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18/05/2007
Le Cybercarezze
Tratto da B. Fabbroni, La solitudine di un click. La trappola della rete, EUR, Roma, 2006
La comunicazione nella cultura del mondo dell’informazione si pone oggi con ambigue modalità di sfida o di opportunità che chiamano in gioco l’irriducibilità del singolo e l’onnipotenza clonante della tecnica. Attraverso il Cybermondo, l’internauta può spingersi nell’emulazione del mondo reale fino modificarlo, a trasformalo, per piacere, per gioco, per lavoro, per bisogno, per mancanza di carezze, in una realtà immaginata ma paradossalmente significativa e significante per il suo reale. Questo nuovo spazio crea un ponte tra il Sé ed i bisogni dell’individuo, demolisce le barriere della realtà usuale e consente agli appartenenti a queste comunità virtuale di iniziare a stabilire contatti con persone del tutto estranee ma egualmente simili a loro perché portatrici dello stesso bisogno di riconoscimento. Si configura un nuovo spazio per ex-sistere, per esserci, al di là della presenza fisica, in questo serbatoio senza fine di emozioni l’internauta può attingere senza limite, anche se mancante della corporeità, dello sguardo, della carezza tattile, che crea un con-tatto significante e trasmutante. Le Cyber carezze rappresentano dunque quel bisogno relazionale mancante nel reale ma possibile nel mondo Altro, in quel luogo-relazione che conduce ad un Altr-ove in cui la possibilità di esserci si fa reale.
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