Che cosa hanno in comune una corda che vibra, una nota musicale e una legge della fisica? Molto più di quanto immaginiamo. A mostrarcelo sarà Vincenzo Schettini con “La fisica della musica”, un incontro teatrale che unisce divulgazione scientifica, suono, emozioni e curiosità.
Il professore più energico del web arriverà sabato 14 novembre 2026 al Teatro Manzoni di Massarosa, in provincia di Lucca, con due appuntamenti: il primo alle ore 17, il secondo alle ore 21.15.
Non aspettatevi una lezione tradizionale, fatta soltanto di formule, definizioni e lavagne. Il format nasce per raccontare la scienza in maniera semplice, vivace e coinvolgente, trasformando il teatro in un grande laboratorio nel quale la musica diventa lo strumento per comprendere alcuni fenomeni fisici.

Docente, musicista e comunicatore scientifico, Schettini ha costruito un linguaggio riconoscibile, capace di avvicinare soprattutto le nuove generazioni a una materia spesso considerata difficile. Attraverso il suo progetto “La fisica che ci piace” ha portato sul web spiegazioni, esperimenti e contenuti legati alla vita quotidiana, mostrando come la fisica non viva soltanto nei libri scolastici, ma sia presente in ogni momento della nostra giornata.
Anche una canzone, infatti, può diventare una porta d’ingresso nella scienza. Dietro un suono ci sono vibrazioni, frequenze e onde; dietro un’armonia esistono relazioni che possono essere osservate e raccontate. La musica emoziona, mentre la fisica ci aiuta a capire come quell’emozione riesca ad arrivare fino a noi.
È proprio dall’incontro fra questi due mondi che prende forma lo spettacolo. Schettini accompagnerà il pubblico in un percorso tra suoni, armonie, leggi fisiche e piccoli misteri della realtà. Lo farà con il suo stile dinamico, alternando divulgazione, racconto e momenti musicali, secondo il programma annunciato dagli organizzatori.
“La fisica della musica” vuole parlare anche a chi, davanti a numeri e formule, ha sempre pensato: «Questa materia non fa per me». Il messaggio del format è chiaro: comprendere non significa necessariamente memorizzare concetti complicati. A volte basta cambiare prospettiva, fare la domanda giusta e collegare la teoria a qualcosa che conosciamo già.
C’è poi un elemento particolarmente importante: la curiosità. In un tempo in cui siamo abituati a ricevere risposte immediate, lo spettacolo invita a recuperare il piacere della domanda. Perché un suono cambia? Come nasce una nota? Per quale ragione alcune combinazioni ci sembrano armoniose e altre creano tensione?
Il format è pensato per un pubblico ampio, dalle famiglie agli studenti, dagli insegnanti agli adulti che desiderano riscoprire la scienza senza il timore di essere interrogati. Non promette di trasformare tutti in fisici in una sera, ma di accendere interesse e meraviglia attraverso un approccio divulgativo e spettacolare.
Un’occasione per imparare divertendosi e per scoprire che scienza e musica non sono mondi lontani. Entrambe cercano un ordine, entrambe lavorano con il ritmo e tutte e due, in modi div