</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al centro del comportamento di uno stalker c&#8217;è un&#8217;ossessione profonda e radicata. Questa ossessione può nascere da diverse fonti: un rifiuto romantico, la fine di una relazione, o persino una semplice interazione casuale che lo stalker interpreta in modo distorto. L&#8217;oggetto dell&#8217;ossessione diventa il fulcro della vita dello stalker, occupando ogni suo pensiero e guidando ogni sua azione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa fissazione ossessiva spesso si accompagna a un senso di diritto o possesso nei confronti della vittima. Lo stalker può convincersi di avere un diritto speciale sulla persona perseguitata, o che esista un legame unico e profondo tra loro, anche quando questo è chiaramente inesistente o non ricambiato.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s2">Distorsioni Cognitive e Razionalizzazioni</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">La mente di uno stalker è caratterizzata da significative distorsioni cognitive. Queste distorsioni permettono allo stalker di giustificare il proprio comportamento, nonostante sia chiaramente invasivo e dannoso. Alcune delle razionalizzazioni comuni includono:</span></p>
<ol class="ol1">
<li class="li1"><span class="s1">&#8220;Se insisto abbastanza, cambierà idea&#8221;: Lo stalker crede che la persistenza alla fine sarà premiata.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">&#8220;Faccio questo per il suo bene&#8221;: Si convince di agire nell&#8217;interesse della vittima.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">&#8220;Siamo destinati a stare insieme&#8221;: Interpreta segnali casuali come prove di un destino comune.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">&#8220;Ha bisogno di me&#8221;: Crede che la vittima sia dipendente da lui o incapace di prendere decisioni autonome.</span></li>
</ol>
<p class="p1"><span class="s1">Queste distorsioni creano un circolo vizioso in cui lo stalker interpreta ogni azione della vittima, anche quelle di rifiuto o paura, come conferme delle proprie convinzioni errate.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s2">Il Ruolo del Controllo e del Potere</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un elemento chiave nella psicologia dello stalker è il desiderio di controllo e potere. Lo stalking diventa un modo per esercitare un senso di dominio sulla vita della vittima. Questo desiderio di controllo può essere alimentato da insicurezze profonde, bassa autostima o esperienze passate di rifiuto o abbandono.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo stalker può sentirsi potente monitorando costantemente la vittima, conoscendo i suoi spostamenti e le sue abitudini. Questa sensazione di onniscienza può diventare una fonte di gratificazione perversa.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s2">Escalation e Pericolo</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno degli aspetti più preoccupanti dello stalking è la sua tendenza all&#8217;escalation. Ciò che può iniziare come un comportamento apparentemente innocuo &#8211; come messaggi frequenti o regali non richiesti &#8211; può rapidamente intensificarsi in azioni sempre più invasive e pericolose.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Man mano che lo stalker si sente frustrato dalla mancanza di risposta positiva della vittima, può ricorrere a tattiche più aggressive. Questo può includere minacce, vandalismi, o persino violenza fisica. L&#8217;escalation rappresenta uno dei maggiori pericoli dello stalking, poiché il comportamento può diventare imprevedibile e potenzialmente letale.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s2">Mancanza di Empatia e Negazione della Realtà</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un tratto comune negli stalker è una marcata mancanza di empatia verso la vittima. Nonostante possano affermare di agire per amore o preoccupazione, in realtà sono incapaci di comprendere o rispettare i sentimenti e i desideri della persona perseguitata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa mancanza di empatia si accompagna spesso a una negazione della realtà. Lo stalker può rifiutarsi di accettare che il suo comportamento sia dannoso o indesiderato, interpretando il terrore o il disgusto della vittima come &#8220;giocare a fare la difficile&#8221; o come una sfida da superare.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s2">Il Pericolo per la Vittima</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il comportamento dello stalker rappresenta un grave pericolo per la vittima su molteplici livelli:</span></p>
<ol class="ol1">
<li class="li1"><span class="s1">Sicurezza Fisica: C&#8217;è sempre il rischio che lo stalking possa sfociare in violenza fisica.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Salute Mentale: Le vittime di stalking spesso soffrono di ansia, depressione e disturbo post-traumatico da stress.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Libertà Personale: Le vittime si sentono costrette a modificare le proprie abitudini e stile di vita per evitare lo stalker.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Impatto Sociale: Lo stalking può danneggiare le relazioni personali e professionali della vittima.</span></li>
</ol>
<p class="p1"><strong><span class="s2">Conclusioni</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Comprendere ciò che si scatena nella mente di uno stalker è fondamentale per affrontare efficacemente questo problema. Lo stalking non è un semplice fastidio o una dimostrazione eccessiva di affetto, ma un comportamento profondamente disturbato e potenzialmente pericoloso.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La combinazione di ossessione, distorsioni cognitive, desiderio di controllo e mancanza di empatia crea una situazione volatile che può facilmente degenerare. È essenziale che la società riconosca la gravità di questo fenomeno e fornisca il supporto necessario alle vittime, mentre si lavora per educare e prevenire questi comportamenti dannosi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Solo attraverso una comprensione approfondita e un approccio multidisciplinare possiamo sperare di affrontare efficacemente il problema dello stalking e proteggere le potenziali vittime da questo comportamento invasivo e pericoloso.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/la-mente-dello-stalker-un-viaggio-nellossessione-e-nel-pericolo/">La mente dello Stalker: un viaggio nell’ossessione e nel pericolo</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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		<title>Riaccendere il desiderio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 09:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il desiderio sessuale è un’esperienza naturale che può variare nel tempo in base a diversi fattori, come lo stress, la stanchezza, la routine, i conflitti relazionali e molti altri aspetti della vita quotidiana. È normale che il desiderio sessuale possa diminuire, a volte, ma se questa mancanza di voglia persiste nel tempo e crea disagio nella vita di coppia, è importante trovare dei modi per riaccendere la scintilla e riscoprire il piacere della sessualità. Prima di affrontare il problema del desiderio sessuale, è importante capire le cause che possono portare a questa situazione. Spesso il desiderio sessuale è influenzato da fattori fisici, come problemi di salute, squilibri ormonali o effetti collaterali di farmaci. In questi casi, può essere utile consultare uno specialista per individuare la causa del problema e trovare una soluzione adeguata. Spesso il desiderio sessuale è influenzato da fattori psicologici, come lo stress, l’ansia, la depressione o la bassa autostima. In queste situazioni, è importante prendersi cura di sé stessi e della propria salute mentale per favorire la riaccensione del desiderio sessuale. Lavorare sulla propria autostima, imparare a gestire lo stress e le emozioni negative, e creare spazi di intimità e complicità con il partner possono essere dei primi passi per riscoprire il piacere della sessualità. Per riaccendere il desiderio sessuale, è importante anche lavorare sulla comunicazione all’interno della coppia. Parlare apertamente delle proprie fantasie, desideri e paure può aiutare a creare un clima di intimità e complicità che favorisce la sfera sessuale. È importante ascoltare e rispettare le esigenze del partner, e cercare di trovare insieme delle soluzioni che soddisfino entrambi. Un altro modo per riaccendere il desiderio sessuale è sperimentare nuove forme di intimità e di piacere. Provare nuove posizioni, giochi erotici, giocattoli sessuali o pratiche sessuali diverse può aiutare a ravvivare la passione e a scoprire nuove dimensioni del piacere. È importante comunicare con il partner sui desideri e le fantasie sessuali, e cercare di esplorare insieme nuove vie di piacere. È importante prendersi cura della propria salute fisica per favorire il desiderio sessuale. Mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata, fare regolare attività fisica e ridurre il consumo di alcol e sostanze nocive può migliorare la salute sessuale e favorire la libido. Anche il sonno e il riposo sono fondamentali per mantenere un buon equilibrio ormonale e favorire il desiderio sessuale. Infine, è importante ricordare che il desiderio sessuale è una parte importante della vita di coppia, ma non l’unica. È normale che il desiderio sessuale possa variare nel tempo e che ci siano momenti di maggiore o minore intensità. È importante accettare i cambiamenti e le variazioni del desiderio sessuale, e cercare di mantenere viva la passione e l’intimità all’interno della coppia. Con pazienza, apertura e complicità, è possibile favorire la riaccensione del desiderio sessuale e riscoprire il piacere di essere intimi con il proprio partner.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/riaccendere-il-desiderio/">Riaccendere il desiderio</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il desiderio sessuale è un’esperienza naturale che può variare nel tempo in base a diversi fattori, come lo stress, la stanchezza, la routine, i conflitti relazionali e molti altri aspetti della vita quotidiana. È normale che il desiderio sessuale possa diminuire, a volte, ma se questa mancanza di voglia persiste nel tempo e crea disagio nella vita di coppia, è importante trovare dei modi per riaccendere la scintilla e riscoprire il piacere della sessualità.</p>
<p>Prima di affrontare il problema del desiderio sessuale, è importante capire le cause che possono portare a questa situazione. Spesso il desiderio sessuale è influenzato da fattori fisici, come problemi di salute, squilibri ormonali o effetti collaterali di farmaci. In questi casi, può essere utile consultare uno specialista per individuare la causa del problema e trovare una soluzione adeguata.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6568" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/Riaccendere-la-scintilla-del-desiderio-nella-coppia-Patrizia-Marzola-psicologa-Fidenza-e1585825526501.jpg" alt="" width="1280" height="633" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/Riaccendere-la-scintilla-del-desiderio-nella-coppia-Patrizia-Marzola-psicologa-Fidenza-e1585825526501.jpg 1280w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/Riaccendere-la-scintilla-del-desiderio-nella-coppia-Patrizia-Marzola-psicologa-Fidenza-e1585825526501-300x148.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/Riaccendere-la-scintilla-del-desiderio-nella-coppia-Patrizia-Marzola-psicologa-Fidenza-e1585825526501-1024x506.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/Riaccendere-la-scintilla-del-desiderio-nella-coppia-Patrizia-Marzola-psicologa-Fidenza-e1585825526501-770x381.jpg 770w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Spesso il desiderio sessuale è influenzato da fattori psicologici, come lo stress, l’ansia, la depressione o la bassa autostima. In queste situazioni, è importante prendersi cura di sé stessi e della propria salute mentale per favorire la riaccensione del desiderio sessuale. Lavorare sulla propria autostima, imparare a gestire lo stress e le emozioni negative, e creare spazi di intimità e complicità con il partner possono essere dei primi passi per riscoprire il piacere della sessualità.</p>
<p>Per riaccendere il desiderio sessuale, è importante anche lavorare sulla comunicazione all’interno della coppia. Parlare apertamente delle proprie fantasie, desideri e paure può aiutare a creare un clima di intimità e complicità che favorisce la sfera sessuale. È importante ascoltare e rispettare le esigenze del partner, e cercare di trovare insieme delle soluzioni che soddisfino entrambi.</p>
<p>Un altro modo per riaccendere il desiderio sessuale è sperimentare nuove forme di intimità e di piacere. Provare nuove posizioni, giochi erotici, giocattoli sessuali o pratiche sessuali diverse può aiutare a ravvivare la passione e a scoprire nuove dimensioni del piacere. È importante comunicare con il partner sui desideri e le fantasie sessuali, e cercare di esplorare insieme nuove vie di piacere.</p>
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<p>È importante prendersi cura della propria salute fisica per favorire il desiderio sessuale. Mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata, fare regolare attività fisica e ridurre il consumo di alcol e sostanze nocive può migliorare la salute sessuale e favorire la libido. Anche il sonno e il riposo sono fondamentali per mantenere un buon equilibrio ormonale e favorire il desiderio sessuale.</p>
<p>Infine, è importante ricordare che il desiderio sessuale è una parte importante della vita di coppia, ma non l’unica. È normale che il desiderio sessuale possa variare nel tempo e che ci siano momenti di maggiore o minore intensità. È importante accettare i cambiamenti e le variazioni del desiderio sessuale, e cercare di mantenere viva la passione e l’intimità all’interno della coppia.</p>
<p>Con pazienza, apertura e complicità, è possibile favorire la riaccensione del desiderio sessuale e riscoprire il piacere di essere intimi con il proprio partner.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/riaccendere-il-desiderio/">Riaccendere il desiderio</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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		<title>Perchè ci fanno paura le critiche?</title>
		<link>https://www.barbarafabbroni.it/perche-ci-fanno-paura-le-critiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 09:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le critiche sono una parte inevitabile della vita. Siamo tutti soggetti a giudizi e osservazioni esterne, che possono essere positive o negative. Come individui, è importante saper reagire alle critiche in modo costruttivo e non lasciarci schiacciare da esse. Possono arrivare da molte fonti diverse: dai nostri amici e familiari, dai nostri colleghi di lavoro, dai nostri superiori, dai nostri insegnanti e così via. È normale sentirsi feriti o arrabbiati quando si ricevono critiche, soprattutto se provengono da qualcuno che ci sta a cuore. Tuttavia, è importante ricordare che le critiche possono essere anche un&#8217;opportunità per crescere e migliorare. Una delle prime cose che dobbiamo imparare a fare quando riceviamo una critica è quella di non prenderla troppo personalmente. Spesso le critiche sono più un riflesso della persona che le fa che di chi le riceve. È importante distinguere tra la critica costruttiva e quella distruttiva. La critica costruttiva è fatta con l&#8217;intento di aiutare e migliorare, mentre quella distruttiva è fatta per ferire o denigrare. Quando riceviamo una critica, è importante ascoltare attentamente ciò che viene detto e cercare di comprendere il punto di vista dell&#8217;altro. Potrebbe essere che la critica contenga un germoglio di verità che potremmo non aver considerato. Se la critica fosse costruttiva, dovremmo ringraziare la persona per averci dato un feedback prezioso e prendere in considerazione i suggerimenti che ci sono stati dati. D&#8217;altra parte, se la critica è distruttiva o non ha fondamento, è importante non lasciarci abbattere da essa. È normale sentirsi feriti o arrabbiati di fronte a una critica ingiusta, ma è importante non reagire in modo impulsivo o negativo. Dobbiamo ricordare che le opinioni degli altri non definiscono chi siamo veramente e che è importante avere fiducia nelle nostre capacità e nel nostro valore personale. Una delle migliori strategie per reagire alle critiche in modo costruttivo è quella di mantenere la calma e rispondere in modo riflessivo. Se siamo in grado di separare le nostre emozioni dalla situazione e prendere tempo per riflettere, saremo più in grado di rispondere in modo appropriato e costruttivo. È importante anche evitare di reagire in modo aggressivo o difensivo. Se ci sentiamo attaccati o minacciati da una critica, è normale avere una reazione di difesa. Tuttavia, è importante cercare di mantenere la calma e rispondere in modo civile e rispettoso. Possiamo chiedere chiarimenti o spiegazioni sulla critica, in modo da capire meglio il punto di vista dell&#8217;altro e cercare di risolvere eventuali malintesi. Inoltre, è importante ricordare che le critiche possono essere anche un&#8217;opportunità per imparare e crescere. Possiamo utilizzare le critiche come un feedback per migliorare le nostre capacità e competenze. Possiamo chiedere consigli e suggerimenti su come possiamo fare meglio la prossima volta, in modo da evitare gli stessi errori in futuro. È importante non lasciare che le critiche ci definiscano o influenzino troppo. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, e non permettere che le opinioni degli altri ci minino la fiducia in noi stessi. Dobbiamo imparare a essere sicuri di noi stessi e a riconoscere il nostro valore personale, anche di fronte alle critiche. &#160; &#160;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le critiche sono una parte inevitabile della vita. Siamo tutti soggetti a giudizi e osservazioni esterne, che possono essere positive o negative. Come individui, è importante saper reagire alle critiche in modo costruttivo e non lasciarci schiacciare da esse.</p>
<p>Possono arrivare da molte fonti diverse: dai nostri amici e familiari, dai nostri colleghi di lavoro, dai nostri superiori, dai nostri insegnanti e così via. È normale sentirsi feriti o arrabbiati quando si ricevono critiche, soprattutto se provengono da qualcuno che ci sta a cuore. Tuttavia, è importante ricordare che le critiche possono essere anche un&#8217;opportunità per crescere e migliorare.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6559" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/critiche-critica_1020x680.jpg.avif" alt="" width="1020" height="680" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/critiche-critica_1020x680.jpg.avif 1020w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/critiche-critica_1020x680.jpg-300x200.avif 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2024/10/critiche-critica_1020x680.jpg-770x513.avif 770w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p>Una delle prime cose che dobbiamo imparare a fare quando riceviamo una critica è quella di non prenderla troppo personalmente. Spesso le critiche sono più un riflesso della persona che le fa che di chi le riceve. È importante distinguere tra la critica costruttiva e quella distruttiva. La critica costruttiva è fatta con l&#8217;intento di aiutare e migliorare, mentre quella distruttiva è fatta per ferire o denigrare.</p>
<p>Quando riceviamo una critica, è importante ascoltare attentamente ciò che viene detto e cercare di comprendere il punto di vista dell&#8217;altro. Potrebbe essere che la critica contenga un germoglio di verità che potremmo non aver considerato. Se la critica fosse costruttiva, dovremmo ringraziare la persona per averci dato un feedback prezioso e prendere in considerazione i suggerimenti che ci sono stati dati.</p>
<p>D&#8217;altra parte, se la critica è distruttiva o non ha fondamento, è importante non lasciarci abbattere da essa. È normale sentirsi feriti o arrabbiati di fronte a una critica ingiusta, ma è importante non reagire in modo impulsivo o negativo. Dobbiamo ricordare che le opinioni degli altri non definiscono chi siamo veramente e che è importante avere fiducia nelle nostre capacità e nel nostro valore personale.</p>
<p>Una delle migliori strategie per reagire alle critiche in modo costruttivo è quella di mantenere la calma e rispondere in modo riflessivo. Se siamo in grado di separare le nostre emozioni dalla situazione e prendere tempo per riflettere, saremo più in grado di rispondere in modo appropriato e costruttivo. È importante anche evitare di reagire in modo aggressivo o difensivo. Se ci sentiamo attaccati o minacciati da una critica, è normale avere una reazione di difesa. Tuttavia, è importante cercare di mantenere la calma e rispondere in modo civile e rispettoso. Possiamo chiedere chiarimenti o spiegazioni sulla critica, in modo da capire meglio il punto di vista dell&#8217;altro e cercare di risolvere eventuali malintesi.</p>
<p>Inoltre, è importante ricordare che le critiche possono essere anche un&#8217;opportunità per imparare e crescere. Possiamo utilizzare le critiche come un feedback per migliorare le nostre capacità e competenze. Possiamo chiedere consigli e suggerimenti su come possiamo fare meglio la prossima volta, in modo da evitare gli stessi errori in futuro.</p>
<p>È importante non lasciare che le critiche ci definiscano o influenzino troppo. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, e non permettere che le opinioni degli altri ci minino la fiducia in noi stessi. Dobbiamo imparare a essere sicuri di noi stessi e a riconoscere il nostro valore personale, anche di fronte alle critiche.</p>
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		<item>
		<title>Matrimoni affollati</title>
		<link>https://www.barbarafabbroni.it/matrimoni-affollati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 08:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Mon amour, mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour, de l&#8217;aube claire jusqu&#8217;à la fin du jour, je t&#8217;aime encore, tu sais, je t&#8217;ame” (F. Battiato). Lei è sposata da dieci anni con Paolo, due figli, un lavoro di prestigio. Lui, manager di una multinazionale con sede in Svizzera, è sposato da tredici anni con Anna Maria, tre figli, un cane, la casa a Cortina, molti progetti familiari sviluppati e da sviluppare. Due nuclei familiari perfetti con i loro progetti, la loro quotidianità, il loro esserci dettato dai canoni della vita insieme. Eppure lui e lei sono uniti da una passione incontrollabile che li tiene insieme da più di otto anni. Antonia è sexy, seducente, brillante, piena di vita ed elegante. Gianluca è interessante, intelligente, simpatico, abilissimo nel trovare soluzioni strategiche vincenti. Entrambi non lascerebbero mai la zona sicura della famiglia per vivere alla luce del sole la loro lunghissima relazione giocata nei ritagli di tempo, tra un meeting di lavoro, un convegno e cene costruite per dare l’impressione alle rispettive famiglie che dietro c’è un importante e al tempo stesso irrinunciabile motivo di lavoro. Tutto scorre da anni con la solita routine. Di acqua ne passa sotto i ponti ma nulla cambia nelle loro vite. È tutto ingessato in questi spazi ben gestiti uniti insieme come in un puzzle ben armonizzato. Di tanti in tanto, nelle rispettive coppie, nasce un figlio. Cercato, voluto. Neppure quello fa interrompere la loro relazione. Loro proseguono inesorabili nella loro vita così significativamente ambivalente. Una vita impostata con queste caratteristiche spiazza l’ordinario e nulla ha a che vedere con l’idea sociale e culturale che ognuno di noi ha dell’insieme famiglia e della relazione affettiva. Relazioni così non sono legate alla follia di una sera, alla sbandata passionale di un incontro bensì nascondono ben altro che lascia ipotizzare un bisogno differente. Cosa si nasconde dietro a vite intrecciate così intensamente da non sbrogliarsi neppure di fronte alla resistenza del sentimento? I rispettivi coniugi come vivono questa situazione? Sono al corrente oppure credono che tutto sia perfettamente normale. Anche loro hanno diversivi che li soddisfano tanto da sostenere questa situazione oppure si pensano protagonisti indiscussi della famiglia felice da portare come esempio? Ci troviamo nella rete intrecciata tra amanti e infedeltà. Essere fortemente attratti da una nuova persona, quando si è già impegnati in un rapporto, molti lo considerano normale. Altri lo giudicano una mancanza di rispetto verso la persona con cui si vive e condivide la propria vita. Senza dubbio il tradimento miete morti e feriti! È un dato di fatto. Scoprirlo crea un baratro e lacera l’anima così in profondità da non guarirla mai più. È un uragano che sradica tutto ciò che si è costruito, portando con sé un senso di morte. Lacera la vita di coppia che ha urgente bisogno di rinnovamento, pena il lento decadimento affettivo dell’unione e dei singoli individui. La relazione extraconiugale è come una regressione adolescenziale. I sentimenti prendono fuoco accompagnati da un turbinio d’emozioni. Mille lucine brillano nell’anima frizzante di novità. Tuttavia, cè una grande differenza temporale tra il là e allora della propria età adolescenziale e il qui e ora della propria vita adulta fatta di scelte significative, volute e decise. Un rapporto fuori dalla coppia conduce verso conseguenze imprevedibili. Generalmente la persona che intraprende questo viatico tende a sottovalutare e sorvolare. È meglio non vedere per non sentire così da viversi l’accadere con leggerezza. La relazione extraconiugale all’apparenza crea una vita lieve, non ci sono litigi, problemi, quotidianità, preoccupazioni tipiche della convivenza. Se vogliamo è tutto perfetto! Un’alcova di passione, emozioni, felicità dove si dimentica il quotidiano, le preoccupazioni, le fatiche. Il traditore è un individuo in fuga continua da sé stesso. È una persona che non appartiene a nulla e nulla mai gli apparterrà totalmente, se non l’inutilità e il vuoto del suo essere evanescente. Non riesce ad ascoltarsi, non vuole ascoltare l’altro, nega la sua scelta di convivenza pur restandoci dentro per comodità. È una persona che vive di luce riflessa. Un narciso costruito solo all’interno dei propri bisogni dove l’altro non è assolutamente contemplato se non per un tornaconto altissimo! Ecco che si crea una triangolazione intrappolante dove vittima, persecutore e salvatore iniziano a giocare il loro gioco restandone sempre più intrappolati. Il traditore (persecutore) nega e scappa. Il tradito (vittima) si pone in una zona di insicurezza. L’amante (salvatore) sogna l’isola che non c’è. In questa triangolazione nessuno vive realmente la propria vita, ognuno è strettamente legato all’altro poiché nessuno è in grado di rimanere da solo, di fare i conti con la propria incapacità di bastare a se stesso. Questo si amplia ancora di più quando all’interno di una coppia entrambi hanno relazioni extraconiugali che perdurano da tempo giocando la propria vita affettiva all’interno di due viadotti paralleli. Pensiamo a Fellini e Masina, una coppia all’apparenza perfetta. Lui legato affettivamente alla sua Musa ispiratrice, attrice superba, profondamente diversa dalle sue amanti, che mai ha messo in discussione. Lei unita a un uomo così coinvolgente che mai avrebbe lasciato. Eppure ben si conoscono le storie parallele di entrambi. Fellini e le sue donne, una tra tutte Sandra Milo con cui la intrecciato una relazione lunga 17 anni. Lei, la sua trasgressione più grande, l’ardore della passione, anche se non è riuscita a catturarlo definitivamente portandolo via alla sua grande Musa ispiratrice: la Masina. Lei, Giulietta (Masina), legata per anni al suo amante: Richard Baseart, che era all’epoca il marito di Valentina Cortese! Quattro persone, due mondi paralleli che si intrecciano tra amore familiare e amore clandestino. Di fronte a questo è bene lasciare il giudizio ben nascosto tra le nicchie della memoria e gettare lo sguardo di là dal pregiudizio. È importante focalizzare l’attenzione sulla paura che abita ognuno di noi ogni volta che dobbiamo fare i conti con la solitudine e al tempo stesso con il dilemma se attraversare o no lo spartiacque dell’esser solo. Quando la paura di esser solo resta imprigionata in noi senza defluire all’esterno per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">“<em>Mon amour, mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour, de l&#8217;aube claire jusqu&#8217;à la fin du jour, je t&#8217;aime encore, tu sais, je t&#8217;ame</em>” (F. Battiato).</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4203" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3.jpg 1080w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-300x300.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-1024x1024.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-100x100.jpg 100w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-770x770.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-500x500.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-293x293.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-390x390.jpg 390w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-585x585.jpg 585w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love3-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Lei è sposata da dieci anni con Paolo, due figli, un lavoro di prestigio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lui, manager di una multinazionale con sede in Svizzera, è sposato da tredici anni con Anna Maria, tre figli, un cane, la casa a Cortina, molti progetti familiari sviluppati e da sviluppare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Due nuclei familiari perfetti con i loro progetti, la loro quotidianità, il loro esserci dettato dai canoni della vita insieme.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eppure lui e lei sono uniti da una passione incontrollabile che li tiene insieme da più di otto anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Antonia è sexy, seducente, brillante, piena di vita ed elegante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gianluca è interessante, intelligente, simpatico, abilissimo nel trovare soluzioni strategiche vincenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Entrambi non lascerebbero mai la zona sicura della famiglia per vivere alla luce del sole la loro lunghissima relazione giocata nei ritagli di tempo, tra un meeting di lavoro, un convegno e cene costruite per dare l’impressione alle rispettive famiglie che dietro c’è un importante e al tempo stesso irrinunciabile motivo di lavoro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutto scorre da anni con la solita routine. Di acqua ne passa sotto i ponti ma nulla cambia nelle loro vite. È tutto ingessato in questi spazi ben gestiti uniti insieme come in un puzzle ben armonizzato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di tanti in tanto, nelle rispettive coppie, nasce un figlio. Cercato, voluto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Neppure quello fa interrompere la loro relazione. Loro proseguono inesorabili nella loro vita così significativamente ambivalente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una vita impostata con queste caratteristiche spiazza l’ordinario e nulla ha a che vedere con l’idea sociale e culturale che ognuno di noi ha dell’insieme famiglia e della relazione affettiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Relazioni così non sono legate alla follia di una sera, alla sbandata passionale di un incontro bensì nascondono ben altro che lascia ipotizzare un bisogno differente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cosa si nasconde dietro a vite intrecciate così intensamente da non sbrogliarsi neppure di fronte alla resistenza del sentimento?</p>
<p style="font-weight: 400;">I rispettivi coniugi come vivono questa situazione? Sono al corrente oppure credono che tutto sia perfettamente normale. Anche loro hanno diversivi che li soddisfano tanto da sostenere questa situazione oppure si pensano protagonisti indiscussi della famiglia felice da portare come esempio?</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci troviamo nella rete intrecciata tra amanti e infedeltà.</p>
<p style="font-weight: 400;">Essere fortemente attratti da una nuova persona, quando si è già impegnati in un rapporto, molti lo considerano normale. Altri lo giudicano una mancanza di rispetto verso la persona con cui si vive e condivide la propria vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Senza dubbio il tradimento miete morti e feriti!</p>
<p style="font-weight: 400;">È un dato di fatto. Scoprirlo crea un baratro e lacera l’anima così in profondità da non guarirla mai più.</p>
<p style="font-weight: 400;">È un uragano che sradica tutto ciò che si è costruito, portando con sé un senso di morte.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lacera la vita di coppia che ha urgente bisogno di rinnovamento, pena il lento decadimento affettivo dell’unione e dei singoli individui.</p>
<p style="font-weight: 400;">La relazione extraconiugale è come una regressione adolescenziale.</p>
<p style="font-weight: 400;">I sentimenti prendono fuoco accompagnati da un turbinio d’emozioni. Mille lucine brillano nell’anima frizzante di novità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia, cè una grande differenza temporale tra il là e allora della propria età adolescenziale e il qui e ora della propria vita adulta fatta di scelte significative, volute e decise.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un rapporto fuori dalla coppia conduce verso conseguenze imprevedibili. Generalmente la persona che intraprende questo viatico tende a sottovalutare e sorvolare. È meglio non vedere per non sentire così da viversi l’accadere con leggerezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">La relazione extraconiugale all’apparenza crea una vita lieve, non ci sono litigi, problemi, quotidianità, preoccupazioni tipiche della convivenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se vogliamo è tutto perfetto!</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’alcova di passione, emozioni, felicità dove si dimentica il quotidiano, le preoccupazioni, le fatiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il traditore è un individuo in fuga continua da sé stesso. È una persona che non appartiene a nulla e nulla mai gli apparterrà totalmente, se non l’inutilità e il vuoto del suo essere evanescente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non riesce ad ascoltarsi, non vuole ascoltare l’altro, nega la sua scelta di convivenza pur restandoci dentro per comodità. È una persona che vive di luce riflessa. Un narciso costruito solo all’interno dei propri bisogni dove l’altro non è assolutamente contemplato se non per un tornaconto altissimo!</p>
<p style="font-weight: 400;">Ecco che si crea una triangolazione intrappolante dove vittima, persecutore e salvatore iniziano a giocare il loro gioco restandone sempre più intrappolati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il traditore (persecutore) nega e scappa. Il tradito (vittima) si pone in una zona di insicurezza. L’amante (salvatore) sogna l’isola che non c’è.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questa triangolazione nessuno vive realmente la propria vita, ognuno è strettamente legato all’altro poiché nessuno è in grado di rimanere da solo, di fare i conti con la propria incapacità di bastare a se stesso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questo si amplia ancora di più quando all’interno di una coppia entrambi hanno relazioni extraconiugali che perdurano da tempo giocando la propria vita affettiva all’interno di due viadotti paralleli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pensiamo a Fellini e Masina, una coppia all’apparenza perfetta. Lui legato affettivamente alla sua Musa ispiratrice, attrice superba, profondamente diversa dalle sue amanti, che mai ha messo in discussione. Lei unita a un uomo così coinvolgente che mai avrebbe lasciato. Eppure ben si conoscono le storie parallele di entrambi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fellini e le sue donne, una tra tutte Sandra Milo con cui la intrecciato una relazione lunga 17 anni. Lei, la sua trasgressione più grande, l’ardore della passione, anche se non è riuscita a catturarlo definitivamente portandolo via alla sua grande Musa ispiratrice: la Masina.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lei, Giulietta (Masina), legata per anni al suo amante: Richard Baseart, che era all’epoca il marito di Valentina Cortese!</p>
<p style="font-weight: 400;">Quattro persone, due mondi paralleli che si intrecciano tra amore familiare e amore clandestino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fronte a questo è bene lasciare il giudizio ben nascosto tra le nicchie della memoria e gettare lo sguardo di là dal pregiudizio. È importante focalizzare l’attenzione sulla paura che abita ognuno di noi ogni volta che dobbiamo fare i conti con la solitudine e al tempo stesso con il dilemma se attraversare o no lo spartiacque dell’esser solo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quando la paura di esser solo resta imprigionata in noi senza defluire all’esterno per poter essere digerita dall’elaborazione consapevole allora diventa il trampolino verso il tradimento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il tradire l’altro(a) è per sua genesi la modalità goffa di sostenere e combattere la solitudine, l’insoddisfazione del non sentirsi riconosciuto e amato poiché la persona è troppo centrata sui propri bisogni da non essere capace di riconoscersi nel riconoscimento dell’altro(a).</p>
<p style="font-weight: 400;">Basta poco. Uno sguardo, un sorriso per far scoccare la scintilla, sentirsi fighi, piacioni anche se un po’ in là con gli anni e via ci si incammina in quel sentiero impervio, dove l’unica meta è rappresentata dalla sofferenza delle persone a noi vicine. Ma tanto che importa?! Il traditore cerca solo di soddisfare se stesso e la sua sete narcisistica. L’altro(a) non c’è, non esiste, non è visto(a)!</p>
<p style="font-weight: 400;">Avere due relazioni, giocate tra la luce e il buio, due vite parallele di amicizie, hobby, passioni che si coniugano ciascuna con la persona che al momento si frequenta (moglie, compagna o amante a seconda dell’occasione), frequentare gli ambienti più disparati e vari, avere perennemente qualcosa da fare per occupare il più piccolo spazio di tempo libero. Stare con una persona e al tempo stesso avere in testa l’altra. Sognare l’uomo ideale quando hai vicino il tuo convivente, immergersi nella fantasia dell’amore segreto mentre fai sesso con il tuo lui. ecco questi sono tutti comportamenti per rifuggire da un impegno che viene vissuto come totalizzante poiché il problema non sta nell’altro che si è scelto di avere accanto ma nella propria insoddisfazione che inevitabilmente non viene riconosciuta e proiettata nel proprio compagno(a) di vita come se la causa risiedesse lì.</p>
<p style="font-weight: 400;">La relazione extraconiugale breve o lunga che sia è una fuga dalle proprie responsabilità, scelte, decisioni, come se il percorso alternativo offrisse la certezza di non rimanere soli qualsiasi cosa possa accadere. Il narcisiste si sa non può rimanere solo poiché ha bisogno dell’elogio e della gratificazione dell’altro(a) per esistere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Strutturare la propria vita seguendo questa modalità porta a narrare realtà falsate dai propri sentimenti disfunzionali anche laddove la non convincente relazione (matrimonio e/o convivenza) va avanti da anni e da cui non si distaccheranno mai.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vivere a metà tenendo il piede in due staffe crea un danno profondo alla propria vita. Mantenere una seconda storia è impoverire ogni giorno il rapporto, come se quel piccolo pezzettino che quotidianamente viene lacerato possa essere ricostruito altrove. Non è assolutamente così poiché gli amori paralleli non portano quasi mai a compiere scelte definitive.</p>
<p style="font-weight: 400;">Rinunciare a una delle due situazioni li priverebbe di qualcosa di importante. Invece coltivare due mondi paralleli, trovare alibi per allungare la decisione di una possibile scelta, dà alla persona l’idea di aver già scelto un percorso.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Non posso decidere nulla per questo, questo, questo…</em>”, è la frase tipica che l’individuo si ripete nel suo dialogo interno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vivere così mette in evidenza la tristezza che abita l’anima ovvero mostra che l’individuo non ha in sé la capacità di amare sia se stesso sia l’altro. È una persona narcisisticamente centrata su se stessa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Beh se torniamo a Fellini questo è abbastanza chiaro ed evidente. Non credete?</p>
<p style="font-weight: 400;">Pensiamo anche all’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino suddiviso in due tempi. Loro2 ci mostra la scelta subita da Silvio Berlusconi al momento che Veronica Lario decide di separarsi. Per lui poteva rimanere tutto invariato, il suo amore per Veronica nonostante tutto il resto era certezza!</p>
<p style="font-weight: 400;">Di amori così ce ne sono stati tanti e tanti ce ne sono.</p>
<p style="font-weight: 400;">Martin Heidegger e Hannah Arendt sono un altro esempio di due amanti entrambi con il loro matrimonio mai messo in discussione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ricordatevi che vivere una relazione, dove non c’è rispetto, amore, progetto, è umiliante e annullante. La persona che crediamo ci ami invece toglie l’energia, ci annulla, ci rende delle anime perse alla deriva, crea dubbi, insicurezze, emozioni, queste, un cuore innamorato le percepisce chiare e precise.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una vita relazionale così strutturata conduce alla inevitabile rottura. Magari accade dopo anni sprecati ad inseguire ciò che non c&#8217;è mai stato oppure non succede mai poiché l’ipocrisia abita l’insieme imperfetto della relazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Allora si recita a soggetto, ogni componente è uno, nessuno, centomila fintantoché la vita non scorre e giunge in quel territorio del declino, dove i giochi sono stati fatti e non resta ipocritamente che invecchiare insieme. E si, perché poi nell’epoca del declino alcune persone sono anche capaci di recitare la farsa degli innamorati!</p>
<p style="font-weight: 400;">Un tornaconto perfetto per vite impaurite dalla solitudine e dall’abbandono, ingessate nel perbenismo borghese, legate a lacci emotivi invischianti, egoisticamente assorbite dalla propria personalità narcisistica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così ci si allontana dall’amore vero. La vita è scelta così come l’amore!</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
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			</item>
		<item>
		<title>Mariti con l’occhio lungo, come difendersi? Come recuperare l’attenzione del tuo uomo?</title>
		<link>https://www.barbarafabbroni.it/mariti-con-locchio-lungo-come-difendersi-come-recuperare-lattenzione-del-tuo-uomo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 08:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.barbarafabbroni.it/?p=4862</guid>

					<description><![CDATA[<p>È storia antica, lo sguardo cade l’ha dove l’attrazione è irresistibile. Le vacanze sono arrivate. Finalmente! Mare, spiaggia, sole, relax totale. Romanticamente passeggiate mano nella mano nel bagnasciuga sentendovi felice e innamorata fintantoché non arriva quella gallinella giovane e perfetta nelle forme e il vostro lui la guarda con disinvoltura cogliendo ogni minima sfumatura. Inesorabile la sbirciatina sul lato B contenuto (si fa per dire) da un minimal slip brasiliano per non parlare dei turgidi seni difficilmente nascosti nei ridottissimi bikini! E quelle labbra? Carnose. Idratate. Perfette! La fantasia erotica si esprime al meglio sotto tutte le sfumature. “È fuor di dubbio, è più carina, più giovane, un&#8217;altra! Guarda io dopo due figli, nonostante tutti gli sforzi più di così non si ottiene nulla”. Pensate, mentre un motto di rabbia vi sale lungo tutto il corpo. “È coperta con un inesistente bikini, quella lì offre un panorama irresistibile allo sguardo maschile. Io non posso più permettermelo. Certo che la guarda!”, continuate a rimuginare nella vostra testa. Se poi scegliamo mete come Formentera, Costa Smeralda, Rimini, Riccione, Forte dei Marmi, beh che dire lo sguardo da provolone è inevitabile per le meraviglie che viaggiano sotto agli occhi. Se a tutto questo aggiungiamo leggerezza, voglia di mordere la vita, desiderio di scappare dal solito tran tran quotidiano, illusione di giovinezza, il dado è tratto così che lo sguardo sornione oltrepassa qualsiasi barriera pur di godersi lo spettacolo. Nelle spiagge più glamour e non solo, cervicale permettendo, gli uomini diventano dei periscopi alla ricerca di godersi il panorama più accattivante. Occhiali scuri, quotidiano aperto per dare l’idea d’interessarsi alle notizie di cronaca, cellulare in mano facendo finta di guardare le ultime news, tutto finto perché in realtà scatta un’intensa attività di scoperta. Così la mente viaggia tra tutte quelle forme minimamente censurate da bikini essenziali, che sinuose si muovono ondeggiando sotto il sole facendo sognare paradisi inesplorati. La risacca del mare, le goccioline di sudore che impertinenti scivolano nei punti più salienti, il riflesso del sole su corpi accarezzati da creme protettive che riflettono raggi solari, come si fa a rimanere indifferenti? Impossibile! Anche un santo cadrebbe nella rete del “guarda senza toccare”. Il testosterone inizia la sua attività. Si agita creando un subbuglio emotivo difficile da contenere. L’eros sprigiona i suoi feromoni essenziali per catturare la preda. Vi sentite un segugio che ha puntato la preda e state lì ad attendere il momento migliore per sferzare l’attacco dello sguardo assetato di forme e perfezione. Non c’è bisogno di sforzarsi più di tanto, in spiaggia è una continua passerella di ragazze mozzafiato. Mentre siete trasportati nel paese dei balocchi da tutti questi stimoli, la dolce metà che sta accanto a voi, vi osserva nella vostra inesorabile ricerca di quel panorama accattivante. Cosa pensa? Come reagisce? Deve preoccuparsi? Cosa deve fare? La sbirciatina, si sa, è della vita di coppia e dell’amore. Ciò che deve preoccupare è quando si va oltre e il guardare si focalizza su un solo soggetto in maniera insistente e ossessiva. Un comportamento, questo, che disturba e manda in crisi. Care signore non fatevi prendere la mano dalla gelosia e dal paragone perché lo specchio dell’altra riflette sicuramente qualcosa che in voi (almeno così vi convincete) è mancante, anche se avete trascorso l’inverno in palestra, vi siete sottoposte a una dieta ferrea e a sedute continue dal medico estetico per nascondere qualche imperfezione! Tanto più siete reduci da una mastoplastica che vi ha regalato un seno nuovo e perfettamente tornito! Vi accorgete che nonostante tutti gli sforzi non si potete competere con la ventenne avvenente perfettamente in forma, priva di rughe, senza un filo di cellulite, con lo sguardo da “ti mangio in un sol boccone”. Guardarsi intorno non è sinonimo di non amore. Ammettetelo, siate oneste almeno con voi stesse, anche voi sotto i vostri occhiali grandi con lenti scurissime siete dei radar alla ricerca del tartarugato o ancor più di quel marsupio, per dirla alla Panariello, che è irresistibile e vi manda nel mondo fantastico del paese delle meraviglie. Se lui assomiglia a Peter Pan alla ricerca dell’isola che non c’è voi non siete da meno, una perfetta Alice nel paese delle Meraviglie! E che meraviglie! Andiamo per gradi. Gli uomini da sempre sono considerati cacciatori nonostante siano sentimentalmente impegnati continuano questa attività. È per il mantenimento della specie? Potremmo ironicamente chiederci! La cosa importante che sia solo uno sguardo e, poi, il punto fermo resti solo la propria partner. Per poter sostenere queste situazioni che sono all’ordine del giorno, un punto essenziale nella relazione di coppia è il dialogo e l’ironia. Questa modalità relazionale permette di alleggerire la situazione senza trascendere in inutili litigi tanto si sa “il lupo perde il pelo ma non il vizio!”. Tanto vale agire d’intelligenza e imparare a gestire bene il gioco. Sarà molto apprezzato anche dal vostro lui che non si sentirà con un cappio al collo attivando ancor più la ricerca dello sguardo piacevole ma perderà piano piano d’interesse. Se non siete capaci di alleggerire con l’ironia la situazione ma vivete un disagio interiore cercate di avere un atteggiamento flessibile senza irrigidirvi nella gelosia più ostinata. Non otterrete nulla! Anzi peggiorerete la situazione rovinandovi pure le vacanze! È normale vivere un sentimento d’insicurezza quando lo sguardo del vostro lui si adagia su un’immagine diversa dalla vostra tanto più se giovane, ben armoniosa, con tutte le forme al posto giusto. Parola d’ordine: anticipatelo! Sono sicura che conoscete bene i gusti del vostro uomo. Quindi, state attente e quando vedrete passeggiare quel lato B o quei senti tanto accattivanti siate le prime a farglielo notare con un semplice: “Capperi! Guarda che schianto quella là!”. “Che culo perfetto!”. In questo modo otterrete molti benefici: Lui non si sentirà oppresso dalla vostra gelosia. La trasgressione di cogliere il bello nell’altra sarà meno intensa poiché siete voi stesse a farglielo notare, così perderà di interesse seduttivo. Non avrà bisogno di nascondersi con ridicoli tentativi di indifferenza per guardare la bonazza che gli passa sotto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/mariti-con-locchio-lungo-come-difendersi-come-recuperare-lattenzione-del-tuo-uomo/">Mariti con l’occhio lungo, come difendersi? Come recuperare l’attenzione del tuo uomo?</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">È storia antica, lo sguardo cade l’ha dove l’attrazione è irresistibile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le vacanze sono arrivate. Finalmente! Mare, spiaggia, sole, relax totale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Romanticamente passeggiate mano nella mano nel bagnasciuga sentendovi felice e innamorata fintantoché non arriva quella gallinella giovane e perfetta nelle forme e il vostro lui la guarda con disinvoltura cogliendo ogni minima sfumatura. Inesorabile la sbirciatina sul lato B contenuto (si fa per dire) da un minimal slip brasiliano per non parlare dei turgidi seni difficilmente nascosti nei ridottissimi bikini!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4256" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1.jpg 1080w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-300x300.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-100x100.jpg 100w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-770x770.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-500x500.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-293x293.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-390x390.jpg 390w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-585x585.jpg 585w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love-12-1-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E quelle labbra?</p>
<p style="font-weight: 400;">Carnose. Idratate. Perfette! La fantasia erotica si esprime al meglio sotto tutte le sfumature.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>È fuor di dubbio, è più carina, più giovane, un&#8217;altra! Guarda io dopo due figli, nonostante tutti gli sforzi più di così non si ottiene nulla</em>”. Pensate, mentre un motto di rabbia vi sale lungo tutto il corpo.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>È coperta con un inesistente bikini, quella lì offre un panorama irresistibile allo sguardo maschile. Io non posso più permettermelo. Certo che la guarda!</em>”, continuate a rimuginare nella vostra testa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se poi scegliamo mete come Formentera, Costa Smeralda, Rimini, Riccione, Forte dei Marmi, beh che dire lo sguardo da provolone è inevitabile per le meraviglie che viaggiano sotto agli occhi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se a tutto questo aggiungiamo leggerezza, voglia di mordere la vita, desiderio di scappare dal solito tran tran quotidiano, illusione di giovinezza, il dado è tratto così che lo sguardo sornione oltrepassa qualsiasi barriera pur di godersi lo spettacolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nelle spiagge più glamour e non solo, cervicale permettendo, gli uomini diventano dei periscopi alla ricerca di godersi il panorama più accattivante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Occhiali scuri, quotidiano aperto per dare l’idea d’interessarsi alle notizie di cronaca, cellulare in mano facendo finta di guardare le ultime news, tutto finto perché in realtà scatta un’intensa attività di scoperta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così la mente viaggia tra tutte quelle forme minimamente censurate da bikini essenziali, che sinuose si muovono ondeggiando sotto il sole facendo sognare paradisi inesplorati. La risacca del mare, le goccioline di sudore che impertinenti scivolano nei punti più salienti, il riflesso del sole su corpi accarezzati da creme protettive che riflettono raggi solari, come si fa a rimanere indifferenti? Impossibile! Anche un santo cadrebbe nella rete del “<em>guarda senza toccare</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il testosterone inizia la sua attività. Si agita creando un subbuglio emotivo difficile da contenere. L’eros sprigiona i suoi feromoni essenziali per catturare la preda. Vi sentite un segugio che ha puntato la preda e state lì ad attendere il momento migliore per sferzare l’attacco dello sguardo assetato di forme e perfezione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non c’è bisogno di sforzarsi più di tanto, in spiaggia è una continua passerella di ragazze mozzafiato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mentre siete trasportati nel paese dei balocchi da tutti questi stimoli, la dolce metà che sta accanto a voi, vi osserva nella vostra inesorabile ricerca di quel panorama accattivante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cosa pensa? Come reagisce? Deve preoccuparsi? Cosa deve fare?</p>
<p style="font-weight: 400;">La sbirciatina, si sa, è della vita di coppia e dell’amore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che deve preoccupare è quando si va oltre e il guardare si focalizza su un solo soggetto in maniera insistente e ossessiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un comportamento, questo, che disturba e manda in crisi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Care signore non fatevi prendere la mano dalla gelosia e dal paragone perché lo specchio dell’altra riflette sicuramente qualcosa che in voi (almeno così vi convincete) è mancante, anche se avete trascorso l’inverno in palestra, vi siete sottoposte a una dieta ferrea e a sedute continue dal medico estetico per nascondere qualche imperfezione! Tanto più siete reduci da una mastoplastica che vi ha regalato un seno nuovo e perfettamente tornito!</p>
<p style="font-weight: 400;">Vi accorgete che nonostante tutti gli sforzi non si potete competere con la ventenne avvenente perfettamente in forma, priva di rughe, senza un filo di cellulite, con lo sguardo da “<em>ti mangio in un sol boccone</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Guardarsi intorno non è sinonimo di non amore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ammettetelo, siate oneste almeno con voi stesse, anche voi sotto i vostri occhiali grandi con lenti scurissime siete dei radar alla ricerca del tartarugato o ancor più di quel marsupio, per dirla alla Panariello, che è irresistibile e vi manda nel mondo fantastico del paese delle meraviglie.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se lui assomiglia a Peter Pan alla ricerca dell’isola che non c’è voi non siete da meno, una perfetta Alice nel paese delle Meraviglie! E che meraviglie!</p>
<p style="font-weight: 400;">Andiamo per gradi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli uomini da sempre sono considerati cacciatori nonostante siano sentimentalmente impegnati continuano questa attività. È per il mantenimento della specie? Potremmo ironicamente chiederci!</p>
<p style="font-weight: 400;">La cosa importante che sia solo uno sguardo e, poi, il punto fermo resti solo la propria partner.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per poter sostenere queste situazioni che sono all’ordine del giorno, un punto essenziale nella relazione di coppia è il dialogo e l’ironia. Questa modalità relazionale permette di alleggerire la situazione senza trascendere in inutili litigi tanto si sa “<em>il lupo perde il pelo ma non il vizio!</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tanto vale agire d’intelligenza e imparare a gestire bene il gioco. Sarà molto apprezzato anche dal vostro lui che non si sentirà con un cappio al collo attivando ancor più la ricerca dello sguardo piacevole ma perderà piano piano d’interesse.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se non siete capaci di alleggerire con l’ironia la situazione ma vivete un disagio interiore cercate di avere un atteggiamento flessibile senza irrigidirvi nella gelosia più ostinata.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non otterrete nulla! Anzi peggiorerete la situazione rovinandovi pure le vacanze!</p>
<p style="font-weight: 400;">È normale vivere un sentimento d’insicurezza quando lo sguardo del vostro lui si adagia su un’immagine diversa dalla vostra tanto più se giovane, ben armoniosa, con tutte le forme al posto giusto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Parola d’ordine: anticipatelo!</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono sicura che conoscete bene i gusti del vostro uomo. Quindi, state attente e quando vedrete passeggiare quel lato B o quei senti tanto accattivanti siate le prime a farglielo notare con un semplice: “<em>Capperi! Guarda che schianto quella là!</em>”. “<em>Che culo perfetto!</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo modo otterrete molti benefici:</p>
<ul>
<li>Lui non si sentirà oppresso dalla vostra gelosia.</li>
<li>La trasgressione di cogliere il bello nell’altra sarà meno intensa poiché siete voi stesse a farglielo notare, così perderà di interesse seduttivo.</li>
<li>Non avrà bisogno di nascondersi con ridicoli tentativi di indifferenza per guardare la bonazza che gli passa sotto gli occhi.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Essere dotate di un ottimo senso dell’umorismo rende la donna sicura di se stessa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Reagire ironicamente, nel momento in cui il vostro uomo sta guardando un’altra donna crea complicità e al tempo stesso dà una sferzata positiva alla vostra capacità seduttiva. Unirete ironia, seduttività e capacità di cogliere quel qualcosa d’intrigante nell’altra che farà scattare verso di voi un interesse forte e ben motivato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fare qualche battuta, dei commenti sulla donna guardata, frasi che stemperino la situazione, tutto ciò mostrerà la vostra sicurezza e la capacità di essere ironiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Aiutatevi con frasi del tipo: “<em>Amore bello il culo di quella!</em>”. “<em>Hai visto che pezzo di gnocca è quella lì!</em>”. “<em>Ehi guarda là c’è una che toglie il fiato!</em>”. “<em>Due tette come quelle nemmeno in Playboy</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tenete bene a mente che l’aggressività in queste situazioni è totalmente deleteria così come le scenate di gelosia sono prevalentemente nocive.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fondamentale: mantenere la calma, gestire il gioco con una sottile e raffinata capacità strategica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo sguardo su un’altra donna, se c’è la capacità di viverlo come una leggerezza legata solo a una fantasia momentanea stimolata dalla vista, rafforza sia la complicità di coppia sia il livello erotico. Possiamo paragonare l’effetto a quello di guardare insieme un film un po’ spinto, dove sono stuzzicate le fantasie erotiche, ma poi il desiderio è rivolto alla propria partner.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se tutto resta legato alla sbirciatina rideteci su. Non ha senso prendersela anzi come vi ho spiegato fate diventare il tutto qualcosa che ricada positivamente sulla vostra reazione di coppia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Laddove però cambia la musica e la svista sul panorama mozzafiato è molto frequente e accentuata da lunghi silenzi, la testa tra le nuvole e girate di 360°, allora può diventare un atteggiamento offensivo e una mancanza di rispetto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come ci si sente in una situazione del genere? Cosa si fa? Cosa si dice? Cosa si pensa?</p>
<p style="font-weight: 400;">La prima cosa è l’inevitabile motto di gelosia che all’istante fa crollare la propria autostima a livello meno dieci!</p>
<p style="font-weight: 400;">Una catastrofe. Poi, arriva la rabbia e lì la gestione della situazione si fa davvero difficile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Scappare frasi del tipo: <em>“Stai con me e guardi quella?</em> <em>Non mi ami?”. “Cosa ci troverai mai in quella lì”. “Sembra una smandrappata in cerca di divertimento”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La lista dei pensieri di una donna quando il loro uomo guarda un’altra è infinita. Non negatelo. È proprio così!</p>
<p style="font-weight: 400;">Le reazioni esagerate e aggressive specialmente in pubblico non sono mai producenti. Screditano sia voi sia la vostra relazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Umiliare il tuo lui non porterà certo a raggiungere ciò che desideri.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ricorda: non esiste uomo che non abbia almeno una volta sbirciato il culo o le tette di un’altra! Così come non esiste donna che non si sia fatta una fantasia sul fisico da macho e il pacco extra large contenuto in un paio di slip fascianti!</p>
<p style="font-weight: 400;">A meno che non sia omosessuale e anche in questo caso la sbirciatina cade su un altro genere ma c’è sempre la sbirciatina birichina a fare capolino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Concludendo vi consiglio di alleggerire la vostra vita da queste inutili e futili gelosie. Con lo sguardo non si commette tradimenti anzi l’occhio ottiene il suo soddisfacimento stimolando la fantasia erotica che come vi ho suggerito se ben gestita può essere una vera e propria risorsa per la coppia.</p>
<p style="font-weight: 400;">In estate la parola d’ordine è: divertirsi, divertirsi, divertirsi! Se siete in coppia divertitevi assolutamente insieme!</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/mariti-con-locchio-lungo-come-difendersi-come-recuperare-lattenzione-del-tuo-uomo/">Mariti con l’occhio lungo, come difendersi? Come recuperare l’attenzione del tuo uomo?</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Amori tra colleghi (clandestini, ufficiali, negati etc.)</title>
		<link>https://www.barbarafabbroni.it/amori-tra-colleghi-clandestini-ufficiali-negati-etc/</link>
					<comments>https://www.barbarafabbroni.it/amori-tra-colleghi-clandestini-ufficiali-negati-etc/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 08:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La segretaria innamorata del capo è vecchia quanto il mondo. Un cliché intramontabile che ha attratto l’immaginario di letterati, poeti, registi, sceneggiatori e non solo. Non solo l’attrazione è fatale verso gli uomini di potere anche tra colleghi può scoccare la freccia di Cupido creando quel particolare territorio dove si consuma una relazione clandestina. L’amore in ufficio è tradimento consumato come un sorso di caffè.  È un modo per riempire il tempo dedicato al lavoro in maniera gradevole. Un amore consumato come un lapis che ha un epilogo tipico delle cartelline archiviate nel pc di cui dopo poco ne dimentichiamo il contenuto. Si prende. Ci si gioca. Si consuma e, poi, termina come qualsiasi cosa senza significato. Cosa fa nascere l’amore in ufficio? Negli ambienti di lavoro tanto da consumarlo nella più completa clandestinità? Mai renderlo ufficiale pena il crollo della stabilità familiare su cui poggia il proprio quotidiano. La maggior parte della vita delle persone è giocata all’interno di uffici, di spazi lavorativi, di luoghi dove passano 8/9 ore continuative. Ci sono i colleghi, le colleghe con cui condividere le pause. I caffè. I discorsi, cui confidare le preoccupazioni e non solo. In questi momenti può prendere vita l’amore in ufficio e non solo, l’amore nei luoghi di lavoro perfetti spazi per far nascere un flirt coinvolgente. Fuga? Rilassamento? Voglia di evadere? Bisogno di aggrapparsi a qualcosa o qualcuno? Rottura della quotidianità? Bisogno di esserci nello spazio dell’altro? Senza togliere nulla al piacere di amoreggiare, in ufficio questo s’arricchisce di molte variabili rendendo le giornate lavorative più fluide. Meno pesanti. Si crea il paradosso di non vedere l’ora di rinchiudersi nel proprio ufficio per trovare quel clima di spensieratezza provocato dalla frenesia dell’innamoramento. Se a questo si unisce la voglia di fare carriera è facile far ricadere lo sguardo sul capo. Due moine. Un sorriso languido. Un respiro che lascia ipotizzare altro. Voilà il gioco è fatto. Catturato nella tela. Sex appeal alle stelle. Corteggiamento servito su un piatto d’argento. Cedere alla tentazione dell’illecito è un gioco da ragazzi. Quando la relazione è clandestina, non contempla coinvolgimenti sentimentali. È solo un momento di svago. Un momento di leggerezza che non lascia strascichi. L’ufficio si presenta come una grande risorsa di reperibilità umana. L’interesse nasce in sordina. La seduzione inizia a tramare la sua tela. Il ti prendo, ti lascio, ora sì, domani no, vediamo, sono io a decidere, arricchisce la tentazione. Amori, questi, che nascono e muoiono in brevissimo tempo a meno che …. L’occhio e l’interesse non si fermi sull’uomo maturo, dall’aspetto accattivante, con il fascino del bel seduttivo. Il capello lungo un po’ brizzolato. La macchina versione “superlativa”. Abbigliamento impeccabile. Accessori glamour. Ville sparse nei posti più chic del momento. Il fascino dell’uomo ricco. Vincente. Libero. Assolutamente senza figli che possono occupare buona parte del suo tempo tanto più se il tipo è separato. Oggi, le giovani e anche le meno giovani, sono attratte dal capo che ha centrato la sua vita sulla carriera, saltando di avventura in avventura, fino a quando giunto a un’età matura, ha ancora tanta voglia di divertirsi senza fermarsi. Credono di poterlo catturare con la fresca età di un corpo sinuoso e giovanissimo. Non fanno i conti con altre caratteristiche che contraddistinguono questo genere di uomini. Regola essenziale: “mai farsi catturare da una donna!”. L’uomo di successo rappresenta nell’immaginario delle giovani donne il soddisfacimento di bisogni. Benessere. Possibilità di avere tutto a portata di uno schiocco di dita. Non si tiene conto di variabili che possono giocare un peso importante. Lui è il Sé Ideale. Nutre tutte le aspettative esteriori. Nulla e nessuno potrà demolire questo ideale.  Sono amori, o meglio infatuazioni a senso unico, dove il principe azzurro non ricambia affatto o al contrario se ricambia è solo per passare qualche serata leggera all’insegna del divertimento. Tipico di queste giovani è proiettare sull’altro una gamma di aspettative. Una mole enorme di bisogni insoddisfatti. Diverse parti di sé. Il risultato è quello di caricare sull’altro compiti che non gli competono e che non è in grado di assolvere, oltre a caratteristiche che non gli appartengono. È attualizzato un copione di fallimento emotivo che va a riconfermare decisioni prese nel periodo infantile. Sono relazioni fugaci. Iniziano spesso con un colpo di fulmine. Vissute perché prive di un reale interesse dall’altra parte. Ci si avvicina all’uomo di successo per colmare parti di sé vivendo di luce riflessa. Una modalità vampiresca. La donna vive il suo successo nel momento in cui ha il potere di avere per sé l’uomo di successo. Non c’è amore verso di lui. L’amore è esclusivamente giocato verso sé stesse e il nutrimento delle proprie parti insoddisfatte. Riuscire a conquistarlo significa essere la prescelta? Assolutamente no! Meglio credere il contrario così il gioco si fa più illusorio. Una parte di responsabilità è da attribuire anche all’altro soggetto che, contribuisce scegliendo partner che ben s’adattano a un ego spesso narcisistico. Cercano ragazze passive, che non costituiscano un intralcio alla manifestazione del proprio Io smisurato; oppure a donne affascinanti e vincenti che confermano ancora una volta che lui può avere il meglio perché “è il meglio”. Cosa si può fare? La consapevolezza di sé e delle proprie risorse è parte essenziale. Quindi: &#8211; Investire su se stesse. È importante stare bene con se stesse. Avere autostima. Cercare una relazione gratificante che non abbia le caratteristiche dettate da copioni ripetitivi perché andrebbe a rafforzare la svalutazione di sé. Aggrapparsi a una relazione insoddisfacente non porta da nessuna parte se non alla perdita totale della propria identità di persona. &#8211; No all’impulsività. Questi amori nascono da un colpo di fulmine. Bisogna mantenere la lucidità di guardare all’insieme e non solo al momento poiché potrebbe essere davvero distruttivo per la persona. &#8211; Rivedi le tue scelte. L’amore ha caratteristiche più profonde. Ha algoritmi particolari e suggestivi. Non bisogna mai perdersi ma essere consapevoli di ciò che desideriamo per la nostra vita. Ricordarsi sempre che l’amore è un’emozione pura, un progetto di vita che necessariamente va</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/amori-tra-colleghi-clandestini-ufficiali-negati-etc/">Amori tra colleghi (clandestini, ufficiali, negati etc.)</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La segretaria innamorata del capo è vecchia quanto il mondo. Un cliché intramontabile che ha attratto l’immaginario di letterati, poeti, registi, sceneggiatori e non solo. Non solo l’attrazione è fatale verso gli uomini di potere anche tra colleghi può scoccare la freccia di Cupido creando quel particolare territorio dove si consuma una relazione clandestina.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’amore in ufficio è tradimento consumato come un sorso di caffè.  È un modo per riempire il tempo dedicato al lavoro in maniera gradevole.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4260" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1.jpg 1080w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-300x300.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-100x100.jpg 100w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-770x770.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-500x500.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-293x293.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-390x390.jpg 390w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-585x585.jpg 585w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/love5-1-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Un amore consumato come un lapis che ha un epilogo tipico delle cartelline archiviate nel pc di cui dopo poco ne dimentichiamo il contenuto. Si prende. Ci si gioca. Si consuma e, poi, termina come qualsiasi cosa senza significato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cosa fa nascere l’amore in ufficio? Negli ambienti di lavoro tanto da consumarlo nella più completa clandestinità?</p>
<p style="font-weight: 400;">Mai renderlo ufficiale pena il crollo della stabilità familiare su cui poggia il proprio quotidiano.</p>
<p style="font-weight: 400;">La maggior parte della vita delle persone è giocata all’interno di uffici, di spazi lavorativi, di luoghi dove passano 8/9 ore continuative.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci sono i colleghi, le colleghe con cui condividere le pause. I caffè. I discorsi, cui confidare le preoccupazioni e non solo. In questi momenti può prendere vita l’amore in ufficio e non solo, l’amore nei luoghi di lavoro perfetti spazi per far nascere un flirt coinvolgente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fuga? Rilassamento? Voglia di evadere? Bisogno di aggrapparsi a qualcosa o qualcuno? Rottura della quotidianità? Bisogno di esserci nello spazio dell’altro?</p>
<p style="font-weight: 400;">Senza togliere nulla al piacere di amoreggiare, in ufficio questo s’arricchisce di molte variabili rendendo le giornate lavorative più fluide. Meno pesanti. Si crea il paradosso di non vedere l’ora di rinchiudersi nel proprio ufficio per trovare quel clima di spensieratezza provocato dalla frenesia dell’innamoramento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se a questo si unisce la voglia di fare carriera è facile far ricadere lo sguardo sul capo. Due moine. Un sorriso languido. Un respiro che lascia ipotizzare altro. Voilà il gioco è fatto. Catturato nella tela.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sex appeal alle stelle. Corteggiamento servito su un piatto d’argento. Cedere alla tentazione dell’illecito è un gioco da ragazzi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quando la relazione è clandestina, non contempla coinvolgimenti sentimentali. È solo un momento di svago. Un momento di leggerezza che non lascia strascichi. L’ufficio si presenta come una grande risorsa di reperibilità umana.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’interesse nasce in sordina. La seduzione inizia a tramare la sua tela. Il ti prendo, ti lascio, ora sì, domani no, vediamo, sono io a decidere, arricchisce la tentazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Amori, questi, che nascono e muoiono in brevissimo tempo a meno che ….</p>
<p style="font-weight: 400;">L’occhio e l’interesse non si fermi sull’uomo maturo, dall’aspetto accattivante, con il fascino del bel seduttivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il capello lungo un po’ brizzolato. La macchina versione “<em>superlativa</em>”. Abbigliamento impeccabile. Accessori glamour. Ville sparse nei posti più chic del momento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino dell’uomo ricco. Vincente. Libero. Assolutamente senza figli che possono occupare buona parte del suo tempo tanto più se il tipo è separato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi, le giovani e anche le meno giovani, sono attratte dal capo che ha centrato la sua vita sulla carriera, saltando di avventura in avventura, fino a quando giunto a un’età matura, ha ancora tanta voglia di divertirsi senza fermarsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Credono di poterlo catturare con la fresca età di un corpo sinuoso e giovanissimo. Non fanno i conti con altre caratteristiche che contraddistinguono questo genere di uomini.</p>
<p style="font-weight: 400;">Regola essenziale: “<em>mai farsi catturare da una donna!</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’uomo di successo rappresenta nell’immaginario delle giovani donne il soddisfacimento di bisogni. Benessere. Possibilità di avere tutto a portata di uno schiocco di dita. Non si tiene conto di variabili che possono giocare un peso importante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lui è il Sé Ideale. Nutre tutte le aspettative esteriori. Nulla e nessuno potrà demolire questo ideale.  Sono amori, o meglio infatuazioni a senso unico, dove il principe azzurro non ricambia affatto o al contrario se ricambia è solo per passare qualche serata leggera all’insegna del divertimento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tipico di queste giovani è proiettare sull’altro una gamma di aspettative. Una mole enorme di bisogni insoddisfatti. Diverse parti di sé. Il risultato è quello di caricare sull’altro compiti che non gli competono e che non è in grado di assolvere, oltre a caratteristiche che non gli appartengono.</p>
<p style="font-weight: 400;">È attualizzato un copione di fallimento emotivo che va a riconfermare decisioni prese nel periodo infantile. Sono relazioni fugaci. Iniziano spesso con un colpo di fulmine. Vissute perché prive di un reale interesse dall’altra parte.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci si avvicina all’uomo di successo per colmare parti di sé vivendo di luce riflessa. Una modalità vampiresca. La donna vive il suo successo nel momento in cui ha il potere di avere per sé l’uomo di successo. Non c’è amore verso di lui.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’amore è esclusivamente giocato verso sé stesse e il nutrimento delle proprie parti insoddisfatte.</p>
<p style="font-weight: 400;">Riuscire a conquistarlo significa essere la prescelta?</p>
<p style="font-weight: 400;">Assolutamente no! Meglio credere il contrario così il gioco si fa più illusorio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una parte di responsabilità è da attribuire anche all’altro soggetto che, contribuisce scegliendo partner che ben s’adattano a un ego spesso narcisistico. Cercano ragazze passive, che non costituiscano un intralcio alla manifestazione del proprio Io smisurato; oppure a donne affascinanti e vincenti che confermano ancora una volta che lui può avere il meglio perché “<em>è il meglio</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cosa si può fare?</p>
<p style="font-weight: 400;">La consapevolezza di sé e delle proprie risorse è parte essenziale. Quindi:</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; <strong>Investire su se stesse</strong>. È importante stare bene con se stesse. Avere autostima. Cercare una relazione gratificante che non abbia le caratteristiche dettate da copioni ripetitivi perché andrebbe a rafforzare la svalutazione di sé.</p>
<p style="font-weight: 400;">Aggrapparsi a una relazione insoddisfacente non porta da nessuna parte se non alla perdita totale della propria identità di persona.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; <strong>No all’impulsività</strong>. Questi amori nascono da un colpo di fulmine. Bisogna mantenere la lucidità di guardare all’insieme e non solo al momento poiché potrebbe essere davvero distruttivo per la persona.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; <strong>Rivedi le tue scelte</strong>. L’amore ha caratteristiche più profonde. Ha algoritmi particolari e suggestivi. Non bisogna mai perdersi ma essere consapevoli di ciò che desideriamo per la nostra vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ricordarsi sempre che l’amore è un’emozione pura, un progetto di vita che necessariamente va fatto in due. L’amore chiama l’amore laddove non è così è puro consumismo di pulsioni istintuali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un gioco che serve per rompere la routine per coloro che non sono in grado di confrontarsi con il proprio partner comprendendo il momento che stanno attraversando.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Motto: </strong><em>Elimina la parola “mai” dal tuo vocabolario.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/amori-tra-colleghi-clandestini-ufficiali-negati-etc/">Amori tra colleghi (clandestini, ufficiali, negati etc.)</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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		<title>Fuga dall’altare. Manuale per uscirne con stile e dignità</title>
		<link>https://www.barbarafabbroni.it/fuga-dallaltare-manuale-per-uscirne-con-stile-e-dignita/</link>
					<comments>https://www.barbarafabbroni.it/fuga-dallaltare-manuale-per-uscirne-con-stile-e-dignita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 08:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Se è capitato a una come Carrie …» &#8211; conclude Paola dopo avermi raccontato la sua esperienza di futura sposa mollata sull’altare il giorno stesso delle nozze. Già! Il suo amato Stefano nel momento in cui avrebbe dovuto pronunciare un semplice «Si, lo voglio …», la guarda e con aria serafica le dice: «Non ti amo e non ti sposo! …». Un incubo improvviso come un fulmine nel cielo estivo. Gli invitati increduli con lo sguardo perso alla ricerca di un perché mentre Stefano, disinvolto, va verso l’uscita della chiesa. Il silenzio è l’unica armonia che avvolge questo momento. Una realtà atroce racchiusa in un istante che si affaccia su un domani buio e triste aggrovigliato in ricordi che non hanno più alcun senso e significato. Un’esperienza difficile da cancellare. Essere mollata dal futuro sposo all’altare il giorno stesso del matrimonio, pochi secondi prima del «Si, lo voglio …». Paola, un po’ come Carrie, è in lacrime consolata dai suoi cari. Si toglie con rabbia il velo. Getta il bouquet dietro a Stefano. Lui se ne va senza dare molte spiegazioni. Fuori dalla chiesa un amico lo aspettava con l’auto accesa. Si dileguano come due fuggitivi. Il parroco resta attonito con il libro del matrimonio aperto. I nomi dei futuri sposi restano impressi nella pergamena senza nessun altro segno che indichi il vincolo matrimoniale. Tutto lentamente si sbiadisce. I colori acquistano la sfumatura del grigio. Il solo che poco prima risplendeva viene coperto da un sipario di nuvole. I petali di rose nel sagrato della chiesa sembrano lacrime di sangue e dolore. La parola fine viene scritta prima di qualsiasi inizio. La rappresentazione si chiude nel peggiore dei modi. Non solo nei film accadono situazioni come questa. Non solo alle persone dello spettacolo e alle star si presentano momenti così intensi. Il quotidiano è fatto anche di queste incredibili eventi. Perché Stefano abbandona Paola il giorno stesso del matrimonio? Perché non le risparmia questo colpo di scena confessandole la verità prima di giungere al lieto evento? È davvero una scelta dettata solo dalla mancanza d’amore? Oppure è solo un alibi che nasconde qualcosa di più ampio? Potremmo definirla semplicemente con fuga dall’amore? Oppure fuga per l’amore? Una fuga promossa dall’ansia, dalla paura di prendersi delle responsabilità, dall’insicurezza sul domani, dall’incertezza del per sempre, dal non amare abbastanza l’altro/a. In un solo attimo si concentrano un groviglio di emozioni, pensieri, sensazioni che innescano una reazione istintuale non mediata dalla consapevolezza. La razionalità che fino a quel momento ha avuto la meglio lascia il posto all’istinto più antico. Il matrimonio viene vissuto con un attacco alla propria vita così l’unica risposta possibile è la fuga. Il matrimonio per molti rappresenta una sorta di gabbia che delimita un cammino preciso e ostico. Un viatico dai confini ben delineati. Alla fuga possiamo legare anche un atteggiamento immaturo dell’individuo nell’affrontare le decisioni, nell’esprimere il proprio sentire così da farsi trasportare per paura del confronto fino all’altare per poi, preso dal panico, fuggire a gambe levate. Generalmente chi fugge si maschera dietro a menzogne, a falsità, crea una realtà che non c’è tanto da restandoci intrappolato. «Stefano» &#8211; racconta Paola &#8211; «non ha mai dato segni di sofferenza, anzi tutto era normale, fin troppo normale! È stato lui a chiedermi di sposarlo. Lui ha comprato casa. L’abbiamo arredata insieme. Abbiamo acceso un conto in banca con i nostri nomi». Con l’aiuto di un amico, Paola scopre che Stefano ha una relazione da più di un anno con una collega. All’inizio non ci crede. «Lui è sempre stato lo Stefano premuroso e attento di sempre» &#8211; mi dice. Eppure Stefano da più di un anno è riuscito a mantenere in piedi una vita parallela che con il matrimonio è giunta a un bivio. Difronte al prete lui sceglie. Sceglie di mollare per sempre Paola. «Qualche ora prima del matrimonio mi chiama dicendomi che è emozionato e mi ama» &#8211; racconta Paola. Come uscire da questa situazione con eleganza senza farsi travolgere dal pettegolezzo più spicciolo? Si dice che persino la Casa Reale inglese per il matrimonio di Kate era pronta a tutto, anche a un possibile “no” della sposa. Per fronteggiare questa evenienza i servizi segreti britannici misero a punto un piano denominato “Operazione Zucca”. Decine di uomini nascosti tra la folla davanti a Westminster erano pronti a formare un cordone di sicurezza intorno alla sposa se mai avesse pensato di mettersi in fuga. Quali regole seguire nel caso uno dei due scappa dall’altare? Comunicare immediatamente agli invitati la rottura del fidanzamento, tanto più se la fuga avviene davanti all’altare. Restituire tutti i regali ricevuti. Le spese sostenute vanno risarcite da chi fugge a chi ne è vittima. Non cercate le colpe, il tempo è saggio vi farà comprendere cosa è accaduto. Non perdetevi nei giudizi. Non servono. Ripartire da sé nonostante il momento difficile. Ricordarsi che nel mondo ci sono molte persone e che può esserci l’anima gemella. Mai arrendersi facendosi travolgere dal “povero/a me”! Non dimentichiamoci mai che le persone si amano per quello che sono, e che non troveremo mai nessuno uguale a noi stessi. Noi siamo ciò che siamo e noi siamo nel giusto come lo era l’altro. Le storie finiscono, semplicemente perché l’amore finisce, non è eterno. Mai idealizzare l’altro. Le persone sono piene di limiti. Se prendono la decisione di abbandonarci, non dobbiamo continuare a idealizzare un sentimento unilaterale. Motto: I momenti difficili servono a insegnarci qualcosa, nulla è mai perso c’è sempre un nuovo orizzonte dove volgere lo sguardo. Film: Prima o poi mi sposo Lettura: Come sopravvivere al matrimonio  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/fuga-dallaltare-manuale-per-uscirne-con-stile-e-dignita/">Fuga dall’altare. Manuale per uscirne con stile e dignità</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">«<em>Se è capitato a una come Carrie …</em>» &#8211; conclude Paola dopo avermi raccontato la sua esperienza di futura sposa mollata sull’altare il giorno stesso delle nozze.</p>
<p style="font-weight: 400;">Già! Il suo amato Stefano nel momento in cui avrebbe dovuto pronunciare un semplice «<em>Si, lo voglio …</em>», la guarda e con aria serafica le dice: «<em>Non ti amo e non ti sposo! …</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3930" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli.jpg 1080w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-300x300.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-1024x1024.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-100x100.jpg 100w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-770x770.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-500x500.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-293x293.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-390x390.jpg 390w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-585x585.jpg 585w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/anelli-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Un incubo improvviso come un fulmine nel cielo estivo. Gli invitati increduli con lo sguardo perso alla ricerca di un perché mentre Stefano, disinvolto, va verso l’uscita della chiesa. Il silenzio è l’unica armonia che avvolge questo momento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una realtà atroce racchiusa in un istante che si affaccia su un domani buio e triste aggrovigliato in ricordi che non hanno più alcun senso e significato. Un’esperienza difficile da cancellare. Essere mollata dal futuro sposo all’altare il giorno stesso del matrimonio, pochi secondi prima del «<em>Si, lo voglio …</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Paola, un po’ come Carrie, è in lacrime consolata dai suoi cari.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si toglie con rabbia il velo. Getta il bouquet dietro a Stefano. Lui se ne va senza dare molte spiegazioni. Fuori dalla chiesa un amico lo aspettava con l’auto accesa. Si dileguano come due fuggitivi. Il parroco resta attonito con il libro del matrimonio aperto. I nomi dei futuri sposi restano impressi nella pergamena senza nessun altro segno che indichi il vincolo matrimoniale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutto lentamente si sbiadisce. I colori acquistano la sfumatura del grigio. Il solo che poco prima risplendeva viene coperto da un sipario di nuvole. I petali di rose nel sagrato della chiesa sembrano lacrime di sangue e dolore.</p>
<p style="font-weight: 400;">La parola fine viene scritta prima di qualsiasi inizio. La rappresentazione si chiude nel peggiore dei modi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non solo nei film accadono situazioni come questa. Non solo alle persone dello spettacolo e alle star si presentano momenti così intensi. Il quotidiano è fatto anche di queste incredibili eventi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perché Stefano abbandona Paola il giorno stesso del matrimonio?</p>
<p style="font-weight: 400;">Perché non le risparmia questo colpo di scena confessandole la verità prima di giungere al lieto evento?</p>
<p style="font-weight: 400;">È davvero una scelta dettata solo dalla mancanza d’amore? Oppure è solo un alibi che nasconde qualcosa di più ampio?</p>
<p style="font-weight: 400;">Potremmo definirla semplicemente con fuga dall’amore? Oppure fuga per l’amore?</p>
<p style="font-weight: 400;">Una fuga promossa dall’ansia, dalla paura di prendersi delle responsabilità, dall’insicurezza sul domani, dall’incertezza del per sempre, dal non amare abbastanza l’altro/a. In un solo attimo si concentrano un groviglio di emozioni, pensieri, sensazioni che innescano una reazione istintuale non mediata dalla consapevolezza. La razionalità che fino a quel momento ha avuto la meglio lascia il posto all’istinto più antico. Il matrimonio viene vissuto con un attacco alla propria vita così l’unica risposta possibile è la fuga.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il matrimonio per molti rappresenta una sorta di gabbia che delimita un cammino preciso e ostico. Un viatico dai confini ben delineati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla fuga possiamo legare anche un atteggiamento immaturo dell’individuo nell’affrontare le decisioni, nell’esprimere il proprio sentire così da farsi trasportare per paura del confronto fino all’altare per poi, preso dal panico, fuggire a gambe levate.</p>
<p style="font-weight: 400;">Generalmente chi fugge si maschera dietro a menzogne, a falsità, crea una realtà che non c’è tanto da restandoci intrappolato.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Stefano» &#8211; racconta Paola &#8211; «non ha mai dato segni di sofferenza, anzi tutto era normale, fin troppo normale! È stato lui a chiedermi di sposarlo. Lui ha comprato casa. L’abbiamo arredata insieme. Abbiamo acceso un conto in banca con i nostri nomi».</p>
<p style="font-weight: 400;">Con l’aiuto di un amico, Paola scopre che Stefano ha una relazione da più di un anno con una collega. All’inizio non ci crede.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Lui è sempre stato lo Stefano premuroso e attento di sempre</em>» &#8211; mi dice.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eppure Stefano da più di un anno è riuscito a mantenere in piedi una vita parallela che con il matrimonio è giunta a un bivio. Difronte al prete lui sceglie. Sceglie di mollare per sempre Paola.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Qualche ora prima del matrimonio mi chiama dicendomi che è emozionato e mi ama</em>» &#8211; racconta Paola.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come uscire da questa situazione con eleganza senza farsi travolgere dal pettegolezzo più spicciolo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Si dice che persino la Casa Reale inglese per il matrimonio di Kate era pronta a tutto, anche a un possibile “no” della sposa. Per fronteggiare questa evenienza i servizi segreti britannici misero a punto un piano denominato “Operazione Zucca”. Decine di uomini nascosti tra la folla davanti a Westminster erano pronti a formare un cordone di sicurezza intorno alla sposa se mai avesse pensato di mettersi in fuga.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quali regole seguire nel caso uno dei due scappa dall’altare?</p>
<ul>
<li>Comunicare immediatamente agli invitati la rottura del fidanzamento, tanto più se la fuga avviene davanti all’altare.</li>
<li>Restituire tutti i regali ricevuti.</li>
<li>Le spese sostenute vanno risarcite da chi fugge a chi ne è vittima.</li>
<li>Non cercate le colpe, il tempo è saggio vi farà comprendere cosa è accaduto.</li>
<li>Non perdetevi nei giudizi. Non servono.</li>
<li>Ripartire da sé nonostante il momento difficile.</li>
<li>Ricordarsi che nel mondo ci sono molte persone e che può esserci l’anima gemella.</li>
<li>Mai arrendersi facendosi travolgere dal “povero/a me”!</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Non dimentichiamoci mai che</strong> le persone si amano per quello che sono, e che non troveremo mai nessuno uguale a noi stessi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Noi siamo ciò che siamo e noi siamo nel giusto come lo era l’altro. Le storie finiscono, semplicemente perché l’amore finisce, non è eterno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mai idealizzare l’altro. Le persone sono piene di limiti. Se prendono la decisione di abbandonarci, non dobbiamo continuare a idealizzare un sentimento unilaterale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Motto</strong>: I momenti difficili servono a insegnarci qualcosa, nulla è mai perso c’è sempre un nuovo orizzonte dove volgere lo sguardo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Film</strong>: Prima o poi mi sposo</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Lettura</strong>: Come sopravvivere al matrimonio</p>
<p style="font-weight: 400;">
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<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/fuga-dallaltare-manuale-per-uscirne-con-stile-e-dignita/">Fuga dall’altare. Manuale per uscirne con stile e dignità</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tipi a tavola: il comportamento a tavola rivela la personalità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 08:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo è un legame profondo con la vita e le sue infinite declinazioni. Non solo nutre e aiuta lo sviluppo e la sopravvivenza ma narra di emozioni che si annidano nell’anima di ciascuno di noi. Biologicamente siamo legati all’altro attraverso il nutrimento. L’embrione e il feto si sviluppano grazie al nutrimento del corpo della madre che accoglie nel suo grembo la nuova vita, poi, una volta giunta nel mondo è sempre lei che permette lo sviluppo e la soddisfazione dei bisogni primari. In psicologia la vecchia scuola parla di “seno buono” e “seno cattivo” proprio a indicare l’importanza di un nutrimento soddisfacente e adeguato per il bambino. La modalità di offrire quel cibo attraverso il seno materno getterà le basi della futura personalità dia quella creatura. Il legame tra cibo e persona altra da sé è fondamentale per la sopravvivenza. Il cibo abbraccia la cultura di un popolo, ne evidenzia la struttura sociale e la sua storia. È la narrazione di ciò che siamo, da dove veniamo e come ci comportiamo. Il cibo mostra evidente chi siamo, sia nel lato positivo sia negativo.  Il cibo lo includiamo all’interno di noi, lo trasformiamo in energia vitale e nutrimento per le nostre cellule, e per questo diventa espressione del nostro rapporto con il corpo, il mondo e soprattutto la nostra psiche. Così quando ci apprestiamo a consumare un pasto la modalità con cui ci poniamo verso il cibo narra chi siamo e come le nostre emozioni vivono in ciascuno di noi. Possiamo individuare soggetti che amano il salato o persone che non potrebbero fare a meno del dolce, soggetti che gustano il cibo mangiandolo con il giusto tempo gustando ogni boccone e altre persone che lo divorano senza assaporare nulla tanto da non ricordarsi neppure quello che hanno mangiato. Tutto questo evidenzia il carattere delle persone, la loro storia emotiva e psicologica. Possiamo pensare che il cibo e la modalità con cui ci nutriamo è come una fotografia istantanea sulla personalità. Coloro che amano di più i cibi dolci hanno un carattere disponibile e collaborativo. Esiste un “effetto bontà”, ovvero chi non rinuncia a un pezzetto di cioccolato è più disponibile rispetto a chi mangia un cibo salato. I soggetti “dolci” amano i pasticcini, le torte e i dessert, sono più emotivi e propensi ad avere cura degli altri, al contrario i soggetti “salati”, ghiotti di pasta, pizza e cracker, hanno un carattere estroverso e indipendente. Possiamo anche affermare che esiste una stretta correlazione tra la modalità di fare acquisti al supermercato e una determinata personalità, così come il modo in cui le persone mangiano (voracemente o meno) è un primo indizio di come fanno l&#8217;amore. Un’emozione che si evidenzia nella modalità di mangiare è l’aggressività che a tavola può essere espressa in varie modalità: rifiuto del cibo, abbuffate o digiuni come attacco verso i genitori. Ultimamente si è aperto un nuovo filone rispetto alle varie tendenze più o meno salutiste,  tant’è che vengono ritenuti “buoni” (vegetariani o ipocalorici) più morali, intelligenti e attraenti; chi, invece, sceglie alimenti “cattivi” (ad alto contenuto di grassi o insalubri) immorali, meno intelligenti e poco attraenti. Sembra aver fatto un passo indietro al tempo in cui Melanie Klein parlava del già citato “seno Buono, seno cattivo”! Quindi ricordatevi sempre che il cibo è vita, racconta la nostra storia, la nostra esperienza e il nostro vissuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/tipi-a-tavola-il-comportamento-a-tavola-rivela-la-personalita/">Tipi a tavola: il comportamento a tavola rivela la personalità?</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il cibo è un legame profondo con la vita e le sue infinite declinazioni. Non solo nutre e aiuta lo sviluppo e la sopravvivenza ma narra di emozioni che si annidano nell’anima di ciascuno di noi. Biologicamente siamo legati all’altro attraverso il nutrimento. L’embrione e il feto si sviluppano grazie al nutrimento del corpo della madre che accoglie nel suo grembo la nuova vita, poi, una volta giunta nel mondo è sempre lei che permette lo sviluppo e la soddisfazione dei bisogni primari. In psicologia la vecchia scuola parla di “<em>seno buono</em>” e “<em>seno cattivo</em>” proprio a indicare l’importanza di un nutrimento soddisfacente e adeguato per il bambino. La modalità di offrire quel cibo attraverso il seno materno getterà le basi della futura personalità dia quella creatura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3933" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino.jpg 1080w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-300x300.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-1024x1024.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-100x100.jpg 100w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-770x770.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-500x500.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-293x293.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-390x390.jpg 390w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-585x585.jpg 585w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/08/vino-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Il legame tra cibo e persona altra da sé è fondamentale per la sopravvivenza. Il cibo abbraccia la cultura di un popolo, ne evidenzia la struttura sociale e la sua storia.</p>
<p style="font-weight: 400;">È la narrazione di ciò che siamo, da dove veniamo e come ci comportiamo. Il cibo mostra evidente chi siamo, sia nel lato positivo sia negativo.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Il cibo lo includiamo all’interno di noi, lo trasformiamo in energia vitale e nutrimento per le nostre cellule, e per questo diventa espressione del nostro rapporto con il corpo, il mondo e soprattutto la nostra psiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così quando ci apprestiamo a consumare un pasto la modalità con cui ci poniamo verso il cibo narra chi siamo e come le nostre emozioni vivono in ciascuno di noi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Possiamo individuare soggetti che amano il salato o persone che non potrebbero fare a meno del dolce, soggetti che gustano il cibo mangiandolo con il giusto tempo gustando ogni boccone e altre persone che lo divorano senza assaporare nulla tanto da non ricordarsi neppure quello che hanno mangiato. Tutto questo evidenzia il carattere delle persone, la loro storia emotiva e psicologica. Possiamo pensare che il cibo e la modalità con cui ci nutriamo è come una fotografia istantanea sulla personalità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coloro che amano di più i cibi dolci hanno un carattere disponibile e collaborativo. Esiste un “<em>effetto bontà</em>”, ovvero chi non rinuncia a un pezzetto di cioccolato è più disponibile rispetto a chi mangia un cibo salato.</p>
<p style="font-weight: 400;">I soggetti “<em>dolci</em>” amano i pasticcini, le torte e i dessert, sono più emotivi e propensi ad avere cura degli altri, al contrario i soggetti “<em>salati</em>”, ghiotti di pasta, pizza e cracker, hanno un carattere estroverso e indipendente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Possiamo anche affermare che esiste una stretta correlazione tra la modalità di fare acquisti al supermercato e una determinata personalità, così come il modo in cui le persone mangiano (voracemente o meno) è un primo indizio di come fanno l&#8217;amore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’emozione che si evidenzia nella modalità di mangiare è l’aggressività che a tavola può essere espressa in varie modalità: rifiuto del cibo, abbuffate o digiuni come attacco verso i genitori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ultimamente si è aperto un nuovo filone rispetto alle varie tendenze più o meno salutiste,  tant’è che vengono ritenuti “<em>buoni</em>” (vegetariani o ipocalorici) più morali, intelligenti e attraenti; chi, invece, sceglie alimenti “<em>cattivi</em>” (ad alto contenuto di grassi o insalubri) immorali, meno intelligenti e poco attraenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sembra aver fatto un passo indietro al tempo in cui Melanie Klein parlava del già citato “seno Buono, seno cattivo”!</p>
<p style="font-weight: 400;">Quindi ricordatevi sempre che il cibo è vita, racconta la nostra storia, la nostra esperienza e il nostro vissuto.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/tipi-a-tavola-il-comportamento-a-tavola-rivela-la-personalita/">Tipi a tavola: il comportamento a tavola rivela la personalità?</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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		<title>La fame emotiva: cos&#8217;è e quando correre ai ripari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 08:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo è fonte di nutrimento e al tempo stesso può rappresentare un alimento compensatorio che seda lo stress e annebbia le delusioni. Infatti, non sempre si mangia per fame, molte volte accade che ci rifugiamo nel cibo alla ricerca di un nutrimento che non si trova nel quotidiano. Mangiare spinti dalla mente e non dallo stimolo dello stomaco può condurre alla costruzione di un circolo vizioso alimentato dal senso di colpa. Inoltre ci sono degli alimenti che creano una vera e propria dipendenza tanto da non poter resistere. La mente gioca un ruolo fondamentale poiché la fame della testa è difficile da contenere. Il gioco che ne emerge è un continuo tira e molla tra momenti di controllo e fasi, dove la persona si lascia andare alla trasgressione totale. La fame emotiva può essere attivata da: Stress ed emozioni spiacevoli Bisogno di consolazione Spinta incontrollabile a mangiare Bisogno di sentirsi appagati Senso di colpa Temporanea sensazione di benessere Vi è mai capitato di trovarvi a mangiare un dolce senza avere fame solo perché è stata una giornata difficile, siete soli in casa e il mondo sembra essersi messo contro di voi? Aprire la dispensa è stato un attimo abbinata alla voracità di divorare quella prelibatezza di cui resta vago anche il sapore. Questo atteggiamento porta il nome di: fame emotiva. Durante il corso della vita può accadere di vivere un momento dove si mangia di più oppure farsi un’abbuffata a una festa, questo tuttavia non deve essere una regola, poiché se diventa un comportamento acquisito e ripetitivo dietro si nascondono emozioni forti e dolorose che non sono espresse in altra maniera. Il cibo viene vissuto come la soluzione a portata di mano veloce, comoda, pratica.  Poi dopo il momento compulsivo arriva la colpa e il sentimento che emerge va a rafforzare i precedenti creando così uno zoccolo duro. La fame emotiva è potente, a volte viene scambiata come fame reale. Tuttavia alcune particolarità evidenziano le differenze. La fame emotiva è: &#8211; Improvvisa &#8211; Schiacciante &#8211; Urgente &#8211; Ha bisogno di cibi specifici come “cibi spazzatura” &#8211; Porta a mangiare in maniera insensata &#8211; La persona mangia quantità esagerate di cibo senza accorgersene &#8211; Una persona non è soddisfatta nemmeno se gli scoppia lo stomaco La fame fisica al contrario è: &#8211; Graduale &#8211; Non richiede un soddisfacimento immediato &#8211; Si è soddisfatti una volta che lo stomaco è pieno fondamenta così che sradicarlo diventa difficilissimo. Che cosa promuove e stimola la fame emotiva? Stress Le emozioni forti e ingestibili La noia e il sentimento di vuoto Abitudini infantili Influenze sociali Come fare per uscire dalla gabbia della fame emotiva? Non rifugiatevi nelle diete, spesso falliscono e creano un circolo vizioso ancora più rigido. Se sei giù e solo, chiama qualcuno che ti possa fare sentire meglio Prenditi un cane che possa farti compagnia Se sei ansioso, balla, canta la tua canzone preferita, fai una passeggiata, non chiuderti in casa è deleterio Se sei stanco o esausto, concediti una tazza di tè caldo, un bagno rilassante creando un’atmosfera calda e accogliente, ascolta buona musica, guarda un film che adori, leggi un libro che stimoli la tua capacità creativa e sia da stimolo positivo. La cosa più importante però è di concedersi un momento di pausa solo per se stessi cercando di comprendere cosa sta accadendo senza rifugiarsi nel cibo. Alla luce di questo è importante iniziare a mangiare in maniera consapevole. Ovvero: Fai una lista della spesa sana e nutriente Siediti a tavola con appetito ma non affamati. Inizia con una piccola porzione. Apprezza il cibo, usa tutti i sensi, piccoli morsi e mastica lentamente Mastica bene e lentamente. Il buon cibo è come un buon calice di vino, gustalo, apprezzalo, non fare che diventi qualcosa di indefinito.        </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/la-fame-emotiva-cose-e-quando-correre-ai-ripari/">La fame emotiva: cos&#8217;è e quando correre ai ripari</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il cibo è fonte di nutrimento e al tempo stesso può rappresentare un alimento compensatorio che seda lo stress e annebbia le delusioni. Infatti, non sempre si mangia per fame, molte volte accade che ci rifugiamo nel cibo alla ricerca di un nutrimento che non si trova nel quotidiano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3633" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4.jpg 960w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-300x200.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-770x513.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-360x240.jpg 360w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-500x333.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-370x247.jpg 370w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-293x195.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-120x80.jpg 120w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-240x160.jpg 240w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/05/PHOTO-2023-05-29-15-21-36-4-390x260.jpg 390w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Mangiare spinti dalla mente e non dallo stimolo dello stomaco può condurre alla costruzione di un circolo vizioso alimentato dal senso di colpa. Inoltre ci sono degli alimenti che creano una vera e propria dipendenza tanto da non poter resistere. La mente gioca un ruolo fondamentale poiché la fame della testa è difficile da contenere. Il gioco che ne emerge è un continuo tira e molla tra momenti di controllo e fasi, dove la persona si lascia andare alla trasgressione totale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fame emotiva può essere attivata da:</p>
<ul>
<li>Stress ed emozioni spiacevoli</li>
<li>Bisogno di consolazione</li>
<li>Spinta incontrollabile a mangiare</li>
<li>Bisogno di sentirsi appagati</li>
<li>Senso di colpa</li>
<li>Temporanea sensazione di benessere</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Vi è mai capitato di trovarvi a mangiare un dolce senza avere fame solo perché è stata una giornata difficile, siete soli in casa e il mondo sembra essersi messo contro di voi?</p>
<p style="font-weight: 400;">Aprire la dispensa è stato un attimo abbinata alla voracità di divorare quella prelibatezza di cui resta vago anche il sapore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questo atteggiamento porta il nome di: fame emotiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante il corso della vita può accadere di vivere un momento dove si mangia di più oppure farsi un’abbuffata a una festa, questo tuttavia non deve essere una regola, poiché se diventa un comportamento acquisito e ripetitivo dietro si nascondono emozioni forti e dolorose che non sono espresse in altra maniera.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il cibo viene vissuto come la soluzione a portata di mano veloce, comoda, pratica.  Poi dopo il momento compulsivo arriva la colpa e il sentimento che emerge va a rafforzare i precedenti creando così uno zoccolo duro.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fame emotiva è potente, a volte viene scambiata come fame reale. Tuttavia alcune particolarità evidenziano le differenze.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fame emotiva è:</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Improvvisa</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Schiacciante</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Urgente</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Ha bisogno di cibi specifici come “cibi spazzatura”</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Porta a mangiare in maniera insensata</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; La persona mangia quantità esagerate di cibo senza accorgersene</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Una persona non è soddisfatta nemmeno se gli scoppia lo stomaco</p>
<p style="font-weight: 400;">La fame fisica al contrario è:</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Graduale</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Non richiede un soddisfacimento immediato</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Si è soddisfatti una volta che lo stomaco è pieno</p>
<p style="font-weight: 400;">fondamenta così che sradicarlo diventa difficilissimo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Che cosa promuove e stimola la fame emotiva?</p>
<ul>
<li>Stress</li>
<li>Le emozioni forti e ingestibili</li>
<li>La noia e il sentimento di vuoto</li>
<li>Abitudini infantili</li>
<li>Influenze sociali</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Come fare per uscire dalla gabbia della fame emotiva?</p>
<p style="font-weight: 400;">Non rifugiatevi nelle diete, spesso falliscono e creano un circolo vizioso ancora più rigido.</p>
<ul>
<li>Se sei giù e solo, chiama qualcuno che ti possa fare sentire meglio</li>
<li>Prenditi un cane che possa farti compagnia</li>
<li>Se sei ansioso, balla, canta la tua canzone preferita, fai una passeggiata, non chiuderti in casa è deleterio</li>
<li>Se sei stanco o esausto, concediti una tazza di tè caldo, un bagno rilassante creando un’atmosfera calda e accogliente, ascolta buona musica, guarda un film che adori, leggi un libro che stimoli la tua capacità creativa e sia da stimolo positivo.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">La cosa più importante però è di concedersi un momento di pausa solo per se stessi cercando di comprendere cosa sta accadendo senza rifugiarsi nel cibo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla luce di questo è importante iniziare a mangiare in maniera consapevole. Ovvero:</p>
<ul>
<li>Fai una lista della spesa sana e nutriente</li>
<li>Siediti a tavola con appetito ma non affamati.</li>
<li>Inizia con una piccola porzione.</li>
<li>Apprezza il cibo, usa tutti i sensi, piccoli morsi e mastica lentamente</li>
<li>Mastica bene e lentamente.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Il buon cibo è come un buon calice di vino, gustalo, apprezzalo, non fare che diventi qualcosa di indefinito.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/la-fame-emotiva-cose-e-quando-correre-ai-ripari/">La fame emotiva: cos&#8217;è e quando correre ai ripari</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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		<title>La narrazione come cura di sè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 08:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere Psico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella narrazione, i processi interiori vengono esteriorizzati e divengono comprensibili, così come sono rappresentati dai personaggi e dagli eventi della storia. La narrazione è terapeutica perché il bambino trova le proprie soluzioni, meditando su quanto la storia che emerge dalla sua fantasia sembra implicare nei suoi riguardi e circa i suoi conflitti interiori in quel momento della sua vita. Il fine della narrazione, quindi, non è quello di dare utili informazioni circa il mondo esterno, ma di chiarire i processi interiori che hanno luogo nell’individuo. Il calare le proprie esperienze personali in una narrazione permette di dare un particolare significato a esse, poiché ogni creatura umana costruisce gli eventi passati e le sue azioni in narrative personali, con le quali definisce la sua identità e costruisce la sua vita. Le storie sono contenitori per portare significato ed esse compongono il mondo reale: senza non possiamo elaborare un quadro delle nostre esperienze, così i personaggi delle favole non sono altro che la rete che (l’uomo) getta al mondo per catturare verità altrimenti sfuggenti e trovare risposte sicure alle sue eterne domande. Allora è possibile ritenere che la vita di ogni piccola persona può essere vista come una storia narrativa, una fiaba: la scoperta di tale analogia sarebbe di per sé terapeutica. È importante utilizzare gli stessi criteri selettivi e costruttivi che usa uno scrittore nel produrre una storia, allo scopo di aiutare la piccola-persona a riscrivere la sua storia in forma narrativa o fiabesca. È in questo modo che all’interno dell’aver cura e del prendersi cura si produce una storia in cui i due della relazione costituiscono i conarratori. Attraverso il narrarsi e il narrare all’Altro, il bambino costruisce e ricostruisce i propri mondi raccontandoli. Il narrare riveste un aspetto importante nella continua ridefinizione dell’identità. L’aver curae il prendersi cura della piccola persona sofferente diviene un racconto, un romanzo, una fiaba, un’opera d’arte, cocostruita in quella danza melodiosa e curante dell’etrê&#8211;à-deux. Il Sé è un testo che mette in relazione la costruzione di storie e, quindi, il narrare, con lo sviluppo della personalità. La narrazione può costituire un veicolo di cambiamento. Le storie accompagnano le vite di ogni essere umano e certe volte si ha la sensazione che le storie di alcuni individui siano più reali della vita reale. Le storie sono un balsamo, hanno un tale potere: non ci chiedono di fare, essere, agire, basta ascoltarle. I rimedi per reintegrare o reclamare una pulsione psichica perduta si trovano nelle storie, le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita. i piccoli pazienti grazie alle storie riescono a comprendere ciò che sta a loro accadendo tanto da far contatto con la loro inquietudine attualizzando l’avvio del processo percorso di trasformazione. Attraverso l’identificazione con gli eroi che emergono dal discorso narrativo che si tesse nel cortile della cura, si può trasmettere la speranza che i problemi possano essere risolti, che sia comunque possibile un cambiamento. La narrazione infonde quel coraggio necessario per non rimanere ancorati al passato e andare fiduciosi, incontro al futuro. Ogni storia ha un significato. Per quanto la vita non segua il copione esistenziale della narrazione fantastica, è possibile trovare un’affinità con la maggior parte di esse: piombiamo in un sonno profondo; subiamo un incantesimo ad opera di un mago; siamo feriti dalla matrigna; siamo divorati dal lupo. Tutte le storie ci appartengono, anche se qualcuna ci appartiene più di altre. E se una storia può sembrare permanentemente affine a quella della nostra vita, altre possono avere un maggiore significato in un momento anziché in un altro. Ogni storia reale è parte della costruzione di sé, e ogni storia aggiunge la sua dimensione ed il suo sapere al collettivo. In definitiva, noi siamo la somma delle storie che abbiamo vissuto e delle storie che abbiamo udito.      </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.barbarafabbroni.it/la-narrazione-come-cura-di-se/">La narrazione come cura di sè</a> proviene da <a href="https://www.barbarafabbroni.it">Barbara Fabbroni - Official Website</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Nella narrazione, i processi interiori vengono esteriorizzati e divengono comprensibili, così come sono rappresentati dai personaggi e dagli eventi della storia. La narrazione è terapeutica perché il bambino trova le proprie soluzioni, meditando su quanto la storia che emerge dalla sua fantasia sembra implicare nei suoi riguardi e circa i suoi conflitti interiori in quel momento della sua vita. Il fine della narrazione, quindi, non è quello di dare utili informazioni circa il mondo esterno, ma di chiarire i processi interiori che hanno luogo nell’individuo. Il calare le proprie esperienze personali in una narrazione permette di dare un particolare significato a esse, poiché ogni creatura umana costruisce gli eventi passati e le sue azioni in narrative personali, con le quali definisce la sua identità e costruisce la sua vita.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4282" src="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111.jpg 1080w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-300x300.jpg 300w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-1024x1024.jpg 1024w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-100x100.jpg 100w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-770x770.jpg 770w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-500x500.jpg 500w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-293x293.jpg 293w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-390x390.jpg 390w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-585x585.jpg 585w, https://www.barbarafabbroni.it/wp-content/uploads/2023/09/1111-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Le storie sono contenitori per portare significato ed esse compongono il mondo reale: senza non possiamo elaborare un quadro delle nostre esperienze, così i personaggi delle favole non sono altro che la rete che (l’uomo) getta al mondo per catturare verità altrimenti sfuggenti e trovare risposte sicure alle sue eterne domande.</p>
<p style="font-weight: 400;">Allora è possibile ritenere che la vita di ogni <em>piccola persona</em> può essere vista come una storia narrativa, una fiaba: la scoperta di tale analogia sarebbe di per sé terapeutica. È importante utilizzare gli stessi criteri selettivi e costruttivi che usa uno scrittore nel produrre una storia, allo scopo di aiutare la <em>piccola-persona</em> a riscrivere la sua storia in forma narrativa o fiabesca. È in questo modo che all’interno dell’<em>aver cura</em> e del <em>prendersi cura</em> si produce una storia in cui i due della relazione costituiscono i <em>conarratori</em>. Attraverso il narrarsi e il narrare all’Altro, il bambino costruisce e ricostruisce i propri mondi raccontandoli. Il narrare riveste un aspetto importante nella continua ridefinizione dell’identità. L’<em>aver</em> <em>cura</em>e il <em>prendersi cura</em> della <em>piccola persona</em> sofferente diviene un racconto, un romanzo, una fiaba, un’opera d’arte, <em>cocostruita</em> in quella danza melodiosa e curante dell’<em>etrê</em>&#8211;<em>à-deux</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Sé è un testo che mette in relazione la costruzione di storie e, quindi, il narrare, con lo sviluppo della personalità. La narrazione può costituire un veicolo di cambiamento. Le storie accompagnano le vite di ogni essere umano e certe volte si ha la sensazione che le storie di alcuni individui siano più reali della vita reale. Le storie sono un balsamo, hanno un tale potere: non ci chiedono di fare, essere, agire, basta ascoltarle. I rimedi per reintegrare o reclamare una pulsione psichica perduta si trovano nelle storie, le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita. i piccoli pazienti grazie alle storie riescono a comprendere ciò che sta a loro accadendo tanto da far <em>contatto</em> con la loro inquietudine attualizzando l’avvio del <em>processo percorso</em> di <em>trasformazione</em>. Attraverso l’identificazione con gli eroi che emergono dal discorso narrativo che si tesse nel cortile della cura, si può trasmettere la speranza che i problemi possano essere risolti, che sia comunque possibile un cambiamento. La narrazione infonde quel coraggio necessario per non rimanere ancorati al passato e andare fiduciosi, incontro al futuro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ogni storia ha un significato. Per quanto la vita non segua il <em>copione esistenziale</em> della narrazione fantastica, è possibile trovare un’affinità con la maggior parte di esse: piombiamo in un sonno profondo; subiamo un incantesimo ad opera di un mago; siamo feriti dalla matrigna; siamo divorati dal lupo. Tutte le storie ci appartengono, anche se qualcuna ci appartiene più di altre. E se una storia può sembrare permanentemente affine a quella della nostra vita, altre possono avere un maggiore significato in un momento anziché in un altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ogni storia reale è parte della costruzione di sé, e ogni storia aggiunge la sua dimensione ed il suo sapere al collettivo. In definitiva, noi siamo la somma delle storie che abbiamo vissuto e delle storie che abbiamo udito.</p>
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